1. _Nuraghi._ — Sono questi monumenti, che per analogia con le
costruzioni etrusche, e particolarmente con tombe, vengono da alcuni
supposti opera del popolo etrusco. Sono torri a forma di cono troncato,
costrutto con grossi sassi, maggiori alla base, decrescenti verso
l'alto, informi, raramente lavorati, sovrapposti senza cemento.
Alla base è la porta, assai bassa, ma che, alzandosi nell'interno,
dà luogo ad un corridoio il quale introduce in una stanza terrena
circolare, a volta, con un diametro medio di cinque metri. A questa
è talvolta sovrapposta una seconda stanza, a cui si accede per via di
scale praticate nello spessore del muro. Il monumento termina con una
piattaforma, o terrazzo. La volta delle stanze interne è formata dallo
sporgere dei massi con modo analogo a quello dei θησαυροί greci.
L'altezza dei nuraghi varia da 9 a 15 metri; alcuni, ora mezzo
distrutti, giungevano sino a 20 m. Di queste torri alcune sono isolate,
altre servono come centro a tre o quattro torri minori disposte
all'intorno, e infine parecchi nuraghi si aggruppano insieme a poca
distanza fra loro. In Sardegna se ne contano ben tremila.
Quanto alla loro destinazione, s'è disputato assai. Probabilmente
furono tombe di capi tribù, le quali servirono poi ad uso sacro, come
centro religioso della tribù che s'adunava a compiere i riti intorno
alla tomba del suo eroe; e infine poi il centro religioso divenne
anche centro di difesa e fortezza, con uno svolgimento di pensiero e
di usi non diverso da quello delle acropoli greche. Non si deve dunque
assegnare ai nuraghi una sola ed esclusiva destinazione, nè una sola
età, ma bensì vedervi una successione di usi in un lunghissimo corso
di tempo. A qual popolo spettano essi? Le affinità con le costruzioni
etrusche non sono decisive: i caratteri di questi monumenti sono
piuttosto pelasgici, quali si vedono nei θόλοι e nei θησαυροί; nemmeno
la loro giacitura è favorevole a crederli opera di Etruschi stanziati
nella Sardegna, poichè, scarseggiando dal lato che guarda l'Italia,
abbondano sui lati opposti prospicienti l'Africa e la Spagna. Non
potendo quindi determinare queste opere come certamente etrusche, si
suppone siano eseguite da popolazioni libiche[56].
=B. — Plastica.=
(ved. =tav. 30-41=).