1. — OSSERVAZIONI GENERALI.

I vasi fittili di foggie e dimensioni variissime, dipinti a figure nere

su fondo chiaro, giallastro, o rosso, ovvero a figure chiare e rosse

su fondo nero, che uscirono dalle tombe etrusche, e principalmente

da Vulci in gran copia, e che si raccolsero in luoghi dell'Etruria

Settentrionale, ad Adria, a Marzabotto e nella necropoli della Certosa,

come già si è detto[83], sono prodotti di fabbriche greche, importati

nell'Etruria, dove, come doni e funebre suppellettile, erano assai

pregiati. Che tali vasi servissero ad ornamento è dimostrato dall'esser

tuttavia nuovi, senza vernici interne che impedissero l'assorbimento

dei liquidi, e spesse volte anche senza fondo. Importati in Etruria

dalle fabbriche di Corinto, Atene, Egina, e più tardi da fabbriche

italo-greche campane ed apule di Nola e di Ruvo, questi prodotti

diedero luogo al sorgere di officine ceramografiche etrusche imitanti

le greche. Così, mentre da suolo etrusco vengono vasi che rappresentano

i varî momenti e le varie maniere della ceramografia greca, si hanno

poi anche vasi dipinti propriamente etruschi, che in parte sono

prodotti originali etruschi, e in parte imitazioni di prodotti greci.

Trattato generale di Archeologia e Storia dell'Arte: Italica, Etrusca e Romana · 第 77 / 148 题