I. L'Acheronte non può essere passato dai vivi: dunque Dante, per
passare, muore. E anche dalla selva, che equivale al vestibolo e al
limbo, Dante, per uscire, muore. E quelli del vestibolo invocano con
disperate strida la morte. — II. La qual è la seconda morte. Ma
della prima morì Dante, di quella che è detta mistica, e che è il
battesimo nella morte del Cristo, e che è rinascimento, e morte alla
morte. E Dante, se rinacque, prima era morto. — III. Il lume per
trovare il passo l'ha Dante dalla porta aperta, la quale significa
la redenzione dell'uomo e la libertà del volere. La porta prima
della morte del Cristo era serrata. Ella, così aperta, è rimprovero
eterno ai vili, per cui la redenzione fu vana. — IV. La viltà di
Dante muore nel luogo destinato ai vili. Poi passa il fiume morendo
o rinascendo, con una figurazione del battesimo, che può essere il
camminar sulle acque e il passaggio del mar rosso. E il più lieve
legno è la croce. — V. Dante nel limbo mortifica la morte seconda
data dal peccato originale. Poi muore, nell'inferno, d'altre due
morti.