«Vedete questa strada? ei seguitò, là saranno i cavalli; uscirete dalla
porta, girerete a sinistra, balzerete in sella, e sarà bell’e finita:
non vi date pensiero d’altro se non se di ascoltar bene il segnale. E
il segnale sarà quando io griderò: «Gesù Signore!»
«Ma voi, disse Athos, dateci parola che verrete.
«Ve lo giuro sopra Iddio, rispose d’Artagnan.
«Basta così! esclamò Aramis, al grido «Gesù Signore!» si vien fuori, si
atterra tutto quanto ci si oppone, si va incontro ai nostri palafreni,
si cavalcano, e si dà di sprone! va bene?
«A meraviglia!
«Ma se ve lo dico sempre, Aramis! fece Athos, d’Artagnan è il migliore
di quanti siamo.
«Ahi! mormorò il tenente, complimenti? scappo subito: addio.
«E fuggite con noi, non è così?
«Di certo. Non vi scordate del segnale».
D’Artagnan se n’andò col medesimo passo con che era venuto riprendendo
l’arietta che fischiava al punto stesso a cui l’aveva sospesa.
I soldati giocavano o dormivano; due stuonavano in un angolo il salmo:
_Super flumina_.
Il Guascone chiamò il sergente.
«Caro mio, gli disse, il generale Cromvello ha fatto ricercare di me
dal signor Mordaunt; ve ne prego, invigilate a modo sui prigionieri».
Quegli ammiccò che non intendeva il francese.
Ed egli allora tentò fargli capire co’ gesti ciò che non aveva potuto
colla favella.
E il sergente accennò di sì.
D’Artagnan scese versò la stalla: trovò i cinque corsieri
apparecchiati, il suo siccome gli altri.
«Prendetene uno a mano per ciascheduno, suggerì a Porthos e a
Mousqueton, e voltate a manca in guisa che Athos ed Aramis vi scorgano
dalla finestra.
«E allora verranno? domandò Porthos.
«In un attimo.
«Non vi siete dimenticata la mia borsa?
«No, non dubitate.
«Benissimo».
Porthos e Mousqueton, guidando a mano un destriero per uno, si
trasferirono al loro posto.
D’Artagnan rimasto solo battè l’acciarino, accese un pezzo d’esca
grande per due volte quanto una lente, saltò in sella, e venne a
fermarsi davanti ai soldati dirimpetto alla porta.
Là, accarezzando con la mano la sua bestia, le introdusse un
bricciolino d’esca infuocata nell’orecchio.
Bisognava essere buon cavallerizzo com’egli era per avventurare un tal
mezzo, perocchè appena l’animale ebbe sentita la scottatura cacciò un
urlo dal dolore, s’impennò e balzò quasi fosse ammattito.
I soldati, che pareva volesse schiacciare, si allontanarono
precipitevolmente.
«Qua! qua! strillava il tenente de’ moschettieri, fermate! il mio
cavallo ha un giracapo!»
E di fatti in un momento sembrò gli schizzasse il sangue dagli occhi e
diventò tutto bianco di spuma.
«Qua! qua! gridava sempre d’Artagnan senza che i soldati si
arrischiassero a dargli ajuto, mi lascerete ammazzare? Gesù Signore!»
Non sì tosto ebbe egli profferita questa esclamazione, si aperse la
porta, e si scagliarono con la spada in pugno Athos ed Aramis.
E mercè l’astuzia di d’Artagnan era libero il varco.
«I prigionieri che scappano! gridò il sergente.
«Ferma! ferma! gridò d’Artagnan allentando la briglia al suo corsiero,
il quale si slanciò buttando in terra due o tre uomini.
«_Stop! stop!_» urlarono i militari correndo a prender le armi.
Ma i due detenuti erano già in sella, e non perderono tempo avviandosi
verso la porta più prossima.
A mezza strada videro Grimaud e Blaisois che tornavano in cerca di loro.
Athos con un cenno fece comprendere ogni cosa a Grimaud, il quale si
mise a seguitare la piccola comitiva che andava via come un turbine, e
che d’Artagnan correndole dietro stimolava vieppiù con la voce.
Passarono sotto la porta come ombre senza che i guardiani pensassero
tampoco ad arrestarli, e furono in aperta campagna.
Frattanto i soldati badavano a gridare:
«_Stop! stop!_»
Ed il sergente cominciando ad accorgersi di essere stato gabbato, si
strappava i capelli.
Ed ecco giungere uno a cavallo con un foglio in mano.
Mordaunt che se ne veniva coll’ordine del generale.
«I prigionieri?» strillò smontando sollecito.
Il sergente non ebbe fiato da rispondergli: gli additò la porta
spalancata e la stanza vuota.
Mordaunt salì qualche scalino, comprese tutto, diede un urlo quasi gli
avessero squarciate le viscere, e cadde svenuto sulla pietra.