Sì, e doman l'altro che vado in Inghilterra, e nell'està che sarò
in Russia, e l'anno venturo che farò una scappatina nel Giappone?
Impara, impara. Ma non si vive mica cento anni. Per imparare tutte
queste benedette lingue occorre del tempo e son sicuro che dopo averle
imparate sarò vecchio e non potrò più fare un viaggio.
E poi si dice che noi, popoli civili, non siamo mai d'accordo. Ma santo
Iddio, come possiamo intenderci con tante lingue? Ci dovranno essere
sempre malintesi ed equivoci!
Ma io sono convinto, convintissimo che la faccenda sarà aggiustata.
Quando il potere sarà in mano ai socialisti vedrete anche questo
miracolo!
*
* *
Ma fino a che non viene questo giorno, siamo attaccati alla nostra
lingua, al dolce e caro idioma dei nostri padri. La lingua è il
pensiero, la lingua è la libertà.
Chi disse l'Italia _una espressione geografica_ non s'accorse che la
nostra Patria, anche divisa e dominata, è stata sempre una nazione,
perchè ha conservato sempre il proprio linguaggio.
In tanti secoli di oppressione e di schiavitù gl'Italiani custodirono
la lingua come una protesta della nazionalità che ad essi voleva
strapparsi.
Due cose gl'Italiani non hanno mai perduto: l'onore e la lingua.
E perchè oggi che abbiamo una Patria libera e indipendente, perchè oggi
che siamo uniti, si ha poca cura della lingua?
Conserviamo gelosamente questo sacro tesoro e i nostri figli imparino
da noi il culto al patrio linguaggio!