Distrutta l'imperiale residenza di Tivoli nel secolo VI da Totila, oggi
appena rimangono scarsissime vestigia di tanti sontuosi edifizî[160].
6. =La “Mole Adriana„ o Mausoleo dell'imperatore Adriano.= — Il
Mausoleo d'Augusto, che aveva accolto le ceneri di molti della stirpe
Iulia e Claudia, dicesi che per ultimo ricevesse anche Nerva; le
ceneri di Trajano furono deposte sotto la sua colonna; Adriano volle
a sè ed ai suoi preparare un monumento, che, eretto sulla sponda del
Tevere opposto a quello di Augusto, non fosse a questo inferiore. La
tomba d'Adriano, condotta a compimento da Antonino Pio e detta essa
pure _Mausoleo_, od anche _Mole Adriana_, congiunta con la città per
mezzo del ponte _Aelius_ a cinque grandi arcate, il più bello fra i
ponti romani, era conformata sul tipo del Mausoleo d'Augusto, ma di
maggiori dimensioni. Una grande costruzione quadrata formava base ad
una colossale rotonda di travertino, tutta rivestita di marmo greco;
sulla rotonda sorgevano due ordini di colonnato degradanti a scale,
con molte statue verosimilmente collocate fra gli intercolunnî; sembra
che il monumento si coronasse d'un gran tetto conico sormontato da
una colossale statua d'Adriano, ma secondo altri invece dalla grande
_pina_ che ancora si conserva nel giardino del Vaticano. Spogliato
per gli assalti di Alarico, Vitige e Totila, il nucleo dell'edifizio
sussistette a formare il maschio di Castel S. Angelo; parte delle
colonne dei due portici circolari, di prezioso marmo orientale, credesi
fossero da Onorio usate ad ornare la basilica di S. Paolo, e andarono
poi distrutte nel grande incendio dell'anno 1823 (ved. =tav. 65=).
7. =Opere minori dell'imperatore Adriano.= — Adriano viaggiò
accompagnato da una corte di architetti e di artisti, per ogni
provincia dell'Impero, dall'Eufrate alla Senna, dal Danubio
all'Atlante; a lungo soggiornò nelle città principali, che restorò ed
ornò con nuovi edifizî. Moltissime sono le provincie e le città che
fecero coniare monete in onore di Adriano con la leggenda _restitutori_
(cioè all'imperatore che restora), in memoria dei benefizî ricevuti.
Molte sono le opere di pubblica utilità che noi troviamo ricordate dal
suo biografo Elio Sparziano, o sulle iscrizioni. Viaggiò con religiosa
ammirazione la Grecia, a lungo e con amorosa compiacenza soggiornò
in Atene, ch'egli pensava di far capitale del mondo ellenico; e gli
Ateniesi, vedendo l'imperatore prender abito greco, esser liberale
di benefizî, farsi loro cittadino, ragionare con gli artisti, ambire
d'essere arconte, credettero la loro patria fosse per rinascere agli
splendori dell'età di Pericle. Adriano fece restorare il vecchio tempio
di Giove Olimpio; altro nuovo ne fece erigere a Giove Panellenio ed
a Giunone, e costrusse portici e ginnasî, e sale da biblioteche, e in
breve un intiero nuovo quartiere a lato alla vecchia città, il quale si
disse Adrianopoli; al suo ingresso fu posto un arco, che ancora esiste;
sul lato che guarda Atene è scritto: _questa è la città di Teseo_;
sul lato del quartiere nuovo: _questa è la città di Adriano_. Altre
città, dall'imperatore o fondate o rinnovate sulle antiche, presero il
nome di Adrianopoli; Gerusalemme stessa fu mutata interamente in città
romana, con foro, teatro e tempio di Giove, e con nuovo nome fu detta
_Elia Capitolina_; donde il sentimento nazionale tanto s'accese, che
gli Ebrei tentarono una ultima infelice sollevazione contro il dominio
di Roma. Soggiornando l'imperatore nell'Egitto, Antinoo, il bellissimo
suo favorito, annegò nel Nilo; fu divinizzato e nuovi templi ed una
città intera, di stile greco, Antinoopoli, gli fu eretta in Egitto.
Mai il mondo non vide una più alacre attività di costruzioni, una più
ricca floridezza d'ornamenti; mai gli artisti ebbero un più potente
e più amoroso fautore[161]. L'arte greca dalla mano d'Adriano era
ricondotta a riabbellire le greche città, che, da lungo tempo decadute
e impoverite, languivano; l'arte greca rinnovata dalla forza romana si
distese fino agli ultimi termini dell'Impero, come fattrice di civiltà,
nella florida pace mantenuta dal governo d'un principe intelligente e
forte.
[Illustrazione: =Il tempio di Antonino e Faustina=
(oggi S. Lorenzo in Miranda a Roma).
=Tavola 66.=