XXXVIII.

La Chiesa di Roma ottenne in ogni età questa lode, che avesse amato

benedire e santificare, non distruggere i Tempj del Paganesimo. Lo

stesso ella fece intorno alle Chiese de' Goti Ariani di Spagna e della

_Gallia Gotica_, dopo la loro conversione al Cattolicismo nell'anno

587. Durante l'Arianesimo, ben dovettero i Visigoti usar l'ogiva

in odio della Chiesa Cattolica e dell'_arco rotondo_, al quale si

dia pur il nome di Sacerdotale o _Ieratico_. Nella _Gallia Gotica_,

ove ho detto più volte che rimase un lievito d'Arianesimo, l'ogiva

dovè più lungamente piacere a' Visigoti non convertiti. Roma intanto

accettato avea e benedetto l'_ogiva_, senza curare il breve stuolo de'

Visigoti ostinati nell'eresia. E ben videro i Pontefici Romani de'

secoli seguenti, che l'_ogiva_ era di gran sussidio all'_elevazione

Visigotica_ de' Tempj la quale innalza gli animi delle fragili creature

verso Dio.

Le Storie intanto dell'Architettura si scrivono al dì d'oggi sopra

il fondamento, che i Visigoti non ebbero arte d'alcuna sorte, e che

lo _stile ogivale_ nacque nel decimo e nel duodecimo secolo. Il danno

maggiore, che deriva da sì fatta proposizione, consiste nell'impedire,

che si facciano le più diligenti ricerche in Ispagna e nella _Gallia

Gotica_ per vedere se può scoprirsi una qualche reliquia delle

fabbriche de' Re Atanagildo, Sisebuto, Vamba, Recesvindo, Ervigio,

ed Alfonso il Casto, alcune delle quali sussisteano a' giorni del

Mariana. La Gallia Tolosana e la _Marca Ispanica_, ossia di Barcellona,

dovrebbero esplorarsi altresì per trovarvi una qualche rovina, od

almeno un qualche indizio di quell'industria Gotica, della quale il

_Muro_ ed il _Fosso_ di Monpellieri nell'undecimo secolo non furono

certamente il primo tentativo. Da queste ricerche un nuovo lume

apparirà nella Storia della Cavalleria Spagnuola, della lingua e

letteratura dei Provenzali e della civiltà intera d'Europa.

Della architettura gotica · 第 40 / 44 题