Io vorrei che mi diceste una cosa.

NINO

Io vorrei dirvene cento.

BICE

_(con urgenza)_ Vorrei che mi diceste schiettamente schiettamente, ma

proprio schiettamente... _(pentendosi d'aver cominciato)_ che ora è.

NINO

_(consulta il suo orologio)_ Non ho nessun motivo per nascondervi... che

sono le quattro e mezzo meno due minuti.

BICE

Meno due minuti?!...

NINO

_(sospirando malinconicamente)_ Sì.

BICE

Siete triste?

NINO

Un poco.

BICE

Ed è perciò che volevo domandarvi... _(s'interrompe.)_

NINO

_(cava fuori di nuovo l'orologio.)_

BICE

No, basta con l'orologio!

NINO

Credevo che....

BICE

_(a un tratto)_ Perchè vi hanno turbato le parole del signor Franchesi?

NINO

Non so.... Tutta quella faccenda dell'esplorazione: l'impresa

gloriosa... la plaga remota... la terra sconosciuta... Cristoforo

Colombo... Amerigo Vespucci...

BICE

Quel signore diceva delle sciocchezze per tormentarci.

NINO

Questo no, non mi pare. È lui che mi ha spinto verso di voi. Ciò che mi

turbava era il riflettere che su questo mondo non si può sempre... far

fiorire la civiltà... dove si vuole.

BICE

L'avete, dunque, capito che c'è un ostacolo?

NINO

_(sorpreso, ansiosissimo)_ Io l'ho capito, ma... quale sarebbe secondo

voi?

BICE

_(dolorosamente, con semplicità)_ Mia sorella.

NINO

_(scattando)_ Come?! Voi sapete?...

BICE

Purtroppo!

NINO

Sapete che vostra sorella...?

BICE

Non ha simpatia per voi.

NINO

_(tranquillandosi)_ Ah... meno male!

BICE

Meno male?!

NINO

Sì, dico... non ha simpatia per me. Questo è l'ostacolo. Meno male...

che l'avete notato.

BICE

Non ci voleva molto a notarlo, perchè qualche tempo fa era precisamente

il contrario. Vi trattava con tanta affezione che voi la chiamavate

«mammina».

NINO

E lei mi chiamava «_bébé_».

BICE

Ma quando ebbe qualche confidenza da me, a poco a poco si è mutata. Non

le piacete più. _(Desolata)_ E se non piacete più a lei, come si fa?

NINO

Mi pareva che non fosse indispensabile.

BICE

A no! È indispensabilissimo! Al suo volere io non potrei ribellarmi.

Tilde ha tanta competenza!

NINO

_(risoluto)_ E allora...

BICE

_(rianimandosi)_ Cercherete di piacerle nuovamente?

NINO

_(con un moto di spavento)_ No!... _(Ripigliandosi)_ Cioè, senza dubbio:

cercherò di piacerle nuovamente.

BICE

E vinceremo ogni ostacolo, non è vero?

NINO

_(risoluto)_ Sì, sì, vinceremo ogni ostacolo! _(Con infrenabile vivacità

amorosa)_ Sediamo, parliamo, parliamo ancora, parliamo tanto, diciamoci

ogni cosa!

_(Siedono subito l'uno di faccia all'altro, molto da presso, nel mezzo

della camera, infervorati in un crescendo d'entusiasmo.)_

_(Contemporaneamente, TILDE e GUSTAVO, al cui braccio ella si appoggia,

compariscono nella sala attigua, in fondo, e GUSTAVO indica a TILDE la

giovane coppia.)_

BICE

_(continuando)_ Diciamoci ogni cosa.

NINO

Noi ci ameremo per tutta la vita.

BICE

Per tutta la vita!

NINO

Sempre vicini.

BICE

Sempre vicini!

NINO

Come in questo momento.

BICE

Come in questo momento!

NINO

_(esaltandosi)_ E anche un pochino di più!

BICE

Che gioia!

NINO

_(prendendole ambo le mani)_ Io vi adoro! _(Glie le bacia con fuoco.)_

TILDE

_(staccandosi da Gustavo e avanzandosi con un impeto di severità)_ Ma

Bice!

BICE _e_ NINO

_(mandano un piccolo grido e scappano, l'una uscendo per la porta a

destra, l'altro per la porta a sinistra. Le due seggiole si

rovesciano.)_

SCENA IV.

GUSTAVO, TILDE, _poi_ NINO.

GUSTAVO

_(rialza le due sedie e, dopo un silenzio, guarda Tilde gettando una

specie di sospiro canzonatorio.)_ Non c'è che fare! Sono le vicende

della vita! Non ve l'avevo preannunziato io?

TILDE

_(ostentando disinvoltura)_ Ma, in fondo, pretendereste d'averli fatti

innamorar voi, questi due ragazzi?

GUSTAVO

Modestia a parte, posso affermare di essermene occupato abbastanza.

TILDE

Mi congratulo che vi siate dato a questo genere di occupazioni; ma sono

dolente di dovervi accertare che essi si sarebbero innamorati anche

senza di voi.

GUSTAVO

Ciò significa che era scritto ch'io fossi vendicato.

TILDE

Una vendetta che non fa male a nessuno non è una vendetta. Io sono

contentissima che Bice si sia innamorata di Nino e che Nino si sia

innamorato di Bice.

GUSTAVO

Come siete generosa!

TILDE

Non capisco.

GUSTAVO

Io, invece, capisco, e vi lascio. Questo è il momento della

_scena-madre_. L'ora è propizia. Di là non c'è più nessuno. I servi sono

intenti a sbarazzare il _buffet_. Vostro marito è andato a letto e,

forse, già fa dei sogni... popolati di mogli tenerissime. Tutto tace.

Fra poco non si udrà che la voce della giustizia!! Il reo, voglio avere

io il piacere d'introdurlo al cospetto di questo... divino tribunale.

_(Alla porta a sinistra:)_ Signor Nino!... Signor Ninetto!... _(Pausa)_

Amerigo Vespucci!

NINO

_(entra subito, come una marionetta.)_

GUSTAVO

La signora Tilde ha due paroline da dirvi... a _quattr'_occhi.

NINO

_(riluttante)_.... Sono a vostra... disposizione, signora Tilde.

GUSTAVO

_(a Tilde)_ Avete sentito? È a vostra disposizione. _(Le si avvicina e

le parla piano)_ Superfluo aggiungere che sarei volentieri anch'io a

vostra disposizione. So che non prediligete gli uomini della mia età;

ma, nel caso, potrei, alla mia volta, camuffarmi da collegiale

diciottenne.

TILDE

E no! Cosa volete!... Sarebbe poi per me più grave il disinganno.

GUSTAVO

Giustissimo! Non ci avevo pensato. _(Stringendole la mano)_ Buona notte!

TILDE

Buona notte!

GUSTAVO

_(a Nino)_ In bocca al lupo, caro Amerigo! _(S'inchina a Tilde)_ Servo!

_(Esce dal fondo.)_

SCENA V.

TILDE _e_ NINO.

TILDE

_(piegando le braccia)_ E così?

NINO

.... Niente.

TILDE

Ah? Niente? _(Dà uno sguardo alla stanza attigua a destra, chiude

l'uscio e si riaccosta a Nino.)_ A voi sembra onesto il vostro modo di

agire?

NINO

Io direi... parliamone domani. Se vostro marito ci sorprendesse in

colloquio a quest'ora!

TILDE

Ci pensate adesso a mio marito?

NINO

Ci penso adesso. Egli non mi guarda in cagnesco che dal giorno in cui

non c'è più nulla tra voi e me. È strabiliante! Apre l'ombrello quando

la pioggia è cessata. Intanto, questa sua gelosia in ritardo è

pericolosa.

TILDE

Tranquillatevi. Mio marito è andato a dormire e per questa notte non

correte nessun pericolo. D'altronde, domattina io mi troverò da sola a

sola con mia sorella, e avrò bisogno d'aver fatto molto bene i conti con

voi per compiere verso di lei il mio dovere. _(In tono di comando)_

Sedete!

NINO

_(quasi brontolando)_ Sederò, ma non è prudente....

TILDE

Tanto meglio!

NINO

_(siede)_ Mi sono seduto.

TILDE

_(imperiosamente)_ Giustificatevi!

NINO

Subito.

TILDE

_(siede anche lei.) (Un silenzio.)_ Che cosa aspettate?

NINO

.... Aspetto di poter parlare.

TILDE

Io sono qui per ascoltarvi. Vi ho detto: giustificatevi.

NINO

_(pauroso)_ Un momentino... Devo raggruppare le mie idee.

TILDE

_(con un esagerato gesto analogo)_ Volete che ve le raggruppi io?

NINO

Mi fareste grazia.

TILDE

Ve le raggruppo _(ripete il gesto)_, e ve le compendio: voi siete...

NINO

Io sono?

TILDE

Uno spudorato!

NINO

_(pacatamente convinto)_ Sono uno spudorato. _(Levandosi)_ Posso

andarmene?

TILDE

No!

NINO

_(risiede.)_

TILDE

Ma ditemi, almeno: non sentite nel vostro animo le punture del rimorso?

NINO

... Le sento e non le sento.

TILDE

Secondo voi, vi siete regolato correttamente con me?

NINO

... Ardirei farvi notare... che dopo tre mesi e quattordici giorni foste

voi che mi deste il congedo.

TILDE

Io vi detti il congedo perchè ero chiaroveggente. L'amore dell'uomo,

appena comincia a declinare, ha delle sfumature speciali, di cui egli

non ha coscienza, ma che alla nostra sensibilità non sfuggono mai.

NINO

Il mio amore aveva le sfumature?

TILDE

Le aveva, le aveva.

NINO

Io ve ne domando scusa.

TILDE

Non è di ciò che dovete domandarmi scusa. Quello che mi esaspera è che

voi abbiate scelta proprio mia sorella per innamorarvi sul serio: mia

sorella che io adoro e a cui io stessa ho insegnato che l'amore d'un

giovane è il solo amore che offra a una fanciulla delle garanzie per

l'avvenire! Non potevate avere la mano più sicura per crearmi una

dolorosa situazione.

NINO

_(sincero)_ Dolorosa, poi, non credo. La nostra relazione era così

provvisoria...! Non riuscimmo mai a intenderci bene, non riuscimmo mai a

trovare veramente.... il punto di contatto.

TILDE

Il punto di contatto lo trovammo, ignorante!

NINO

Vuol dire che, forse, non fu sufficiente.

TILDE

_(con una crescente concitazione aggressiva)_ In altri termini, siete

voi che mi ammonite facendomi capire che per me ci voleva un amante

stagionato, stantìo, logoro, capace solamente di diventare un secondo

marito, identico a quell'altro! E arrivate al cinismo ristucchevole di

augurarmi due mariti inutili, due mariti da non amare, due mariti da

tradire?! Ah! ma voi non siete neanche un cinico: voi siete un

carnefice!

NINO

Decisivamente devo star sognando ad occhi aperti. Io vi auguro di avere

due mariti?... Io vi auguro di tradirli tutti e due?... Al contrario,

signora Tilde, al contrario! L'augurio che io vi faccio con tutto il

cuore è di non tradir più nemmeno quello che avete.

TILDE

E già! Vorrei veder voi al mio posto!

NINO

Sarebbe imbarazzante per lui. Ma io al vostro posto, non lo tradirei...

proprio per non avere tutti i fastidi che voi avevate per causa mia. Mi

straziavano l'anima!

TILDE

_(con durezza)_ Vi straziavano i fastidi che avevate voi, egoista, non

quelli che avevo io!

NINO

Oh! i miei erano martirî a dirittura.

TILDE

E me lo dite in faccia?!

NINO

Non si godeva mai d'un minuto di pace, signora Tilde! Se ripenso anche

alle più innocue conversazioni che noi avevamo in questo salotto, mi par

di rivedere vostro marito comparirmi dinanzi come un fantasma

implacabile!

TILDE

Ma cos'è? Vi ha forse ammazzato, qualche volta?

NINO

Che c'entra! Voi, poverina, nella stanza da cui egli soleva capitarci

addosso _(indica la stanza in fondo)_ avevate fatto mettere quel po' po'

di specchi affinchè vi annunziassero il suo arrivo....

TILDE

E dunque!? _(Volge lo sguardo verso gli specchi e resta a contemplarli,

scrollando il capo.)_

NINO

Non ero ammazzato, ma io morivo lo stesso. _(Descrivendo con una

reminiscenza di sincero terrore)_ Appena egli era visibile nei riflessi

di quegli specchi, mi avvertivate sotto voce: «attento, è lui!» E allora

si mutava discorso. Dio mio, che colpo in testa era per me

quell'«attento, è lui!» Al suo apparire io mi sentivo perduto, mi

sentivo annientato! Per quelle terribili apparizioni, signora Tilde, io

sono morto per lo meno dieci volte al mese! _(Subito per attenuare)_ Con

ciò non voglio dire che non abbiamo passate insieme delle ore

dolcissime. Ma si! _(Con slancio)_ Noi ci siamo amati, noi ci siamo....

TILDE

_(piano)_ Attento, è lui!

NINO

_(sobbalzando atterrito)_ Che dite mai!?

TILDE

_(pianissimo)_ Mutate discorso.

NINO

Noi ci siamo... noi ci siamo _(alzando la voce)_... divertiti

immensamente a questa festa.

TILDE

Più forte!

NINO

_(gridando molto)_ Noi ci siamo divertiti immensamente a questa

terribile festa... cioè... a questa magnifica festa!

SCENA VI.

TILDE, NINO, ERNESTO.

ERNESTO

_(soffermandosi in fondo, sarcastico e grave, con in una mano un

cappello e un bastone, nell'altra un paltò)_ Ed è forse per ciò che ci

fate l'onore di essere ancora qui.

TILDE

Aspettava te per salutarti.

NINO

_(al colmo dell'imbarazzo)_ Difatti... aspettavo voi. _(Si alza.)_

ERNESTO

_(sottolineando)_ Ufficialmente, io era andato a letto.

TILDE

Ma egli aveva intuito che non ci eri andato....

NINO

... L'avevo intuito.

ERNESTO

_(a Nino, guardandolo e sogghignando)_ Siete tutto scalmanato! Siete

tutto vibrante!

NINO

... L'entusiasmo....

ERNESTO

... per questa _terribile_ festa....

NINO

Una festa sorprendente!

ERNESTO

_(ricalcando)_ Sorprendente. Benissimo. Sorprendente.

TILDE

E tu, che fai? Esci alle cinque della notte?

ERNESTO

No, cara signora. Non esco.

TILDE

E questo paltò? Questo cappello? Questo bastone?

ERNESTO

Appartengono al signor Nino. _(Martellando le sillabe)_ Ho avuto cura di

portarglieli, perchè, essendo le cinque della notte, ho supposto che

egli volesse lasciarci.

NINO

_(tentando d'essere cerimonioso)_ Non c'era bisogno che v'incomodaste.

ERNESTO

_(porgendo a Nino bastone, cappello e paltò)_ Ecco servito, signor Nino.

NINO

Grazie mille! _(Li prende, e, dopo averli guardati da tutte le parti,

osserva timidamente:)_ Non sono i miei, ma fa lo stesso.

ERNESTO

_(dignitoso)_ E vi ci dovete rassegnare. Nel guardaroba non c'è

_(rabbiosamente, tornando a martellare le sillabe)_ nessun altro

bastone, nessun altro cappello e nessun altro paltò! _(Con durezza

irosa)_ Voi siete l'ultimo... _(contenendosi)_ ad andar via.

NINO

... Sono l'ultimo?

ERNESTO

E siete anche... il primo!...

NINO

_(interrompendo)_ Troppo buono!

ERNESTO

_(continuando con la stessa durezza)_... il primo che mi abbia fatto

intendere sino a qual punto io sia buono.

TILDE

_(alzandosi energicamente)_ Ernesto!

ERNESTO

Che c'è? Di che temete?

TILDE

Temo che tu non ti accorga di quello che dici al signor Nino.

ERNESTO

_(concitato)_ Vi prego, o signora, di non provocarmi per conto suo. Io

sono in casa mia e non posso....

TILDE

_(con audacia)_ Che cos'è che non puoi? Sentiamo. Un gentiluomo come te

sa quali forme abbia il dovere di serbare in casa propria o altrove,

qualunque sia la sua intenzione. Tu ce l'hai evidentemente con me e col

signor Nino. Parla. Di che ti lamenti?

ERNESTO

_(meravigliandosi e fremendo )_ Di che mi lamento io?!

TILDE

_(prendendo il disopra)_ Vorresti ch'io fossi più severa con lui? Di':

questo vorresti? Io ti proibisco anzitutto di occuparti con tanta

acredine di una cosa che non ti riguarda.

ERNESTO

_(sempre più fremente e meravigliato)_ D'una cosa che non mi riguarda?!

TILDE

_(insistendo nell'ambiguità per tormentare Ernesto e Nino)_ In ogni

caso, un giovane innamorato, che ama sinceramente, merita sempre di

essere un po' protetto.

ERNESTO

_(fuori di sè)_ E dovrei essere proprio io il protettore?!...

TILDE

Orsù, finiamola!

ERNESTO

Sono qui appunto per finirla!

TILDE

_(con accento grave)_ Riconosco che questa notte... _(mutando tono e

seguitando con disinvoltura)_... Nino e Bice avrebbero dovuto essere più

convenienti e più saggi...

ERNESTO

Nino e Bice?

TILDE

Riconosco... che hanno commesso un errore allontanandosi dalla sala per

tubare in questo salottino appartato, dove tu li avrai sorpresi come li

ho sorpresi io....

ERNESTO

Per tubare?

TILDE

Ma riconosco pure che l'amore, da cui sono stati guidati, è benefico per

l'uno e per l'altra.

NINO

_(rianimandosi)_ Mi pare che la signora Tilde sia nel giusto.

TILDE

_(con uno scatto severo e brusco)_ Non parlate ancora, voi!

NINO

_(ne ha uno schianto di paura.)_

TILDE

_(a Ernesto, mostrando quasi d'intenerirsi)_ Io ho accolto in casa

cordialmente il signor Nino, che mi era stato molto raccomandato....

ERNESTO

_(interrompendola)_... da sua madre. Questo me lo ricordo.

TILDE

A lui non ho rifiutato nè consigli, nè appoggi, nè fiducia. Non gli ho

rifiutato... nulla! Mi sono compiaciuta di sentirmi chiamare da lui

«mammina», perchè questa parola mi dava la dolce illusione ch'io avessi

fatto un figlio... per opera e virtù dello Spirito Santo. Sarei quindi

d'una incoerenza imperdonabile se accondiscendessi ad avere per lui la

severità che nemmeno tu dovresti avere. Un affettuoso avvertimento da

parte tua, sì, l'avrei trovato ragionevole, ed egli avrebbe avuto

l'obbligo di accettarlo. Tu sei un po' il mio babbo, e, per conseguenza,

sei un po' suo nonno...

ERNESTO

Ma che nonno!

TILDE

Senonchè, adesso anche questo avvertimento giungerebbe inopportuno. Mi

permettete, Nino, di riferirgli bene quello che abbiamo detto?

NINO

_(come sui carboni ardenti)_... Se vi fa piacere....

TILDE

Sì, mi fa molto piacere....

ERNESTO

_(tuttora dubbioso e diffidente)_ E fa piacere soprattutto a me.

TILDE

Il signor Nino... mi ha chiesto la mano di Bice e io glie l'ho

accordata.

NINO

_(irradiandosi, esclama involontariamente:)_ Sublime!

TILDE

_(gli saetta uno sguardo austero.)_

ERNESTO

_(con repentino mutamento di fisonomia, andando verso Nino come per

abbracciarlo)_ Mio carissimo Nino, voi siete... voi siete la perla dei

giovani! Io ho avuto sempre di voi una stima sconfinata, un'opinione

altissima. Ed è per questo appunto che mi dolevo che voi ricambiaste

l'ospitalità accordatavi da mia moglie col compromettere per chiasso

quell'angelo di fanciulla. Ma io prendevo un granchio fenomenale. Visto

che la vostra condotta è stata irreprensibile, io ritiro le parole che

ho pronunziate, ritiro il cappello, ritiro il paltò, ritiro il

bastone... _(fa per riprendere bastone, paltò e cappello.)_

NINO

_(impedendoglielo)_ No, signor Ernesto. È veramente assai tardi. Non

voglio più abusare....

ERNESTO

Ma che tardi! Ma che abusare! Questa è casa vostra!

_(In tono altisonante)_ Voi avete trovato in mia moglie una seconda

madre....

TILDE

E ne troverete una terza in mio marito.

ERNESTO

Sicuramente!

NINO

Ne avrò molte!

ERNESTO

Cioè... _(a Tilde)_ Che mi fai dire!? _(a Nino)_ In me, voi troverete un

fratello. Sì, un fratello, perchè il nuovo contributo di gaiezza che voi

porterete in questa casa mi farà diventare vostro coetaneo.

TILDE

Non ci contare, sai. Nino ha già deciso di stabilirsi a Roma.

ERNESTO

Peccato!

NINO

Sì, ho già deciso. Ma spero che anche da lontano... io avrò in voi e...

nella signora Tilde... due... due....

TILDE

Mettiamo «due parenti affezionati», senza precisare il grado di

parentela.

NINO

Avrò... «due parenti affezionati senza precisare il grado di parentela».

ERNESTO

Come siete commosso! Qua, qua la vostra mano, giovanotto.

NINO

_(ha sopra un braccio il paltò, nella mano diritta il cappello, nella

mano sinistra il bastone e i guanti. Per porgere in fretta la mano

diritta a Ernesto, s'impappina e affida il cappello alla bocca,

tenendone la falda tra i denti; sicchè gli riesce quasi impossibile di

pronunziare le parole.)_ Signor Ernesto, io vi sono profondamente

grato....

ERNESTO

_(stringendogli forte la mano)_ Ma è mia moglie che dovreste piuttosto

ringraziare....

NINO

_(liberando la bocca dal cappello, si accosta subito solennemente a

Tilde e si dispone a parlare.)_

TILDE

Mio buon Nino, io vi dispenso dal discorso della vostra riconoscenza, e

perciò potete rimettere il cappello in bocca.

NINO

_(meccanicamente fa per rimetterselo, ma si trattiene.)_

TILDE

_(continuando)_ Che se poi ci tenete davvero a mostrarvi riconoscente,

pensate a rendere felice mia sorella come io ho pensato a rendere felici

lei e voi.

NINO

_(con declamatoria veemenza espansiva)_ Signora Tilde, io....

TILDE

_(lo arresta con uno sguardo minaccioso.)_

NINO

_(esce difilato dal fondo.)_

SCENA VII.

TILDE _ed_ ERNESTO.

TILDE

T'era venuta la malinconia d'essere geloso?

ERNESTO

Una malinconia che è passata come una nube per cedere il posto

all'ebrezza!

TILDE

Sarei curiosa di sapere di che ti rallegri poi tanto.

ERNESTO

È lo spettacolo dell'amore che m'inebria, mia cara! La commozione di

quel giovanotto mi ha suggestionato. In tutta la mia persona io sento

ora come un soffio di primavera._ (Accendendosi)_ Tilde!...

TILDE

Che ti piglia?

ERNESTO

.... Non capisci?

TILDE

Ah.... Siamo alle solite!...

ERNESTO

_(con calore e presunzione, si slancia verso di lei come per trascinarla

seco)_ Ma vedrai, per bacco, come ti amo!

TILDE

_(scostandosi)_ Oh Dio!... Pensa che ho avuta la _corvée_ degli onori di

casa.... No, grazie, Ernesto!... Sarà... per un'altra volta. _(Esce a

destra.)_

ERNESTO

_(perdendo a un tratto l'entusiasmo, resta immobile. Indi, tra sè:)_

Ecco: mi sono smontato!

_(Sipario.)_

FINE DELLA COMMEDIA.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così come le

grafie alternative (colazione/colezione e simili), correggendo senza

annotazione minimi errori tipografici.

Il frutto acerbo: Commedia in tre atti · 第 4 / 4 段