I. OSSERVAZIONI GENERALI. — PITTORI GRECI.

Come la plastica, così la pittura greca invase Roma con le conquiste,

e portò seco il suo carattere speciale, che era quello delle

scuole che sursero alle corti delle città orientali, cui piaceva la

rappresentazione patetica ed erotica. Naturalmente greci erano anche

gli artisti. Timomaco di Bisanzio, ultimo rinomato pittore di scuola

greca, dipinse ai tempi di Cesare; di lui erano assai pregiate alcune

tavole rappresentanti Ajace, Medea, Oreste ed Ifigenia, soggetti, tolti

dal ciclo tragico[182]. Seguono poi artisti di nome romano dei primi

tempi dell'Impero. Alcuni imperatori furono dilettanti di pittura,

quale Nerone, ed anche Adriano, cui piaceva trattare il piccol genere

di _natura morta_, per cui si racconta che l'architetto Apollodoro gli

abbia detto con disprezzo: “Va a dipinger zucche?„ Anche M. Aurelio

s'addestrò nel disegno, avendo avuto insegnamento da maestro greco,

Diogneto.

Trattato generale di Archeologia e Storia dell'Arte: Italica, Etrusca e Romana · 第 126 / 148 题