VII.

I tre fratelli e il padre stavano muti dal giorno primo del loro

ritorno. Nessuno aveva rivolto la parola all’altro, come se un peso

incombesse sulla loro coscienza e avessero paura di leggerselo in

viso, non si guardarono mai, anzi evitarono con cura che i loro sguardi

s’incontrassero.

Il nome della sorella e della figlia non venne pronunziato neppure di

sfuggita, ma ciascuno insistentemente vi pensò.

Solo Rosa continuò ad agitare la zana vuota e a dire certi suoi

ritornelli senza significato.

Le opere consuete furono riprese ma con lentezza e svogliatezza,

ciascuno andò per suo conto senza guardare ove l’altro si dirigesse.

Eran tornati con allegrezza perchè era riuscito loro di accumulare

qualche po’ di denaro; i fratelli avevan trovato una nota allegra e

il padre amava conversare, mentre prima difficilmente levava la voce

per dire le cose più necessarie. Eran venuti con l’anima aperta e

pieni di speranze come non mai e ad un tratto, in gruppo, eran stati

spinti nell’abisso, vi si eran trovati inaspettatamente e nel modo più

brutale.

Ciascuno pensò! ciò ch’era stato fatto era necessario, ma ora non

necessitava incrudelire; quella povera figlia, sola, sarebbe morta e

così pure il suo bambino che non ne aveva una colpa al mondo.

Ciascuno pensava ciò ma non lo confessava all’altro per tema

d’incontrare una volontà contraria, ciò che avrebbe inasprito le

relazioni fra loro.

Il padre non avrebbe mai parlato ai figli di ciò e i figli, allo

stesso modo, non avrebbero iniziato un discorso per difendere Maria;

ma ciascuno, nell’anima sua, la compiangeva, ciascuno la desiderava,

ciascuno voleva dirle, il perdono poichè ella era debole e sola, sola

come nessun altro e bella.

Ora ella era stata punita, aveva sofferto abbastanza, sapevan bene che

nelle sue condizioni aiuti ne avrebbe trovati pochi, anzi nessuno. E

se il suo bambino fosse morto? E s’ella fosse morta? Chi avrebbe avuto

sulla coscienza il delitto?

Così chè ciascuno s’inaspriva e s’adirava con sè stesso e avrebbe

voluto schiantar qualcosa pur di manifestare in qualche modo il suo

stato d’animo, pur di dar sfogo all’ira enorme che l’accasciava.

Passaron così i tre giorni, già alla fine dell’ultimo, quando

rincasarono, nella mente di tutti era il pensiero di romperla e, s’era

necessario, d’imporre agli altri la propria volontà.

Si raccolsero a mensa senza parlare e nessuno assaggiò cibo senza

preoccuparsi dell’altro.

La lampada arse fumigando.

Fuori la tempesta si rivolgeva schiantando e distruggendo con orribile

frastuono di tuoni e lampeggii acciecanti di fulmini.

Fu l’atto di un vecchio poichè ululò più aspra la bufera e un fulmine

presso alla casa cadde.

Michele rizzò il capo ed alzò gli occhi interrogando. Negli occhi dei

figli era la stessa domanda e la stessa preghiera.

Egli allora si gettò la mantella sulle spalle, prese la lanterna e si

avviò per uscire.

L'antica madre · 第 15 / 19 题