Che se guardiamo a tutto quel periodo più antico, la cui vita e
le cui condizioni si rispecchiano ne’ poemi omerici ed esiodei,
anche là troviamo che la schiavitù ha una funzione affatto limitata
ed accessoria, com’è da attendere in una società di struttura
semplice quale l’omerica. Anche là abbiamo che alcuni de’ prodotti
dell’industria, quelli di maggior pregio, sono importati, mentre sul
suolo ellenico gli utensili agricoli e domestici e gli altri oggetti
principali di uso sono lavorati in casa. Gli eroi omerici, al pari de’
loro dèi, cooperano a’ lavori più ordinari ed elementari della vita:
Anchise, Enea, i figli di Priamo, i fratelli di Andromaca e tanti altri
attendono all’agricoltura ed alla pastorizia; Ulisse può fabbricarsi
egli stesso un letto e mostrarsi esperto nella costruzione di barche,
di aratri e così via[115]. “Per il mestiere come tale occorreva che
si allargasse l’ambito dello smercio col relativo svolgersi della
navigazione, si agevolassero gli scambi col sussidio della moneta
coniata, e così si apparecchiasse il passaggio ad una produzione più
considerevole ed attiva„[116]. Intanto il mestiere veniva sorgendo e
differenziandosi in quelle forme di lavoro, che sopperivano a’ bisogni
più generali e comuni; e il nome all’artefice 10 dava appunto questa
caratteristica del lavorare pel popolo (δημιουργός)[117], specialmente
forse per quelli che non aveano i mezzi per sostituirlo col lavoro
domestico, o in quelle specie di lavoro, che, esigendo particolare
perizia od utensili non comuni, non potevano bene ed utilmente
compiersi in casa. Al tempo stesso incontriamo con relativa frequenza
menzionati l’impiego del lavoro libero, la locazione d’opera, con
una retribuzione precipuamente alimentaria; e, come riflesso morale
di un tale stato di cose, il lavoro gode di una considerazione[118],
che perderà ben presto, quando la crescente ricchezza sociale, i più
distinti contrasti, la divisione del lavoro, la differenziazione
delle funzioni sociali e lo sviluppo della schiavitù avranno reso
incompatibile, o quasi, l’esercizio del mestiere e quello de’ diritti
politici, una maggiore elevatezza di coltura, di abitudini e le
esigenze di chi deve provvedere al proprio sostentamento.