IV. — COSTRUZIONI DI FORMA SINGOLARE.

1. _Nuraghi._ — Sono questi monumenti, che per analogia con le

costruzioni etrusche, e particolarmente con tombe, vengono da alcuni

supposti opera del popolo etrusco. Sono torri a forma di cono troncato,

costrutto con grossi sassi, maggiori alla base, decrescenti verso

l'alto, informi, raramente lavorati, sovrapposti senza cemento.

Alla base è la porta, assai bassa, ma che, alzandosi nell'interno,

dà luogo ad un corridoio il quale introduce in una stanza terrena

circolare, a volta, con un diametro medio di cinque metri. A questa

è talvolta sovrapposta una seconda stanza, a cui si accede per via di

scale praticate nello spessore del muro. Il monumento termina con una

piattaforma, o terrazzo. La volta delle stanze interne è formata dallo

sporgere dei massi con modo analogo a quello dei θησαυροί greci.

L'altezza dei nuraghi varia da 9 a 15 metri; alcuni, ora mezzo

distrutti, giungevano sino a 20 m. Di queste torri alcune sono isolate,

altre servono come centro a tre o quattro torri minori disposte

all'intorno, e infine parecchi nuraghi si aggruppano insieme a poca

distanza fra loro. In Sardegna se ne contano ben tremila.

Quanto alla loro destinazione, s'è disputato assai. Probabilmente

furono tombe di capi tribù, le quali servirono poi ad uso sacro, come

centro religioso della tribù che s'adunava a compiere i riti intorno

alla tomba del suo eroe; e infine poi il centro religioso divenne

anche centro di difesa e fortezza, con uno svolgimento di pensiero e

di usi non diverso da quello delle acropoli greche. Non si deve dunque

assegnare ai nuraghi una sola ed esclusiva destinazione, nè una sola

età, ma bensì vedervi una successione di usi in un lunghissimo corso

di tempo. A qual popolo spettano essi? Le affinità con le costruzioni

etrusche non sono decisive: i caratteri di questi monumenti sono

piuttosto pelasgici, quali si vedono nei θόλοι e nei θησαυροί; nemmeno

la loro giacitura è favorevole a crederli opera di Etruschi stanziati

nella Sardegna, poichè, scarseggiando dal lato che guarda l'Italia,

abbondano sui lati opposti prospicienti l'Africa e la Spagna. Non

potendo quindi determinare queste opere come certamente etrusche, si

suppone siano eseguite da popolazioni libiche[56].

=B. — Plastica.=

(ved. =tav. 30-41=).

Trattato generale di Archeologia e Storia dell'Arte: Italica, Etrusca e Romana · 第 71 / 148 题