Mancato il Re Dagoberto, i due amici Oveno ed Eligio, nello stesso
giorno 13 Maggio 640, salirono sulle Cattedre delle Chiese, quegli
di Roano, e questi di Noion. In tal guisa, da' suoi paesi Visigotici
Eligio si tramutò per sempre nelle Gallie Settentrionali, ove non cessò
d'edificare Tempi e Chiostri. Un ampio Monastero di Vergini costruissi
dal novello Prelato in Noion: lavoro, che potè non essere di stile
_Romanese_. Morì nel 659. Allora S. Oveno dettonne la Vita. Erasi
questi partito da Roano e dal suo Maggior Tempio di _Mano Gotica_ per
predicare la vera fede Cristiana contro i Monoteliti, ed avea impreso
lunghi viaggi a tale uopo. Approdò in Ispagna, ove non mancavano alcune
reliquie dell'estinto Arianesimo, e dove al Re Recesvinto era succeduto
Vamba. L'Arcivescovo Rotomagense fu ricevuto con grandi onori dai
Goti secondo i racconti dell'Autore quasi contemporaneo d'una delle
sue Vite (_Unde felix opinio GOTHORUM terras penetravit_[71]). Ivi
sul Guiserga, in mezzo a' suoi gentilizj poderi di Donnia o Dogna,
vicino a Valladolid, aveva Recesvindo edificato nel 661 un Tempio,
ricco di marmi e d'iscrizioni, al Batista; i rimasugli del qual Tempio
sussistevan tuttora nel secolo dello storico Mariana. Questi giudicolle
di _Gotica struttura_ (_Vetusti operis atque adeo GOTTHICAE STRUCTURAE
immaginem repraesentans_[72]).
Recesvindo, sì celebrato nelle Storie di Spagna, nacque da quel Re
Cindasvindo, ch'ebbe a disdegno i Romani a lui soggetti, e con sua
Legge solenne dichiarò di non dover più l'universalità de' suoi popoli
_esser vessata dalle Leggi Romane_ (ROMANIS LEGIBUS nolum amplius
CONVEXARI[73]). Laonde non ingannossi punto il Mariana, quando gli
parvero appartenere all'_Architettura Gotica_ le rovine del Tempio
di Dogna, opera del figliuolo di un Re che odiò tanto le discipline
forensi de' Romani. Recesvindo adunque sarebbe stato colui, che
ne' suoi privati poderi avrebbe preso a voler imitare la _Romanese
Architettura?_ Ed a calcar sotto i piedi le tradizioni de' Gotici
Monasteri delle Vergini Oltredanubiane? Recesvindo non si sarebbe
curato di riproporre in Dogna le Visigotiche forme delle Chiese di
Santa Eulalia e di Santa Leocadia in Toledo? Chi ardisse affermar ciò,
nol crederebbe in suo cuore.
Al tempo di Recesvindo fu con sua Legge abolito il divieto delle nozze
fra Romani e _Gentili_[74]: ma i Romani perdettero l'illustre lor nome
nelle Leggi e negli Atti Pubblici, e tutti gli abitatori de' Regni di
Recesvindo non si chiamarono se non Visigoti. Così recossi ad effetto
in parte l'antico disegno del Re Ataulfo, che avrebbe voluto chiamar
_Gozia_ l'Imperio Romano. Ciascuno di quegli abitatori sapea se Romana
o Gotica fosse l'origine di sua famiglia: ma i Goti si teneano pe'
veramente nobili, sebbene ignorassero l'uso del _guidrigildo_ stabilito
da Clodoveo: e però nacque la voce _Hidalgo_, tuttora usata ne' nostri
dì, cioè la voce, che con apocope doppia vuol dire _figliuolo di Goto._
Ella basta per dinotare un'antica nobiltà e maggiore d'ogni altra in
Ispagna. Così non aveano fatto i Re Vandali d'Affrica, i quali ne' loro
Editti, riferiti da Vittore Vitense[75], chiamaronsi _Re dei Vandali_,
e _Re degli Alani_ ad un'ora. I Romani di Spagna e della _Gallia
Gotica_ vidersi perciò ingloriosamente incorporati ne' Visigoti, e
peggio che già non erano stati dal Re Ostrogota i Borgognoni. La stessa
dignità degli Ecclesiastici non diè risalti d'alcuna specie a' Clerici
di sangue Romano, sì per la mancanza del _guidrigildo_ fra' Visigoti, e
si perchè appo essi la sacra Liturgia era Gotica ed Orientale, secondo
i decreti dianzi accennati del Terzo Concilio di Toledo nel 589, i
quali furono sempre più rifermati da' seguenti Concili e dalla diuturna
possessione. In mezzo a sì grandi cure de' Visigoti per conservare la
loro particolare Liturgia non Romana, e' divien sempre più agevole di
conoscere se avesser coloro abbandonato il pensiero giammai della loro
_Architettura Gotica_.
Tali erano quando Sant'Oveno giunse in Ispagna, le qualità civili della
razza dominatrice de' Visigoti e della razza obbediente dei Romani.
Se il Prelato Rotomagense non vide il Tempio di Recesvindo in Dogna,
e' vide certamente in Toledo la Chiesa di Santa Eulalia, e l'altra di
Santa Leocadia del Re Sisebuto, e forse conobbe San Fruttuoso, nato di
_stirpe regia_: di stirpe, cioè, non Romana, e però Gotica[76], da un
Duca Ispano d'alta possanza nell'esercito militante tra' Monti della
Galizia e di Leone. Fruttuoso diè molte delle sue grandi ricchezze
a' poveri, e con le rimanenti sollevò non piccoli stuoli dei suoi
servi, a' quali egli soleva concedere la libertà. Sì fatte lodi gli
si tributarono da un suo quasi contemporaneo, che ne scrisse la Vita:
Valerio, Abate di San Pier in Monti nell'Asturie[77]. Andò Fruttuoso in
Merida per venerare il Tempio di Santa Eulalia; costruì un gran numero
di Monasteri; popolati da moltitudini di Monaci, e principalmente
quello di Nono, posto nell'Isola di Cadice. Fu salutato Vescovo di
Braga, ove fabbriconne un altro, nel quale di giorno e di notte, con le
faci accese, lavorava egli con le sue braccia. Morì nel 670; Architetto
e muratore ad un tempo, ma la sua _Mano_ era _Visigotica_.
Sant'Oveno, ritornato verso il 677 in Roano, portovvi le memorie
degli Edifici e de' Tempi veduti da esso in Ispagna, ma soprattutto
del culto e degli affetti verso Eulalia. E però Guaningo, uomo ricco
e polente tra' Franchi, edificò in onor di quella Santa un Monastero
di trecensessanta Vergini, alla costruzione del quale Sant'Oveno
deputò Wandregisilo, detto San Vandrillo. Non avrebbe voluto forse
l'Arcivescovo di Roano imitar le Gotiche forme della Chiesa Toledana
di S. Eulalia, eziandio se gli fosser mancati gli esempi della _Mano
Gotica_ di S. Pietro nella sua stessa città? Con questi domestici
monumenti e con le Gotiche rimembranze di Spagna, S. Filiberto fabbricò
i nobili Chiostri Gemmenticensi ossia di Jumieges, e San Vandrillo
costruì gli altri di Fontanelle: operando entrambi col consiglio e
sotto gli auspici di Sant'Oveno. Il quale cessò di vivere nel 684, e
pose per tutto l'avvenire il suo nome al _Gotico_ Tempio di S. Pietro.