Come si è veduto nella plastica, così nella pittura etrusca vi sono due
periodi e due scuole o maniere: l'arte arcaica nazionale o toscanica;
l'arte etrusco greca. Queste due scuole hanno avuto una successione
cronologica, e poi vissero anche insieme. Nelle pitture del periodo
arcaico vi è la solita rigidezza di disegno, durezza di atteggiamenti
e di mosse, con sforzo d'imitazione della realtà; le figure non mancano
di rilievo, ma stanno allineate; manca la viva espressione dell'azione,
mancando l'accordo fra il concetto e l'esecuzione artistica.
Succede un periodo intermedio fra l'arte nazionale e l'arte di
scuola greca, in cui c'è un arte più libera ed agile. Infine nel
seguente periodo dello stile compreso nell'influenza greca, vi
è un passo alla maniera propriamente pittorica (ved. =tav. 38= e
=39=); l'artista padroneggia gli strumenti dell'arte; traduce copia
maggiore d'idee, mostra sentimento del bello, piena intelligenza
delle forme; sollevandosi oltre la stretta imitazione della realtà,
tende a nobilitare i soggetti; i volti prendono espressione e tengono
del profilo greco (ved. =tav. 41=); le vesti seguono le movenze con
leggerezza di pieghe e di svolazzi (ved. =tav. 40= _b_). È probabile
che tale influenza venisse dalle scuole surte nel tempo dei Diadochi.
[Illustrazione: =Danza bacchica.=
(Tomba del _Triclinio_ a Corneto).
=Tavola 40= _a_.
Ved. =Melani=, _Manuale di pittura_ cit., 2ª edizione, fig.
1.]
[Illustrazione: =Danza bacchica.=
(Tomba del _Citaredo_ a Corneto).
=Tavola 40= _b_.
Ved. =Melani=, _Manuale di architettura_ cit., 2ª ediz., fig.
12.]
[Illustrazione: =Dalla tomba dell'Orco a Corneto.=
=Tavola 41.=
Ritratto di _Arnth Velchas_.
Ved. _Monumenti_, IX, tavola XIV; =Jules Martha=, _L'art
étrusque_, cit. pag. 398, fig. 271.]
Non sempre però si può dire che un dipinto di stile toscanico sia d'età
anteriore ad uno di stile con influenza greca, giacchè o per condizioni
locali o per individualità dell'artista, eravi un arcaismo di maniera,
protratto oltre il periodo di suo naturale sviluppo, v'era la scuola
dei pittori toscanici, che continuavano a lavorare nel proprio stile
arcaico[82].