È stata una guerra:[698]

la guerra

sì del cammino e sì della pietate.

Egli si è configurato al Cristo. A sera, _vespere_, comincia la sua

guerra. Ora il Cristo stette nel sepolcro un giorno e due notti: “dal

vespro della sepoltura all'alba della risurrezione sono trenta sei

ore„.[699] Vadano i miei lettori a un profondo libro di Vaccheri e

Bertacchi[700] e leggano che Dante nell'inferno trascorse ore trentasei.

E tralascio tutto quel che si può dire e si è detto intorno a questo

“configurarsi„. Dante muore spiritualmente al peccato, ad esempio del

Salvatore.[701] Egli fa e sostiene, come esso, un'_actio_ e una

_passio_. Noi dobbiamo travagliarci nell'agire e nel patire;[702]

com'esso che assunse appunto la carne perchè fosse “strumento della

divinità, per il quale le sue passioni e azioni _operarono_ nella virtù

divina a espellere il peccato„.[703] L'_actio_ di Dante è il cammino per

le rovine, attraverso i fiumi, sulla barca di Flegias, sulla groppa de'

centauri, sulle spallacce del serpente, per i peli di Lucifero. La

_passio_ è quella pietà, che è gran duolo nel limbo, e deve essere morta

già nel secondo dei tre cerchietti. Alla pietà deve sottentrare l'ira:

passione a passione. L'avvicendarsi di queste due è ciò che Dante patì.

Muor di pietà nel secondo cerchio; poi la pietà diminuisce, finchè è

sostituita dall'ira, animatrice della fortezza, nel passo dello Stige; e

poi ritorna nel secondo limbo, cioè nel cimitero; e poi s'alterna con

l'ira nel settimo cerchio; e nell'ottavo dovrebbe esser morta e non è

del tutto morta; morta è nel nono; e avanti Lucifero Virgilio ammonisce

Dante ch'esso è all'ultimo della sua passione:[704]

Ecco Dite... ed ecco il loco

ove convien che di _fortezza_ t'armi:

di fortezza o d'ira, che torna lo stesso. E così qui muore la terza

volta, e se l'azione continua, la passione è finita. E Dante per

risorgere non ha, se non cammino da fare. Per un cammino malvagio, entra

in un cammino ascoso, si trova a piè d'un monte. Deve arrampicarsi per

quello; e agire ancora e patire; ma soave è qui la pietà, e la fatica a

mano a mano più lieve, finchè cessa. Non resta che attraversare un fuoco

purificatore; poi rivedrà Beatrice e giungerà a Dio.

Così Gesù Cristo fu “viatore„. Il “viatore„ è chi muove al fine della

beatudine. Ma Gesù era anche “comprenditore„, chè aveva la beatitudine

propria dell'anima.[705] Dante comprenderà anch'esso, quando vedrà

Beatrice; e d'allora in poi avrà finito il suo cammino e quieterà nel

suo fine. Non sarà più viatore chi sale di spera in spera contemplando.

In tanto è viatore e guerriero. Ma per quanto egli stesso ci dica che la

sua guerra fu del cammino e della pietà, non sola pietà e ira noi

troviamo nella sua passione; non soli codesta ira e il molle affetto che

“la censura del giudizio possono precipitare o snervare„.[706] Invero di

pietà muore nel cerchio dei peccatori carnali, di timore od orrore egli

nè morì nè rimase vivo avanti Lucifero. Il timore è da aggiungersi alla

pietà e all'ira; all'ira animatrice della fortezza. E queste tre

passioni hanno nel viaggio di Dante una parte, dirò così, mutuamente

simmetrica. La viltà deve essere morta sull'ingresso; l'ira bestiale è

spenta nell'entrare al primo cerchietto della malizia o ingiustizia; la

pietà deve essere morta nel secondo cerchietto o Malebolge. Di pietà

muore Dante nel cerchio primo dell'incontinenza; di fortezza deve

armarsi prima di morire misticamente la terza volta nel fondo della

Ghiaccia. Tutto ciò non è a caso; e noi ripetendo queste tre parole,

fortezza, pietà, timore, ci accorgiamo che sono tre doni dello

Spirito.[707]

Sotto il velame: Saggio di un'interpretazione generale del poema sacro · 第 82 / 142 题