È probabile pure che in questo periodo cominciassero ad avere maggiore
sviluppo le manumissioni di schiavi, come un fenomeno corrispondente a
questa utilità decrescente della schiavitù. In Atene le manumissioni
non lasciarono traccia documentale, come accadde più tardi a Delfo,
in Beozia e altrove; e non è possibile quindi avere un’idea adeguata
de’ limiti, in cui erano mantenute, o delle proporzioni, in cui si
sviluppavano; ma un accenno, che troviamo, al divieto di manomettere
i servi in teatro[414], può forse costituire un dato non trascurabile
per metterci innanzi una consuetudine non infrequente di manumissioni,
alimentata poi, come appresso a Roma, da un interesse materiale, che
era fomentato, alla sua volta, da una ragione di vanità e ne prendeva
le forme. E l’impulso così intenso che troviamo dato alle manumissioni
in tutta la Grecia, nel secolo posteriore e nell’altro, è anch’esso un
fatto tanto rilevante, che difficilmente possiamo acconciarci a credere
avesse potuto sorgere e grandeggiare d’un tratto; e più probabile ci
parrà invece il cercarne in questo quarto secolo il moto iniziale.