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Intanto al manicomio, dopo un accurato esame del signor X----, era
insorta una discrepanza di pareri fra i medici: il dottor L---- lo
dichiarava affetto da alienazione mentale idiopatica, con delirio
ricorrente; il dottore Z---- non vedeva che sintomi di neurosi
ipocondriaca. Il paziente passava rapidamente da un profondo
abbattimento ad eccessi d'esaltazione furibonda. Egli urlava che i veri
pazzi non sono all'ospedale, che lo lasciassero andare in pace, se non
volevano che diventasse pazzo davvero.
La famiglia del signor X---- venne invitata ad informare sulla condotta
di lui, sulle sue abitudini, occupazioni e tendenze. Venne dichiarato di
carattere bizzarro, capriccioso, ineguale; ora taciturno ora impetuoso.
Abitualmente chiuso in sè, immerso in profonde meditazioni, si mostrava
intollerante d'ogni volgare pregiudizio, e si accendeva di collere
subitanee. Misantropo, disprezzava gli uomini, e studiava i costumi
delle bestie. Da qualche tempo[IX.4] aveva gettato sul fuoco tutti i
libri della sua biblioteca, dichiarandoli un ammasso di assurde
corbellerie. Diceva di non voler più leggere altro che il libro
inesauribile della natura, e passava il giorno coll'occhio intento sul
microscopio, e molte notti sul tetto a contemplare le stelle.
Tali informazioni servirono a confermare i due medici nelle loro diverse
opinioni e valsero di prova, al primo per dimostrare l'evidenza della
pazzia, al secondo l'evidenza contraria.
Le dichiarazioni della famiglia vennero accompagnate da alcuni foglietti
manoscritti, fra i quali si ritrovarono le note seguenti:
"Nel segreto del mio gabinetto io ho interrogato un'ostrica sulle sue
idee.
"Essa mi rispose:--Prima di uscire dal mare, io credeva, come tutte le
mie compagne, che il mondo fosse stato creato per le ostriche; e che
Iddio fosse un'ostrica gigantesca, al cui cenno tutto obbedisse. Però vi
sono delle ostriche atee che negano Dio, perchè non lo vedono, si
burlano delle ostriche dabbene che credono all'ignoto, e suppongono che
fuori del mare tutto sia finito, non potendo immaginare un'altra vita.
"Io stessa non mi sono mai immaginata che vi potessero essere degli
animali colla testa.
"Io non la trovavo necessaria, non ne sentivo il bisogno, nè per
mangiare, nè per vivere, nè per fabbricare la mia casa, nè per propagare
la specie.
"Quale non fu la mia sorpresa, quando cavata fuori dal mare dalla mano
d'un uomo, venni posta con alcune mie sorelle in un panierino, e portata
in giro per la città! Quali meraviglie! quanti splendori! quale incanto
alla vista di tante cose varie, strane, incredibili! e di tanti esseri
superiori alle ostriche... almeno in apparenza!
"E se nel solo piccolo mondo si trova tanta varietà d'esseri viventi e
di meraviglie, che cosa deve trovarsi in tutti quei globi luminosi che
girano negli spazii incommensurabili, e che brillano in ogni parte
dell'infinito orizzonte!
"Anche l'uomo, come l'ostrica, non conosce che un minimo frammento del
creato, un granellino di sabbia dell'universo!
"Ma l'uomo, tanto superiore alle ostriche, non deve avere la vista corta
come i poveri molluschi!
"Egli non giudicherà certamente l'immensità dell'infinito ignoto, dal
pochissimo che gli è noto; egli colla sua testa orgogliosa non potrà
limitare il suo spirito alle idee dei crostacei, e non vorrà essere nè
religioso nè ateo alla maniera delle ostriche!
"--Se io leggessi tali rivelazioni d' un'ostrica all'Accademia
scientifica?
"Vado subito a chiederne la licenza."
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Dopo avergli somministrate alcune doccie, e praticati dei salassi, il
signor X---- mostrandosi tranquillo, venne restituito alla sua famiglia,
raccomandandogli un regime deprimente, e di vivere in calma,
abbandonando affatto gli studi di storia naturale, e lasciando vivere e
morire in pace gli uomini, le accademie, e le ostriche.