III. I DIPINTI CELEBRI A NOI RIMASTI.

1. =Le Nozze Aldobrandine.= — Non molti, ma però scelti sono i dipinti

che i monumenti ci hanno lasciato per giudicare della pittura in Roma.

Fra questi tiene primo luogo il fresco conosciuto col nome di _Nozze

Aldobrandine_, rinvenuto in Roma nell'anno 1606, posseduto prima dal

cardinale Cinzio Aldobrandi, ed ora conservato in Vaticano (ved. =Atl.=

cit., =tav. LXXII=). Rappresenta i preparativi d'un ricco maritaggio,

secondo il costume greco, e forse il dipinto è copia od imitazione di

alcuna famosa opera greca non pervenuta fino a noi, come parrebbe far

credere l'analogia fra la composizione dell'affresco e quella d'un

basso rilievo sopra un'ara di Villa Albani rappresentante l'unione di

Dioniso e Cora.

2. =I dipinti delle terme di Tito.= — Sono questi dipinti murali

molto distinti che pare siano avanzi ancora intatti delle stanze

della _domus aurea_ di Nerone, con motivi ornamentali di festoni,

meandri, intrecciamenti, dai quali dicesi che Raffaello togliesse il

concetto dei bellissimi suoi fregi scoperti nelle Logge Vaticane. Buoni

esempi di composizioni di soggetto mitologico, chiuse dentro riquadri

architettonici ornamentali con intrecci di festoni e di fiorami, si

hanno nelle stanze sul Palatino scoperte nell'anno 1869[184].

[Illustrazione: =Dipinto pompeiano=

rappresentante una Amazzone seduta.

=Tavola 73.=

Trattato generale di Archeologia e Storia dell'Arte: Italica, Etrusca e Romana · 第 128 / 148 题