Discorso sopra tre modi straordinarj di difesa

_Appena respinti gli Austriaci da Bologna, il Mamiani nella tornata

del dì 11 di agosto proponeva tre insoliti provvedimenti,

e facevali a pieni voti approvare con le infrascritte brevi

parole:_

Egli accade delle nazioni come degl'individui per appunto; cioè a

dire che v'à momenti dolorosi e funesti, in cui l'animo di tutto un

popolo s'abbandona, e casca sotto il peso dell'infortunio. Ma quando la

fiamma del viver libero e indipendente arde vivace davvero ed intensa

per entro il cuor suo, ella, simigliante al fuoco sacro di Vesta,

può talvolta affievolire o negli ultimi penetrali occultarsi; ma non

estinguendosi mai, forza è che indi a poco riapparisca più sfavillante,

e tramandi intorno maggior luce e caldezza. Così quest'oggi avviene

all'Italia, ed è ciò che lo spirito mio à creduto e sperato sempre.

O felice e gloriosa Bologna! o fra le città italiane fortunatissima

e da tutte le generazioni invidiata, posciachè tu risvegli la nuova

favilla del nuovo e inestinguibile incendio. Noi adempiamo, o Colleghi,

un gran debito a renderle grazie solenni, e le più sentite e le

più magnifiche che possano uscire dal petto d'uomini riconoscenti e

autorevoli. Ma egli bisogna altresì, che questa tornata non si consumi

senza compiere qui alcun atto di segnalata cooperazione e d'ajuto

efficace, oltre alle cose dai Ministri saviamente deliberate.

Signori, nega questo tempo ad ognuno d'intrattenersi in lunghi

ragionamenti: e già non varrebbero mai le parole a bene significare una

parte anche minima di quegli affetti veementi e sublimi che premono e

investono da ogni lato l'anime nostre.

Bando non che ai discorsi studiati e freddi, agli eloquenti eziandio,

perchè corre l'ora del forte operare.

Io propongo, pertanto, senz'altro preambolo, tre provisioni, le quali

a me compariscono le più convenienti ed efficaci che la straordinarietà

dei casi ricerca.

Per prima cosa, io propongo che in ciascuna città dello Stato, sulle

publiche piazze si pongano tavole, alle quali sieda un delegato del

Governo ed uno del Municipio, e quivi sia inalberata e visibile a

tutti una scritta con le parole: _La Patria è in pericolo._ Ufficio

dei delegati sia di raccogliere e registrare i nomi dei Volontarj che

intenderanno di armarsi e combattere.

Per seconda cosa, dico doversi in ciascuna città istituire un

Commissariato, a cui spetti di ricevere tutte le offerte e le

largizioni dei cittadini e dei comuni per armare e vestire essi

Volontarj, e porli in grado di subito unirsi alle respettive bandiere.

Per terza cosa, propongo che sia il Ministero invitato e sollecitato,

affine preghi Sua Santità e fortemente il persuada a fare scrivere

a tutti i vescovi, e per essi a tutti i parrochi dello Stato,

perchè dall'altare e dal pulpito esortino con infiammative parole i

diocesani loro ad armarsi a popolo, ed accorrere alla difesa del trono

pontificale e della patria comune.

Scritti politici · 第 181 / 310 题