Vile bugiarda! E vuoi rubarmi nell'anima!
ISOTTA.
Un po' di pace vorrei darti,
se anche tu con odio mi ripaghi.
TRISTANO.
Pace mi darà la morte.
Ma lascia che io creda in quest'amore!
O per chi avrei vissuto?
ISOTTA.
Per te.
TRISTANO.
Oh, io non valgo la mia vita!
Muoio, e non per me... non per me.
Ti ho fatta soffrire, ho fatto soffrire me,
funesto a nemici ed amici,
almeno per grande fuoco, ciò:
amore è come patria, giustizia,
come Dio! E tu che ami,
non dire sacrilegio contro l'amore!
Ed essa viene. Sento che essa viene,
Isotta! Ha chiuso tutte le sue lacrime
per sorridermi ancora una volta.
Vieni qui. Ascolta. Tu non la conosci.
Io sì. Io non conosco che lei.
Essa avrà detto: perchè partite?
Eh! Perchè sono partito? Potevo rimanere.
Delitto, sì. Ma le lacrime di Marco
non valevano le sue, nè le tue,
che non hai pianto. Ma così ho fatto:
sono partito. Ed ho potuto non ritornare più!
Come ho fatto? Così. Per viltà
e per essere pietra d'eroismo,
senza cuore nè sangue. E li ho, ribelli.
Tu mi conosci! Ma non credere che Isotta
abbia dubitato mai di me,
o mi abbia maledetto mai. Te maledetta,
se lo credi. Essa, lo sento, mormorava:
Tristano vuol così, e così sia.
Ma io le grido: Tristano è un vile!
Ma quando il tuo buffone le ha detto:
Tristano muore, vieni, essa si è levata
in piedi, su, benchè morente, e l'anima sua
è volata qui prima del corpo, è qui.
Essa è qui, intendi? E io parlo a lei...
non a te... E aspetto il bacio suo!
Non il tuo, Isotta... Il suo, d'Isotta!...
(Spossato ricade sul giaciglio).
ISOTTA.
Povera pena! Come vorrei tu avessi
una piaga sanguinosa e non questa tortura
di un'idea!
TRISTANO.
Donna, vuoi guardare dalla porta?
ISOTTA.
Perchè?
TRISTANO.
Guarda il mare, il mare...
No. Io: lascia che mi levi!
ISOTTA.
Non ti reggi!
TRISTANO,
Sì. Posso camminare...
Ma non vedo lontano. Vedo te
che non voglio vedere. E là non vedo
nemmeno il mare. Muoio? Ah no!
Morire... non ancora... non ancora...
(Ritorna a buttarsi sul giaciglio).
ISOTTA.
Riposa.
TRISTANO.
Guarda tu... Guarda... E di'.
La sua barca si vede? La vedi?
O sei cieca anche tu, donna?
Non tacere per gelosia dell'altra!
ISOTTA.
No. Tristano. Penso a te, soltanto.
TRISTANO.
Non piangere. Non piangere. Guarda
con occhi asciutti o non puoi vedere...
ISOTTA.
Non c'è sul mare che un correre di onde.
TRISTANO.
Anche tu non sai vedere! Essa c'è sul mare.
Ed è vicina. La sento io.
La sento meglio che tu non veda...
Guarda! Sforza lo sguardo! Su! Su!... Parla...
ISOTTA.
Sì. Forse... hai ragione.
TRISTANO.
Non farmi morire
d'ansietà...
ISOTTA.
Una barca... Una piccola barca...
TRISTANO.
Le vele?... Che vele?...
ISOTTA.
Vele bianche.
TRISTANO.
È lei... col suo cuore... i suoi capelli...
I suoi occhi miei... Vederla!...
Un suo bacio... Il suo bacio... Morire...
Festa... la mia morte... La barca... Isotta!
ISOTTA.
Approda.
TRISTANO.
Piano... Gli scogli... Attenda...
Il mare può... tradire... No, no...
ISOTTA.
Ecco. Una donna...
TRISTANO.
Lei!... La vita!...
ISOTTA.
Scende sulla spiaggia, sale, viene verso qui..
TRISTANO
Mia carezza... sento... musica... bionda... lei... quanta notte...
d'oro... Lei.. Dov'è Dov'è?
ISOTTA.
S'avvicina. Io vado. Col mio povero nome,
ch'è suo, e col mio sangue
ho tenuta accesa la lampada
della tua vita e del tuo dolore...
Ora essa è qui. Ho finito. Vado. Addio.
TRISTANO.
Lei... Isotta!... Isotta!... Vieni...
(Isotta da una porta _exit_).
No... Non ti dico niente del mio male...
dei giorni... no... non ho sofferto...
tutto sparito... ho aspettato...
questo minuto... solo... te...
Beato... Ah... ah... Il paradiso...
apre le... porte...
(ISOTTA da un'altra porta ricompare).
Ah... sì... tu... Sei tu...
Mio cuore... non era un sogno...
Tu c'eri... al mondo... viva... Io...
Io... sono felice... tanto... tanto...
Qua... vicina... vieni... Piglia l'anima... mia...
fra le tue braccia.... Nè io... senza di te...
nè tu senza di me... Un bacio...
Tutta la mia vita... anche la tua... per un bacio...
Moriamo... insieme... sì...
(Isotta viene a baciarlo).
Vedo il tuo...
bianco... me... ra... viglia... feli... cità...
Sono... non più... Tristano... sono Dio...
(Muore. Isotta s'inginocchia).
FINIS.
INDICE
Atto Primo Pag. 7
Atto Secondo » 63
Atto Terzo » 109
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N. 6. — FLAVIA STENO: Nappina azzurra.
N. 7. — GINO ROCCA: I capitomboli.
N. 8. — COSIMO GIORGIERI CONTRI: Di chi l'amore...
Compariranno successivamente:
N. 9. — MICHELE SAPONARO: L'Allodola.
N. 10. — FEDERICO TOZZI: La gallina disfattista.
N. 11. — MARIO PUCCINI: Quando cade il velo.
N. 12. — F. M. MARTINI: L'ultima confessione di Don Giovanni.
N. 13. — E. L. MORSELLI: Il Club dei Solitari.
N. 14. — LORENZO RUGGI: Palmi di naso.
N. 15. — LUIGI SICILIANI: L'ignota.
N. 16. — ENRICO CAVACCHIOLI: La tua bocca, signora.
N. 17. — CARLO VENEZIANI: Donnine di lusso.
N. 18. — ENRICO SERRETTA: L'Ospite.
N. 19. — LUIGI ANTONELLI: Dove si sarà seduto...
N. 20. — SILVIO ZAMBALDI: Il cuore d'argento.
N. 21. — RAFFAELE CALZINI: Quattro storie galanti.
N. 22. — GIUSEPPE LIPPARINI: L'amore di Fatma.
N. 23. — FRANCESCO SAPORI: Piangi, amor mio.
N. 24. — CARLO PANSERI: La vita e il sogno.
N. 25. — PAOLO DE GIOVANNI: Una donna trovata.
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NELLA PRIMA SERIE:
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M. PRAGA: I tre Maurizî.
S. GOTTA: Canzone disperata.
M. MARIANI: L'eredità.
G. ROCCA: Volersi bene.
M. SAPONARO: Amore d'agosto.
L. ZÙCCOLI: Magda, la sorella.
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comprenderà volumi dei più noti scrittori italiani._
È intanto in preparazione:
CARLO VENEZIANI. — =Tappa, Tatappa e Túmmele.=
Seguiranno altri libri per bambini, di RENATO SIMONI, ALESSANDRO
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Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
senza annotazione minimi errori tipografici. La nota [_lacuna nel
testo_] a pag. 109 segnala il punto in cui la pagina originale risulta
strappata, rendendo illeggibile parte del testo.
End of Project Gutenberg's Tristano e l'ombra, by Alessandro De Stefani