IMPRESIONI ROMANE

_Romma 23 giugno 1889._

... Chi lo avrebbe detto l'anno pasato che io ero a Bologna senza

nessuna edea di dire vado via, e invece quest'anno che sono qui

all'ombra del goliseo, comme dicano, ma che non è micca vero, perchè

invece cè un sole che si cuciscono le ova in bisacca, a quelli che le

avessero ben inteso.

La Lucrezia poveretta da para suva, si climatiza abastanza, non accosì

l'Ergia, che ha sempre l'agitazione di dire che passano gli anni e

sono sempre qui, e quanto poi sente che qualche signorina si è fatta

alla sposa, colle compartecipazioni tutte indorate a diversi colori,

ci torna la tosse nervina, che il professore dice che non è niente e

ci ordina la noce vomica, e non ha micca tuti i torti perchè si diventa

anzianete condanate a stare collo scaldino vicino al fuvoco comme quel

cane che va a dormire sul casonzino dalla legna da bruciare con dei

gnicchi che pare un omarino vero.

Non ci starò a descrivere le belezze della città dei Cesari Lugli[21]

che lo vedo sempre che fa il calegino e il giovinotto perchè già lui

le conosce che vi sono dei marmori e delle stoccature che le danno

anche qui che bisogna provare per crederlo. Quando si va dentro si

dice: è tutto qui? Ma poi basta misurare gli spargolini dall'acqua

santa per dire che strazz d'una cisa, che cencio di una chiesa! Quando

si viene fuvori i duve fontanoni che primma si vedevano davanti si

vedano didietro che fanno l'acqua polverizata e cossì quelli che per

la meraviglia restano a bocca aperta fanno le nalazioni a gratis e nel

mezo cè una punta di macigno con dei gerolifici che sono belli perchè

nessuno li capisce.

Su per la scalinata vi sono dei nidi di ciucciari vomini, donne e

piccolini che diccono che sono lì per beleza perchè sono artistichi

e quanto più sono sporchi, e più di accosì non si potrebbe, tanto più

sono artistichi, e che viene ad essere comme la corconzola, il quale

dicano che con più cè la muffa e i bigattini tanto più è buvona, ma io

primma ci vorrei dare la santonina. Non ci pare?

In quanto alle donne che si veddono, io ci guardo poco perchè la

Lucrezia è celosa, ma sono fatte senza colomia e i neonati posono dire:

va là mònd ch'a t'ho gudò, perchè sembrano proprio i macamondi di dire

questa è l'Africa e questa è l'America, quella che lì la via lattea e

via discorrendo.

I mezzi di trasporto sono infiniti e gli omnis che per tre soldi vi

conducano a spaso per delle mezze ore intere, siccome si va su e giù,

così ora vi sono quattro cavalli, ora tre, ora duve e ora si potrebbe

fare anche con nessuno, ciovè nelle disese che si andrebbe anche senza

tirare nessuno.

E la cirandola? Che la chiamano accosì per fare dei complimenti, comme

quando si invita a pranzo che si dice vieni a mangiare una suppa e

poi invece vi sono i tortellini e tante buvone piatanze, lo stesso ci

diccono una cirandola, eppoi sono dei più bei fuvochi con un palazzo

fatto a forza di luce che si resta inochiti per venti minuti circa.

Ma io ci vengo a contare delle cosse che lei sa benissimo, mentre èl

scopi di questa lettera era quello di farci tanti auguri di felicità,

prosit, grazie e... tersuà a lòur sgnòuri.

Da una lettera gentilmente comunicata dalla signora Margherita

Buldrini vedova Orlandi.

Èl Sgner Pirein · 第 33 / 90 题