Continuo a riassumere e citare dalla fonte.
Oh! l'uomo vorrebbe, senza alcuna fatica, che si ha da abbracciare “_in
agendo patiendoque_„[1073] giunger subito alle delizie della bella e
perfetta sapienza; ma questo non è possibile nella terra dei
morenti.[1074] Il che è significato dalle parole di Laban, che non è
usanza del paese maritar le minori avanti le maggiori. In verità, quanto
a tempo, è primo il travaglio di operare il giusto che la voluttà di
intendere il vero. A ciò si riferisce il detto (_Eccl. 1, 33_): Hai
bramato sapienza; osserva i comandamenti, e il Signore te la darà. I
comandamenti, che pertengono a giustizia; la giustizia che è secondo
fede.[1075]
E a quel detto equivale quest'altro: se non crederete, non intenderete;
sì che si mostra che la giustizia pertiene a fede e l'intendere a
sapienza. “In coloro che ardono di grande amore per la translucida
verità, non è da biasimare lo studio (_studium_) ma è da rivocare
all'ordine, sì che dalla fede cominci e coi buoni costumi si sforzi di
pervenire là dove è avviato„.[1076] _In eo quod versatur_ (_al. quod
adversatur_) è virtù laboriosa; in ciò a cui tende, è “luminosa
sapienza„. Che c'è bisogno di credere ciò che non si vede palese? può
dire alcuno. Mostrami il principio delle cose. Desiderio naturale quanto
ardente; ma si deve rispondere: Prima Lia va a nozze, e poi
Rachele.[1077] Godeste ardore (sempre quello _studium_) valga a ciò, che
non si ricusi l'ordine, ma piuttosto si tolleri. Se no, non si arriva a
ciò che si ama con tanto ardore. “Una volta arrivati, ecco che si avrà
in questo secolo, non solo avvenente intelligenza, ma anche laboriosa
giustizia„.
Pertanto due sono le mogli di Giacobbe libere: ambedue sono le figlie
della “remission dei peccati„, cioè dell'imbianchimento, cioè di Laban.
Una è amata, l'altra è tollerata. Ma quella che è tollerata, è fecondata
prima e più, in modo che, se non per sè, almeno è amata per i figli. E i
figli della giustizia o dei giusti sono quelli che i giusti, predicando
il Vangelo tra molte tentazioni e tribolazioni, generano per il regno di
Dio. Poichè c'è un discorso di fede, con cui si predica la crocifission
del Cristo e tutto ciò che della sua umanità si comprende più facilmente
e non turba i pur deboli occhi di Lia.[1078]
Ma anche a Rachele, dapprima sterile (perchè chi contempla virtù e
divinità eterna di Dio vuol essere lontano da ogni operazione), vuol
partorire. Perchè? “Perchè vuol insegnare ciò che sa„. Ed è gelosa di
Lia. Perchè? “Perchè si duole che gli uomini corrano a quella virtù, per
la quale si provveda a loro infermità e necessità, piuttosto che a
quelle donde imparino alcunchè di celeste e immutabile„.
Nel principio Rachele dà a suo marito l'ancella Baia, che s'interpreta
_inveterata_, per aver figli almen di quella. E ciò vuol dire che la
dottrina di sapienza si adatta a insinuare i suoi profondi insegnamenti
per mezzo di imagini e similitudini corporee. Che “dalla vecchia vita
dedita ai sensi carnali si sollevano imagini anche quando si ascolta
parlare della spirituale e immutabile sostanza della divinità„.
E pure Rachele partorisce anch'ella, ma appena. Chè rarissimo è che una
verità, quale, per esempio “Nel principio era il Verbo e il Verbo era
presso Dio, e Dio era il Verbo„, si comprenda pur in parte a dovere,
senza il fantasma del pensiero carnale.
E anche Lia ha un'ancella, Zelfa, che s'interpreta _os hians_, e
significa la predicazione buona a parole, se non a fatti. E Lia ottiene,
con un dono di pomi di mandragora, per sè una notte maritale di Rachele.
E ciò significa che gli uomini nati per la vita attiva, se anche si sono
dati alla contemplativa, devono per l'utilità comune prendersi
l'esperienza delle tentazioni e il peso delle cure; “che alla dottrina
stessa di sapienza, cui si dedicarono, non si dia biasimo e mala voce„.
Questa la fonte. Così una sottil vena d'acqua tra roccie aspre,
facendosi via tra sassi, diventa a mano a mano, coi botri e coi ruscelli
e coi fiumi che di qua e di là scendono ad alimentarla, la grande
fiumana imperiale che irriga la pianura e regge le navi e scorre per
lungo tratto, distinta di dolcezza, nel mare infinito.[1079]