E venutomi innanzi
Un che di stampar opere lavora,
Dissi: stampami questa alla mal'ora.
_Berni_.
***PREFAZIONE DELL'AUTORE*
Alla edizione delle _Quattro Novelle_ stampata in Torino, per Giuseppe
Pomba, nel 1829.
Se vuoi fare a modo mio, cortese discreto leggitore, tu hai nel presente
libretto a distinguer bene due persone; il narratore autor delle
novelle, e lo scrittore editore di esse. Il primo è un mio amico maestro
di scuola in una terra non molto discosta di qua, ma che tu chiederesti
invano qual sia, non volendotene io dir nulla per ora, se non ciò che
troverai innoltrando due facciate in capo alla prima novella. Del resto,
innoltrando più lo conosceresti anche meglio per le sue proprie parole;
che quando non si può per le azioni, è pur il miglior modo di conoscere
un uomo; miglior assai che per qualunque cosa se ne possa udire da
chicchessia altrui, anche da un amico. Così facendo, spero tu abbia a
voler po' di bene al maestro; benchè sarà difficile tu gliene voglia mai
tanto quanto io. Che se le sue narrazioni ti andassero a genio, vedrei
di averne altre, e forse anco un giorno ti scriverei la vita di lui,
ch'egli ha narrata a me, ed alcuni altri privati suoi; ma al pubblico
dice, che è un'impertinenza far la vita di tale, che non importi se sia
vivuto. Perciò è che voglio vedere d'accattarmi prima un po' d'amor tuo.
E parendomi che possa conferir a ciò la sua figura, che è buona ed
amorevole, sì te la dono sul frontispizio, _gratis_, come si usa oggidì.
Or lasciolo stare, e vengo all'editore, che, come vedi, sono io. Nè
debbe calerti chi io sia. Ma forse mi dimanderai come, o perchè io mi
mettessi a ciò? Or dirotti: ascoltator trovaimi di novelle per ozio;
scrittor fecimi per ozio, ora editor divengo per ozio. Nè da te voglio
altro, se non che leggitor mio ti faccia tu anche per ozio. Ma se,
passate due ore così, tu ti trovassi d'alquanto migliore, od anche non
peggiore; credimi, l'hai a tenere per tanto guadagno, e perciò ad
avermene tanta obbligazione. E lascia poi tacciar le mie novelle di
classiche, o romantiche, storiche, immaginate, miste, o che so io; tieni
buona ogni cosa che non t'annoi, e non ti guasti. E così tu voglia tener
me; ed io chiamerotti di nuovo, discreto, cortese, benigno, e benevolo
leggitore.