Le cause di dissoluzione dell’economia servile divenivano quindi,
di continuo, più operose, e più manifesti ne apparivano gli effetti;
e, tra le altre cose che c’inducono a toglier fede all’esistenza di
quattrocentomila schiavi, asserita da Ctesicle per l’Attica, deve
esser posta, in prima linea, questa decadenza dell’antica struttura
economica, a cui si conviene meglio il decrescere che non l’aumentare
degli schiavi.
Con la fine del quarto secolo, intanto, vien meno anche la possibilità
di seguire da vicino e con l’aiuto di notizie più specifiche e
minute le ulteriori fasi dell’economia greca. Dobbiamo limitarci alla
cognizione degli effetti più appariscenti, dell’aspetto generale, che
il paese assunse, del suo declinare per la curva discendente della
parabola, della concentrazione progrediente della ricchezza, del suo
spopolamento; tutte cose che, al tempo stesso, sono documento della
persistenza delle cause dissolventi fin qui indagate, e trovano la
spiegazione e il commento in queste stesse cause e nella creazione di
nuovi centri d’industria e di civiltà e nella perduta egemonia, che
toglieva ad Atene specialmente di poter sorreggere con una forma di
puro parassitismo la sua posizione già culminante.
Qua e là, nondimeno, documenti di non poca importanza dànno un punto di
appoggio concreto per ricongiungere, con una linea ideale e continua,
le conseguenze ultime, indistintamente riassunte nelle posteriori
condizioni di vita, e lo stato anteriore, meglio noto nelle sue cause e
ne’ suoi effetti.
I conti de’ templi di Delo ci mostrano come anche là, nel terzo
secolo, si rendessero sempre più distinti nella funzione del lavoro
quei fenomeni già notati in Atene: l’appalto, e, accanto al lavoro
retribuito a giornata, il cottimo che acquista un posto sempre
più considerevole[456]. L’uso di retribuire un singolo servizio,
con riguardo alla sua importanza e alla sua durata, trova il suo
riscontro nell’esiguità di alcuni compensi[457], e mostra anch’esso,
come, via via, il movimento più rapido della vita economica, facesse
sorgere la convenienza di sostituire a questo rapporto perpetuo e
personale del padrone e dello schiavo un rapporto meramente reale e
temporaneo, consistente nello scambio di servigi e di valori. L’opera
servile vi comparisce poi in forma affatto eccezionale; ed, anche là
dove comparisce, vi appare con una fisonomia sua speciale, con un
corrispettivo annuo determinato di alimenti e di vesti. Un simile
contratto, che compensa col solo mantenimento i servigi prestati,
ha luogo pure con persone, il cui stato si è voluto riguardare come
servile, ma che non si può fuor d’ogni dubbio ritenere come tale[458].