1. =Le Nozze Aldobrandine.= — Non molti, ma però scelti sono i dipinti
che i monumenti ci hanno lasciato per giudicare della pittura in Roma.
Fra questi tiene primo luogo il fresco conosciuto col nome di _Nozze
Aldobrandine_, rinvenuto in Roma nell'anno 1606, posseduto prima dal
cardinale Cinzio Aldobrandi, ed ora conservato in Vaticano (ved. =Atl.=
cit., =tav. LXXII=). Rappresenta i preparativi d'un ricco maritaggio,
secondo il costume greco, e forse il dipinto è copia od imitazione di
alcuna famosa opera greca non pervenuta fino a noi, come parrebbe far
credere l'analogia fra la composizione dell'affresco e quella d'un
basso rilievo sopra un'ara di Villa Albani rappresentante l'unione di
Dioniso e Cora.
2. =I dipinti delle terme di Tito.= — Sono questi dipinti murali
molto distinti che pare siano avanzi ancora intatti delle stanze
della _domus aurea_ di Nerone, con motivi ornamentali di festoni,
meandri, intrecciamenti, dai quali dicesi che Raffaello togliesse il
concetto dei bellissimi suoi fregi scoperti nelle Logge Vaticane. Buoni
esempi di composizioni di soggetto mitologico, chiuse dentro riquadri
architettonici ornamentali con intrecci di festoni e di fiorami, si
hanno nelle stanze sul Palatino scoperte nell'anno 1869[184].
[Illustrazione: =Dipinto pompeiano=
rappresentante una Amazzone seduta.
=Tavola 73.=