_Opinione de’ Romani sul furto e sull’assassinio. — I ladri
sprezzati e odiati; omicidi stimati e protetti. — Due parole di
statistica criminale. — Perchè l’omicidio è sì frequente in Roma.
— Storia di sei giornate. — Ciascuno si fa giustizia da sè, in
un paese dove non c’è giustizia. — Fuga degli uccisori. — Luoghi
d’asilo. — Ambasciate, chiese, conventi, poderi ecclesiastici,
Accademia di Francia, sponde del Tevere. — Campo Morto tra Velletri
ed il mare. — Difficoltà della procedura criminale. — Discrezione
ostinata de’ testimonj. — Curiosa storia d’un majale. — Castigo di
Pietro Brandi._ — La buona mano. — _Le leggi penali non vennero
applicate se non durante l’occupazione francese. — I mezzi di
repressione non mancherebbero al governo, se volesse valersene. —
La ghigliottina e la prigione cellulare sono invenzioni italiane. —
Condotta energica di Leone XII. — Orribile supplizio di Ludovico.
— Le galere, luoghi di ricreamento. — Incontro d’un forzato che
rimpiange il suo buon tempo_ Pag. 96