V. GIUOCO DE’ COLTELLI.

_Opinione de’ Romani sul furto e sull’assassinio. — I ladri

sprezzati e odiati; omicidi stimati e protetti. — Due parole di

statistica criminale. — Perchè l’omicidio è sì frequente in Roma.

— Storia di sei giornate. — Ciascuno si fa giustizia da sè, in

un paese dove non c’è giustizia. — Fuga degli uccisori. — Luoghi

d’asilo. — Ambasciate, chiese, conventi, poderi ecclesiastici,

Accademia di Francia, sponde del Tevere. — Campo Morto tra Velletri

ed il mare. — Difficoltà della procedura criminale. — Discrezione

ostinata de’ testimonj. — Curiosa storia d’un majale. — Castigo di

Pietro Brandi._ — La buona mano. — _Le leggi penali non vennero

applicate se non durante l’occupazione francese. — I mezzi di

repressione non mancherebbero al governo, se volesse valersene. —

La ghigliottina e la prigione cellulare sono invenzioni italiane. —

Condotta energica di Leone XII. — Orribile supplizio di Ludovico.

— Le galere, luoghi di ricreamento. — Incontro d’un forzato che

rimpiange il suo buon tempo_ Pag. 96

Roma contemporanea · 第 57 / 71 题