Le _disperate_ strida sono le[166]

diverse lingue, orribili favelle,

parole di dolore, accenti d'ira,

voci alte e fioche, e suon di man con elle,

che fanno le anime triste che non hanno _speranza_ di morte, e che

suonano con le mani, mi pare, per cacciare i mosconi e le vespe. Gli

antichi spiriti sono proprio gli angeli nè ribelli nè fedeli. E tutti e

due, questi e quelli, _ciascuno_, invocano la morte. Non può essere

dubbio, che non si tratti di queste anime triste e di questi angeli

neutrali. Non può essere; chè Virgilio a Dante significa la sua propria

missione circoscrivendola col suo proprio principio e con la sua propria

fine, con ciò che prima gli farà vedere e con ciò che gli farà vedere

all'ultimo; con le anime e gli angeli, dunque, del vestibolo, in

principio, coi lussuriosi del Purgatorio, in fine:[167]

E poi vedrai color che son contenti

nel foco, perchè speran di venire,

quando che sia, alle beate genti.

Dove si deve considerare l'antitesi perfetta, che segna appunto, come

con un marchio di parole, che questi sono gli ultimi come quelli sono i

primi. Là sono disperati, qua sperano; là sono dolenti, qua sono

contenti; là paiono vinti nel duolo, sebbene non siano che stimolati da

vespe e mosconi, sì che del loro misero modo Dante meraviglia; qua sono

contenti sebbene siano nel fuoco; là strida, là

diverse lingue, orribili favelle,

parole di dolore, accenti d'ira,

voci alte e fioche;

qua la contentezza che si dimostra col canto:[168]

_Summae Deus clementiae_ nel seno

del grande ardore allora udii cantando...

e vidi spirti per la fiamma...

Son contenti nel foco: come dire cantano nel seno del grande ardore, per

la fiamma.

I primi dunque che, con la scorta di Virgilio, Dante vide, invocano la

morte, senza la quale non possono passare l'Acheronte. Non possono,

perchè l'Acheronte non si passa che da morti, ed essi sono vivi. Vivi,

sì, di cieca vita, ma vivi; non ben morti, diciamo. Ma Dante passa;

dunque ben muore.

Noi profondiamo nel miro gurge; e sentiamo il freddo e la vertigine

dell'abisso: Noi scendiamo nel cupo del pensiero Dantesco, per la prima

volta dopo sei secoli.

Sotto il velame: Saggio di un'interpretazione generale del poema sacro · 第 32 / 142 题