IL PASSAGGIO DELL'ACHERONTE 69-103

I. L'Acheronte non può essere passato dai vivi: dunque Dante, per

passare, muore. E anche dalla selva, che equivale al vestibolo e al

limbo, Dante, per uscire, muore. E quelli del vestibolo invocano con

disperate strida la morte. — II. La qual è la seconda morte. Ma

della prima morì Dante, di quella che è detta mistica, e che è il

battesimo nella morte del Cristo, e che è rinascimento, e morte alla

morte. E Dante, se rinacque, prima era morto. — III. Il lume per

trovare il passo l'ha Dante dalla porta aperta, la quale significa

la redenzione dell'uomo e la libertà del volere. La porta prima

della morte del Cristo era serrata. Ella, così aperta, è rimprovero

eterno ai vili, per cui la redenzione fu vana. — IV. La viltà di

Dante muore nel luogo destinato ai vili. Poi passa il fiume morendo

o rinascendo, con una figurazione del battesimo, che può essere il

camminar sulle acque e il passaggio del mar rosso. E il più lieve

legno è la croce. — V. Dante nel limbo mortifica la morte seconda

data dal peccato originale. Poi muore, nell'inferno, d'altre due

morti.

Sotto il velame: Saggio di un'interpretazione generale del poema sacro · 第 128 / 142 题