Via via che si va oltre nell'Over-Yssel, la campagna cangia aspetto.

Presso Zvolle, città natale del pittore Terburg, capitale della

provincia, di poco più di ventimila abitanti, presso la quale, nel

piccolo convento di monte Sant'Agnese, visse sessantaquattr'anni e morì

Tommaso da Kempis, il supposto autore dell'_Imitazione di Gesù Cristo_;

si vedono bellissime strade fiancheggiate da betulle, da faggi, da

pioppi, da quercie, che rifanno gratamente gli occhi del paese nudo e

tristo percorso fino allora. Da ogni parte lo sterpeto indietreggia,

s'alzano mucchi di verzura, si stendono praterie, pullulano piantagioni

nuove, sorgono case, si sparpagliano armenti, s'allungano nuovi canali,

che dalle torbiere vanno a sboccare in un gran canale chiamato il

Dedemsvaart, l'arteria vitale dell'Over-Yssel, che ha trasformato quella

terra desolata in una provincia fiorente, dove una popolazione

industriosa procede colla letizia d'un esercito vittorioso, e il povero

trova lavoro, il lavoratore proprietà, il proprietario ricchezza, e

tutti la speranza d'un avvenire migliore. Di qui la strada s'addentra,

fiancheggiando l'Yssel, nel Salland, la Sala degli antichi, dove

soggiornarono i Franco-Salii prima di scendere verso il mezzogiorno per

conquistare la Gallia, dove fu redatta la legge salica, a Saleheim e a

Windoheim, che esistono ancora col nome di Salk e di Windesheim; dove

rimangono tuttavia tradizioni e convenzioni agricole di quei tempi

lontani. E infine tocca Deventer, l'ultima città dell'Over-Yssel, la

città di Giacomo Gronovius, dei tappeti e del pan di spezie, che

conserva nell'edifizio del peso pubblico la caldaia dove si facevan

bollire i monetari falsi, e si compiace della vicinanza del castello di

Loo, la residenza prediletta dei Re d'Olanda. Oltrepassata Deventer, si

entra nella Gheldria.

Qui lo spettacolo cangia. Si fiancheggia la terra abitata dagli antichi

Sassoni, la Veluwe, una regione sabbiosa che si stende fra il Reno,

l'Yssel, e il Zuiderzee, dove non sono che pochi villaggi perduti in

mezzo a vaste lande ondulate come un mare in tempesta. Fin dove giunge

lo sguardo, non sono che colline aride, le più lontane velate da una

nebbia azzurrina, le altre, parte vestite dei colori cupi della

vegetazione selvatica, parte biancastre delle loro sabbie mobili, che il

vento spande sulla faccia del paese. Non si vedono nè alberi nè case;

tutto è solitario, nudo, sinistro, come in una steppa della Tartaria; e

il pauroso silenzio di questa solitudine, non è rotto che dal canto

dell'allodola e dal ronzìo delle api. Pure in alcune parti di questa

regione, gli Olandesi sono riusciti col loro paziente coraggio e a

prezzo d'infinite fatiche, a far crescere il pino, il faggio, la

quercia; a formare bei parchi, a creare boschi interi, a coprire di

piante utili, in meno di trent'anni, più di diecimila ettari di terreno;

a far sorgere dei villaggi popolosi e floridi dove non c'era nè legno,

nè pietre, nè acqua e i primi coltivatori dovevan vivere in tane scavate

nella terra, e coperte colle glebe.

* * * * *

La strada passa accanto alla città di Zutphen e arriva in breve ad

Arnhem, la capitale della Gheldria, città illustre e gentile, posta

sulla riva destra del Reno, in una regione coperta di belle colline, che

le valsero il nome di Svizzera olandese, e abitata da un popolo che ha

fama di essere il più poetico dell'Olanda, giusta il proverbio che lo

definisce: «grande di coraggio, povero di beni, la spada alla mano, ecco

il mio blasone.» Ma per questa loro stessa singolarità, non presentano

nè il paese nè il popolo nulla di strano a uno straniero del mezzogiorno

d'Europa, che sia andato in Olanda per vedere l'Olanda; e però tutti i

viaggiatori vi passan di volo colla persona e colla penna. E lo stesso

può dirsi del Limburgo e del Brabante settentrionale, le due sole

provincie dell'Olanda, nelle quali non mi parve necessario di penetrare.

Perciò, visto che ebbi la città di Arnhem, partii per Colonia. Il cielo

era scuro e basso più che non fosse stato mai in tutta quella giornata,

ed io, benchè in fondo al cuore godessi di ritornare in Italia, sentivo

il peso di quel tempo triste, e appoggiato allo sportello del vagone,

guardavo immobilmente la campagna, più coll'aria di chi parte dal suo,

che di chi abbandona un paese straniero. Arrivai senz'accorgermene fin

quasi alla frontiera tedesca, assorto nel pensiero delle fatiche, dei

dubbi, degli sconforti coi quali avrei dovuto lottare per molti mesi in

un cantuccio della mia cameretta per scrivere queste povere pagine; e

solo quando un viaggiatore mi disse ch'eravamo vicini alla frontiera, mi

riscossi, e mi avvidi ch'ero ancora in Olanda. Girai gli occhi sulla

campagna e vidi ancora un mulino a vento. Già il terreno, la

vegetazione, la forma delle case, la lingua dei miei compagni di

viaggio, non eran più olandesi. Mi rivolsi perciò a quel mulino come

all'ultima immagine dell'Olanda, e lo guardai colla medesima curiosità

con cui avevo guardato il primo, un anno innanzi, sulle rive della

Schelda. Dopo un po'che lo fissavo, mi parve di veder qualcosa muoversi

con esso nel vano delle sue grandi ali; il cuore mi battè più forte,

guardai ancora, e vidi infatti le bandierine dei bastimenti, i tigli dei

canali, le facciate a scalini, le finestre infiorate, i caschi

d'argento, il mare livido, le dune, i pescatori di Scheveningen,

Rembrandt, Guglielmo d'Orange, Erasmo, Barendtz, i miei amici, tutte le

più belle e più nobili immagini di quel paese glorioso, modesto ed

austero; e come se davvero le vedessi, vi tenni gli occhi fissi, con un

sentimento di tenerezza e di rispetto, fin che il mulino non mi apparve

più che come una croce nera a traverso la nebbia che copriva la

campagna; e quando anche quell'ombra scomparve, rimasi come chi partendo

per un viaggio che non avrà ritorno, vede svanire la figura dell'ultimo

amico che lo salutava dalla riva.

FINE.

INDICE.

DEDICA Pag. V

L'Olanda 1

Zelanda 18

Rotterdam 42

Delft 111

L'Aja 147

Leida 245

Haarlem 266

Amsterdam 289

Utrecht 323

Broek 337

Zaandam 356

Alkmaar 367

Helder 384

Il Zuiderzee 402

Frisia 417

Groninga 450

Da Groninga ad Arnhem 471

* * * * *

NOTA DEL TRASCRITTORE

L'ortografia e la punteggiatura del testo originale sono state

mantenute, eccetto per le seguenti correzioni, (testo originale

sulla prima riga, testo corretto sulla seconda riga):

del lago di Harlem, che aveva quarantaquattro chilometri

del lago di Haarlem, che aveva quarantaquattro chilometri

cha val due lire e centesimi, come noi spendiamo la

che val due lire e centesimi, come noi spendiamo la

quella che fa l'una fa l'altra; quello che il

quello che fa l'una fa l'altra; quello che il

basti dire che i barcaioli del _treschkuit_, che

basti dire che i barcaioli del _trekschuit_, che

in Germania, in Italia; l'Hemskerk imitava il

in Germania, in Italia; l'Heemskerk imitava il

coscenziosi che non iscordano nulla, ci mettono

coscienziosi che non iscordano nulla, ci mettono

che fanno gli offici di sotto; il Brouver, rappresenta

che fanno gli offici di sotto; il Brouwer, rappresenta

gli assedi di Leida e di Harlem a ispirare, a

gli assedi di Leida e di Haarlem a ispirare, a

Questa pittura così varia e così coscenziosa nel ritrarre

Questa pittura così varia e così coscienziosa nel ritrarre

bianca; se son gemelli, la trina è doppia; e per alalcuni

bianca; se son gemelli, la trina è doppia; e per alcuni

quella casa aveva le imposte socchiuse, e mi disse

quella casa avevano le imposte socchiuse, e mi disse

d'Amsterdam e l'antico lago d'Harlem, la quale

d'Amsterdam e l'antico lago d'Haarlem, la quale

Leida, rompendo le dighe dell'Issel e della Mosa, e

Leida, rompendo le dighe dell'Yssel e della Mosa, e

trionfi da tavola, di candellieri e di spegnitoi che

trionfi da tavola, di candelieri e di spegnitoi che

du Jardin, il Van Ostade, il Cuip, il Metzu, il Van

du Jardin, il Van Ostade, il Cuyp, il Metzu, il Van

che restituì la pace all'Europa dopo la guerre

che restituì la pace all'Europa dopo le guerre

muro, parevano d'argento. Il cammino era un vero

muro, parevano d'argento. Il camino era un vero

cavallo, è probito di stare in sella, e bisogna condurlo

cavallo, è proibito di stare in sella, e bisogna condurlo

Zaandam è un grande Broek, meno puerile è più

Zaandam è un grande Broek, meno puerile e più

_illum usque tantum natura_, come dice Tacito;

_illuc usque tantum natura_, come dice Tacito;

_fama super etera notus_.

_fama super aethera notus_.

gli espressi la mia infinita gratitudine con un diluluvio

gli espressi la mia infinita gratitudine con un diluvio

in un città come Harlingen, tutta casette liliputtiane,

in una città come Harlingen, tutta casette liliputtiane,

di verde chiaro, di tutti i colori di Broeck. I

di verde chiaro, di tutti i colori di Broek. I

senz'accorgemene, un atto che voleva dire che ero

senz'accorgermene, un atto che voleva dire che ero

la pulizia degna di Broeck; nulla di strano nelle

la pulizia degna di Broek; nulla di strano nelle

popolazione dell'Olanda ne alimenta il focolare

popolazione dell'Olanda ne alimenta il focolare;

Si dà di seguito un elenco delle grafie alternative mantenute

nel testo:

Backhuizen / Backuisen

Barendtz / Barenz

Barneveld / Barneveldt / Barnevelt / Barnewelt

Bies-bosch / Biesbosch

Dow / Dou / Dov

Enckhuisen / Enkhuisen / Enkhuizen

Hoorn / Horn

Medemblik / Medenblik / Medenblick

Metsu / Metzu

Middelburg / Middlebourg

Naaldvijk / Naaldwijk

Nieuwdiep /Nieuwediep

Ruysdael / Ruysdaël

Scheveningen / Scheveningue

Waal / Vaal

Werf / Werff

Wouvermans / Wouvermam / Wouvermann

Zaandam / Zandam

Olanda · 第 29 / 29 段