Dal 7 al 25 Gennaio, letto dalla contessa C., convalescente
d'influenza.
Dal 5 al 19 Marzo, in casa del signor B., probabilmente affetto di
emottisi.
Dal 13 al 21 Maggio, letto dal teologo R., sofferente di nefrite e
di indisposizione al fegato.
Voi, senza perdere tempo, portate il libro al medico di famiglia,
il quale, dopo aver consultato questi appunti, vi darà la sua brava
ricetta.
Vi sembra strano ciò che io dico, eppure con questa malnata microfobia
si arriverà forse più oltre, escogitando mezzi più ridicoli. Forse
i posteri, andando di questo passo, saranno più fanatici e pazzi di
noi. Ma il giorno in cui il mondo metterà senno (e quando si dice il
mondo s'intende gli uomini: il mondo ha avuto sempre senno!) avremo una
brutta condanna. Noi oggi mostriamo di aver buona vista, ma poco buon
senso; e se fosse ancora in vita Salvator Rosa, ci avrebbe coniati due
versi, un po' simili a quelli che scriveva per Michelangelo:
Michelangelo mio, nol dico a gioco:
Quello che hai fatto tu è un bel giudizio,
Ma di giudizio però ne hai poco!
Signori medici, lasciate stare i microbi; pensate che avete dei figli.
Se essi arrivano a mettersi in testa che i libri fanno morire, abbiamo
fatto la festa; e se oggi si studia poco, domani le scuole si dovranno
chiudere!
Lasciateci dunque studiare. Chi è morto per i libri? È l'ozio che
genera i microbi della morte. Allontaniamoci dai vizî e non avremo più
microbi. Che se poi questi invisibili guastafeste hanno il mandato di
molestarci sempre, si muoia, ma si muoia lavorando. Chi ha detto che
noi viviamo per vivere e tutto bisogna tentare per prolungare la vita?
Quando con l'ozio e con l'ignoranza abbiamo reso la vita inutile, per
non dire un peso, a che vivere?
È meglio chiudere una buona volta gli occhi, che tenerli aperti e non
vedere!