SCENA VI.

BALIA di Lidia, AMASIO, LIDIA, DULONE.

BALIA. Cintio mio, sète voi qui?

AMASIO. Sí ben, balia mia cara.

BALIA. Lidia, Lidia figlia, che badi che non corri a ricevere il tuo

Cintio?

LIDIA. Cintio, anima mia, dove sei?

AMASIO. Eccomi; e voi sète Lidia mia?

LIDIA. Cosí fussi polvere e cenere non essendo riamata da voi!

AMASIO. Avete il torto a dir cosí.

LIDIA. Tutto il mondo vi predica per un tempio di cortesia e di

gentilezza, solo a me usate tanta disamorevolezza e discortesia; ma io

vi veggio, e appena lo credono gli occhi miei. Certo che disconviene

ad una anima bella come la vostra l'esser sitibonda e ingorda

dell'altrui sangue.

AMASIO. (Dubito non poter contenermi ne' termini dell'onestá, perché

vorrei rispondere come devo; ma se mi mostro cosí volontaroso,

l'empirò di suspezione e forse accorgerassi dell'inganno).

LIDIA. Giá penso che sia diventata molle quella dura durezza che sí

gran tempo è stata d'intorno al durissimo vostro cuore, e mossasi a

pietá della mia fede, la qual omai meritarebbe d'esser riconosciuta da

voi.

AMASIO. Sappiate, Lidia, dolcissima anima mia, che voi sempre foste la

piú dolce fiamma del mio core; ma l'ho sempre con simulata rigidezza

cosí ben finto che voi non ve ne siate giamai accorta, dubitando che

il vostro amor non fusse stabile e solido ma capriccioso e convenevole

all'etá d'una fanciulla come sète, e che tra poco avreste voi mutato

cervello. Ma poiché v'ho conosciuta fermissima e l'amar convenevole ad

una gentildonna sua pari, ecco mi vi scuopro, ché non fu mai fiamma

cosí ardente come quella che ha per amor vostro consumato e brusciato

il mio petto.

BALIA. Ascolta, figlia, perché si è mostrato cosí crudo: ed era ben di

ragione.

LIDIA. O mio penoso diletto, non conoscevate le mie fiamme palesi,

anzi scolpite nel fronte, e ch'io era assai piú vostra che di me

stessa? conoscerete le mie pene forse quando sarò morta?

DULONE. (Chi crederebbe ch'una fanciulla scoprisse cosí bene la sua

passione?).

AMASIO. Anima mia, perché conosco il vostro amor non da scherzo ma

degno d'una persona come voi sète, con le ginocchia del core e

dell'anima chine ve ne cerco perdono, pregandovi che siate cosí

intiera padrona di me come io tutto mi vi dono per servo.

LIDIA. Orsú, Cintio mio, poiché voi affermate che cosí voi m'amate

come v'amo io, e che i vostri amori non sono vani o lascivi ma da

sposi, con licenza de' nostri padri potremo sposarci insieme.

AMASIO. Eccovi qui prontissima la mia fede d'esservi sposo e servo

mentre vivo; però calate giú, anima mia, accioché la possiamo insieme

stringere.

LIDIA. Cintio mio, conosco ben quanto un innamorato è infido guardiano

della sua amata, e principalmente quando conosce che sia amato da lei;

però io non verrò costí, ché dubito anch'io non potermi contener ne'

termini dell'onestá.

AMASIO. Ma che tradimento si porebbe imaginare maggiore che tradir

sotto la fede?

LIDIA. Temo: se mi assecurate con giuramento, verrò subito.

AMASIO. Signora mia, questo richiedermi del giuramento è una occolta

maniera di notarmi d'infedeltá: perché non posso mostrarvi se vi amo o

no, perché, conoscendomi voi modesto, stimarete ciò faccia costretto

dal giuramento.

BALIA. Credegli, figlia, credegli, ch'io verrò teco in compagnia, ché

non dandovi la fede cosí da presso non vi manterrá quanto v'ha

promesso.

LIDIA. Ecco, ne vengo a voi.

DULONE. (Non calar giú, Lidia, ché costui è un cattivello, e si t'ará

le mani adosso, non so come andrá la cosa poi).

AMASIO. (Amasio, non perderti d'animo, desta in te stesso l'ardire:

ché se mi scappa questa ventura dalle mani, mi morrò di dolore, avendo

lasciato di far cosí bell'opra).

LIDIA. Eccovi la mia fede.

AMASIO. Vita dell'anima mia, la fede senza il bacio non val nulla.

LIDIA. Questo è stato soverchio; orsú, tiratevi indietro, ché è mal

cosa star l'esca appresso al foco. Dove mi spengete? di grazia, non

fate oltraggio all'onor mio.

AMASIO. Non sète voi mia moglie? non posso far di voi quel che mi

piace?

LIDIA. Se voi volete esser cosí mio come io son vostra, non bisogna

far altra violenza; ché cosí facendo mostrate il poco amore. Balia

balia, aiutami, dove sei?

BALIA. Son qui impedita; verrò or ora. E che pensiate che sia ciò?

DULONE. (O povero padrone, se vedeste con gli occhi vostri quel che ho

visto io, areste dato credito alle parole d'un vostro fidelissimo

servidore, poiché non l'avete data per lo passato. Va', fidati

d'amici, va'. Ecco gli amici d'oggi: tutti interessi e dissegni. Chi

mostrò ad uomo amicizia piú leal di costui? e or gli fa cosí gran

tradimento. Oh quanto desiderarei ch'egli fusse qui adesso per fargli

veder il tutto con gli occhi suoi!).

La Cintia · 第 43 / 83 题