V.

Un'ora dopo: un campanello elettrico, diverso dal solito, acuto,

sottile, comincia a suonare senza più smettere. Sultano attraversa di

corsa il salotto e sparisce.

LA PRINCIPESSA (_con un grido tutt'affatto plebeo_). Maria Vergine

Santissima! La questura!

DE-FARENTES (_cacciandosi il denaro in tasca_). Presto! Tutti ai

tavolini!... A discorrere, a cenare, a fumare!

IL MAGGIORDOMO (_In fretta, fa per buttare un tappeto sulla roulette, ma

intanto due signori si precipitano dall'anticamera in sala, seguiti dal

fracasso di una portina a vetri, mandata in frantumi_). Fermi tutti!

Dietro ai due delegati, e in fondo al salotto, appariscono altre facce

risolute di questurini in borghese.

LA PRINCIPESSA (_strillando come un'indemoniata, mentre tutti gli altri,

compreso l'ex-maggiore, sono rimasti muti, allibbiti_). Mi protesto

innocentissima! La mia casa, come tutta la mia parentela, è onorata e

rispettatissima da secoli a Milano e fuori di Milano! Sarà stata certo

qualche... donnaccia a far la spia! Per il dispetto di non poterci

entrare!... Si giuoca per puro divertimento! A giuochi... di pura

società, perchè la mia società, la mia conversazione può stare a pari

delle più aristocraticissime di tutto il mondo! Presento il marchese

Dolfin-Cocaglio! Il Conte Galantino di Castelpusterlengo, e il

commendatore Spinazzola, nientemeno, tutti intimissimi! (_Rivolgendosi

al bolèro e alla Tirolese che continuano imperterrite a cenare_).

— Siete state voi due? Spione?

UNO DEI DELEGATI (_con viso torvo, al bel contino, all'ambasciatore e al

banchiere_). Con me, lor signori!

Li fa passar in fretta nella camera da letto della principessa, poi,

scambiata appena una rapida occhiata, apre loro l'uscietto della gabbia

e i tre privilegiati piccioni pigliano il volo, prontissimi a

dichiarare, alla prima occasione, che «con questo Governo» c'è troppa

eguaglianza e libertà!

Frattanto di là, nella grande sala, mentre l'altro delegato e le guardie

procedono alla perquisizione ed al sequestro di vari mazzi di carte, e

di un'altra piccola _roulette_, la lite fra la principessa, il bolèro e

la tirolese si fa più arrabbiata, le voci più assordanti, e il

De-Farentes, per sfogarsi, finisce col dare uno schiaffo al bolèro che

si rivolta, si dibatte, cerca di graffiarlo e strepita e piange, mentre

gli scaraventa addosso le peggiori ingiurie:

— Ladro!... Schifoso!... Ladro!

IL DELEGATO. Silenzio! (_fissando il bolèro_). Ma brava!... la Teresa

Rossetti?... La Bolognese!... Tu hai avuto il foglio di via e sei

tornata a Milano a _batter la frusta?_ In arresto!... (_indicando la

tirolese_). E tu pure! Verrai con noi! Farai vedere le tue carte in

questura! E anche la padrona del locale, e il nostro bravo signor

De-Farentes che teneva il banco! E anche quello là (_indicando

l'ex-maggiore_). Arrestati!

L'EX MAGGIORE (_Senza più fiato in corpo_). Ma io... è stato un caso...

un puro accidente...

IL DELEGATO. Arrestati: tutti gli altri in contravvenzione. — Lei? —

comincia indicando il cavalier Letizia che balbetta nome cognome

professione indirizzo. — Lei?... — (_continua rivolgendosi a Carlo

Brenta che fa altrettanto_) — Lei?...

LA PRINCIPESSA (_fra le guardie_). Almeno il brum! La carrozza! Una

carrozza! E manderò i miei reclami in alto!... Molto in alto! Perchè io

sono intimissima con deputati, senatori, ministri! Con tutti i nobili di

Milano!... Con tutti i grandi personaggi più influentissimi!

Una guardia in borghese che continua nella perquisizione, ad uno dei

compagni, indicando il fagotto nell'angolo del canapè:

— E qui?... Che ci sta?

Casta diva · 第 34 / 54 题