Ved. =Melani=, _Architettura_ cit., pag. 123, fig. 67.]

[Illustrazione: =Pianta delle Terme di Caracalla a Roma.=

=Tavola 84.=

Ved. =Melani=, _Architettura_ cit., pag. 121, fig. 66; cfr. idem.

tav. XI (_“Frigidarium„ delle Terme di Caracalla a Roma, secondo

una ricostruzione ideale_).]

4. =Le Terme di Caracalla e di Diocleziano e le loro opere d'arte.=

— Testimonianza dei grandiosi monumenti di quest'età dànno le rovine

delle Terme di Caracalla, fra il Celio e l'Aventino, il più grande e

più splendido edificio balneare che fosse in Roma (ved. =Atl.= cit.,

=tav. LXXIX=). Alimentate dall'acqua che passava sull'arco di Druso,

comprendevano le terme di Caracalla ampî spazî aperti e gran numero

di vastissime e sontuose sale, e porticati destinati, oltrechè ai

bagni, anche ad esercizî ginnastici, a giuochi, ad academie e a dotte

riunioni. Tutti i porticati e le sale erano ornati con singolare

ricchezza di opere d'arte, di grandi mosaici, e di sculture de' più

insigni maestri dell'antichità (ved. =tav. 84=). Dalle rovine delle

terme di Caracalla e da altri edifici si trassero il gruppo del Toro

Farnese, l'Ercole di Glicone, il torso di Belvedere, per non dire di

molte altre opere minori[189].

Ma nemmeno queste sontuose terme[190] non bastarono al lusso ed alla

mollezza romana; altre nuove e ancor maggiori ne edificò Diocleziano;

in una delle ampie sale di queste terme fu poi inalzata la chiesa di S.

Maria degli Angeli[191]. E altre ancora ne costrusse Costantino.

Alle cause interne che alteravano o svigorivano lo spirito dell'arte

ancòra se ne aggiungevano di esterne; già erano incominciate le

invasioni barbariche oltre i confini dell'Impero, e ai tempi di

Gallieno eransi spinte fino al settentrione d'Italia; in pari tempo

l'Impero era scosso all'interno, come fu nella lunga contesa dei

trenta tiranni. Per queste due cause di fatto cresceva ed estendevasi

l'attività edificatrice, sia per munire con opere di difesa le città

minacciate ed anche la stessa capitale, sia per abbellire nei lunghi

respiri di pace queste ed altre città, che, o nello smembramento

dell'Impero o per importanza strategica della loro posizione, erano

elette a sede di principi. Ma in queste città gli elementi nuovi, le

straniere o barbariche influenze acquistarono sopra le forme antiche

una prevalenza sempre maggiore, e l'architettura romana, considerata

nei suoi elementi estetici, alteravasi appunto con l'estensione

maggiore. Al principiare del III secolo crebbero in importanza e

s'abbellirono di molte opere Milano, Verona, Treviri, Cartagine,

Nicomedia, Petra sul Mar Rosso, Antiochia ed Eliopoli, e Tadmor, o

Palmira in Siria.

5. =Le rovine di Palmira.= — Quest'ultima città, fondata ai tempi

di Salomone, cioè nell'XI sec. a. C., divenne un grande emporio

commerciale, fu sede dell'Impero del re Odenato e della regina Zenobia,

e venne da Aureliano conquistata l'anno 273 d. C.; fra le sue grandiose

rovine sorgenti nel deserto ammirasi lo stile corinzio del III secolo.

[Illustrazione: =Pianta del Palazzo di Diocleziano a Spalato.=

=Tavola 85.=

Trattato generale di Archeologia e Storia dell'Arte: Italica, Etrusca e Romana · 第 136 / 148 题