Dei veramente grandi e buoni è l'orazion funerale dettata prima d'ogni
altro dal popolo; e dove questo si tace, non vale facondia e abilità
d'oratore. A niun tristo principe, morente sicuro in suo letto, è
accaduto mai di non avere accanto al suo feretro un gonfio panegirista,
il quale osi di adulare e mentire eziandio tra le pareti del tempio,
alla presenza più viva e più manifesta di Dio. Se non che, in quel
caso, l'ostinato silenzio del popolo accusa e sbugiarda il celebratore.
Per lo contrario, dove l'amore e l'ammirazione delle genti accompagna
la morte d'un giusto re, nessuna eloquenza pareggia forse il buon
sentimento di quelle; come alla vista del feretro suo, nessuna forza,
nessuna astuzia, nessun pericolo potría ne' petti stagnar le lagrime,
e il lutto e il rammarico seppellirvi. Quando le ceneri di Germanico
per mare venute toccaron terra, da ogni loco eziandio non vicino
piovean le turbe accorate, e con ansia amorosa di vederle e onorarle;
nè astenevasi alcuno di mostrare e provare al mondo, che lui sfortunato
e tradito avean caro sopra tutti i potenti e felici, e volevanlo
glorificato al par d'un Iddio. Ora, quell'accoramento medesimo,
quell'affollarsi da tutte bande, quel gemere luttuoso ed universale
s'è pure udito e veduto in questo porto di Genova, appena vi salía la
nave che riconduce a noi dall'esilio la salma d'un re sventurato ma
grande, e la quale accoglievano afflitti e in gramaglia que' Senatori
e Rappresentanti a cui lasciava egli in perpetuo retaggio la libertà; e
circondavanla le milizie di que' segni stessi e di quelle bandiere (ahi
dimesse oggi e abbrunate!) ch'egli volle sopra tutte le torri della
Penisola inalberare, e farle in ogni terra e sopra ogni mare franche,
temute e trionfatrici.
Ma quanto è maggiore la perdita, più sentito il dolore, il tribolo più
generale e sincero, altrettanto l'anima del dicitore se ne sgomenta;
perch'egli non può fare come il pittore Timante che figura Atride
nascondentesi dentro le palme il viso; ma sì è costretto di ragionare
mentre non vorrebbe che piangere, e mentre in cambio di parole, gittar
vorrebbe muti sospiri e flebili suoni interrotti. Or che dirò della
povera mia loquela, o Signori, innanzi a sì alto subbietto, e in faccia
a sì grande, sì vero e non esprimibil dolore di tutta questa città,
che nell'ardore de' nobili affetti a niun popolo cede, a moltissimi
entra innanzi? Ma d'altra parte, io vo pensando che qui non si tratta
di sole funeree lamentazioni, e di solo sfogo al comune e soverchiante
cordoglio; e nemmanco si tratta di esimia palestra oratoria, e di
spiegare innanzi alla vostra curiosità sfoggiate bellezze d'arte e
di stile. Ben altra cosa domandano la santità e solennità del luogo
e del rito, l'anima augusta per cui preghiamo, l'Italia infelice che
a questa terra rimira, ultimo asilo e sostegno della sua libertà e
delle sue speranze, ahi già tanto superbe! Lasciamo alle prefiche
e alle femminette l'abbondanza del pianto e le inconsolabili nenie.
Nessuna cosa è più degna d'un popol civile raccolto d'intorno alla
spoglia mortale di strenuo principe, che il chiudersi in grave mestizia
e meditabonda, piena d'alti documenti e consigli, e che sia lume e
preparazione di migliori destini.