G. PIPITONE-FEDERICO.

Eterno Inganno, 1891.

Mentre sta attendendo ad un nuovo romanzo sociale la Sperani si ricorda

ai lettori con un volume di novelle, _Eterno Inganno_.

Avrò occasione di ritornare di proposito su di lei meglio che non possa

ora, tanto più che tre delle sette novelle del volume videro già la luce

in queste stesse colonne. _Eterno Inganno_ si raccomanda per le stesse

qualità dei precedenti volumi: un vivo alito di modernità vi spira per

entro, insieme con una tendenza spiccata verso le questioni sociali ed

umanitarie. Forse una certa trascuratezza di forma appare più sensibile

nel breve àmbito della novella in cui la fattura tecnica assume una

maggiore importanza. Delle sette novelle, mi sembrano meno felici: _Un

uomo d'ordine_ ed _Eterno Inganno_. _Una bella donna_ e _Alla Jonction_

procedono serrate alla meta e si leggono con molto interesse per la

drammaticità incalzante degli avvenimenti. _Risveglio_ è uno studio di

carattere che si svolge in un ospedale dei pazzi. Ma le due novelle

migliori sono incontestabilmente: _Il primo ritratto_ che ha una chiusa

efficace ed originale e l'_Angelina_ che è un gioiello di osservazione e

di sentimento.

(Dalla _Gazzetta Letteraria_). GIUSEPPE DEPANIS.

Fra i sette bozzetti dell'_Eterno Inganno_, il primo: _Un uomo

d'ordine_, è il più drammatico nella sua stranezza. Quell'uomo il quale,

per un concetto sbagliato della vita, un concetto ascetico alla

Tolstoï, distrugge la propria felicità e quella della moglie, è un

esempio veramente tragico della morbosità di sensazioni e di pensieri

che predomina oggi.--_Una bella donna_ è lo studio ben riuscito d'una

femmina sprovvista di cuore, tutta vanità e calcolo.--L'_Angelina_ la

triste fotografia d'una di quelle creature semplici nate per

soffrire.--Ma io riserbo le mie simpatie pel bozzetto: _Alla Jonction_

in cui la pittura perfetta dell'ambiente dà risalto ad una scena intima,

appassionata insieme e gentile, ad un quadro di felicità, direi quasi

melanconica, che è di sommo effetto ed ispirata non a pessimismo, ma a

fede nella possibilità di amori puri e costanti, torna dolce e grata

all'anima.

L'_Eterno Inganno_ può star a pari dei suoi fratelli maggiori, e suscita

il desiderio che tra poco BRUNO SPERANI ci dia qualche nuova opera di

lunga lena, in cui siano illustrati altri tipi ed ambienti moderni.

(Dalla _Cronaca d'Arte_). G. PALMA.

La potenza rappresentativa della Sperani è veramente grande; con la

parola semplice, nuda, colla frase rapida, vigorosa, asciutta, quasi

scarna e bella di una certa severità indefinibile, ella vi rende netta,

viva e parlante la figura, l'immagine, l'idea vagheggiata nel suo

pensiero. Nessuno studio in lei per la ricerca di epiteti preziosi;

nessun giro involuto di frase; nessuna descrizione oziosa. Con due

tocchi da maestro ella vi fa vivere una persona, un carattere, vi

suscita un paesaggio. Io ricordavo d'aver letto altra volta con vivo

interesse il bozzetto che s'intitola alla «Jonction.» Ebbene, non vi so

dire con quanto piacere l'ho riveduto in questo volume. Com'è bella

quella descrizione del punto ove l'Arve ed il Rodano, _lui azzurro e

altezzoso, lei bionda e rigida_, là presso Ginevra confondono le loro

acque! La vorrei trascrivere se non fosse lunghetta e se non bisognasse

leggerla col resto del racconto per comprenderne tutto il valore. In

essa i lettori vedrebbero con quanta parsimonia di colorito l'A...

sappia ottenere effetti stupendi. E quanto sentimento di natura in

quelle due paginette! A me pare, nel leggere, di sentire la frescura

delle acque e delle selve. Difficilmente la parola potrebbe con maggior

efficacia rievocare un paesaggio e sostituirsi ai colori ed ai suoni

vivi.

(Dalla _Posta di Caprino_ di A. Ghislanzoni).

Tre Donne · 第 31 / 33 题