Le principali situle poste fra loro a confronto dallo ZANNONI
(_Scavi della Certosa_, Bologna, 1876), dal REINACH (_Les Celtes
dans les vallées du Pô et du Danube_, Parigi, 1894), e dallo HOERNES
(_Urgeschichte der bildenden Kunst in Europa von den Anfängen bis zum
500 vor Chr._ Vienna, 1898) sono le seguenti in ordine di tempo del
loro ritrovamento:
=Klein-Glein= (Stiria, 1844 (?); ved. _Matériaux_, XVIII, p. 307, fig.
182; MUCH, _Atlas_, XLII, fig. 2 e 3).
=Matreï= (Tirolo, 1845; ved. _Revue Archéolog._, 1883, II, tav. XXIII
3; MUCH, _Atlas d. Centralcom._, tav. XIV, n. 127, fig. 4).
=Trezzo= (Milanese, 1846; ved. CAIMI, _Bullett. d. Consulta archeol. di
Milano_, 1877).
=Hallstatt= (Norico, 1866; ved. SACKEN, _Hallstatt_, tav. XXI, 1, p.
96).
=Sesto Calende= (Milanese, 1867; ved. _Rev. arch._, 1867, II, tav. XXI,
8).
=Moritzing= (Tirolo, 1868; ved. _Mon. dell'Inst._, 1874, vol. X, tav.
VI; _Annali_, 1874, pag. 164; MUCH, op. cit., tav. LXVIII, 155; cfr.
_Mittheil_. di Vienna, 1891, p. 84; HOERNES, op. cit., tav. XXXIV; cfr.
FR. R. WIESER, _Die Bronze-Gefässe von Moritzing_. Insbruch, 1891).
=La Certosa= (Bologna, 1876; ved. ZANNONI, _Scavi_, tav. XXXV; MARTHA,
_L'art étrusque_, fig. 84, 85; _Mittheil. de la Soc. d'Anthrop._, di
Vienna, XIII, tav. XXI; _Bull. Paletnol. ital._, VI, tav. VI, 8; cfr.
HOERNES, op. cit., tav. XXXII).
=La Certosa= (Bologna, Cista Arnoaldi; rinvenuta contemporaneamente
alla grande cista =Benvenuti=, e alla cista più piccola =Capodaglio=
in Este, 1879-80. Per la cista Arnoaldi, ved. ZANNONI, _Scavi della
Certosa_, tav. XXXV; _Revue archéologique_, 1885, II, tav. XXV:
_Matériaux_, XIX. pag. 179. Per le situle di =Este=, ved. _Notizie
Scavi_, 1882, 1888, e il lavoro speciale del GHIRARDINI nei _Monumenti
antichi pubblicati per cura della R. Accademia dei Lincei_, vol. II,
1893 e vol. VII, 1897).
=Watsch= (Carniola 1882; ved. TISCHLER, _Die Situla von Watsch in
Correspond. Blatt d. deutschen Gesellschaft für anthrop. Ethnolog. u.
Urgesch._, XII, 1882; cfr. ORSI, _La situla di Watsch_, Modena, 1883.
Gli altri lavori del DESCHMANN e dello HOCHSTETTER sono citati nel
mio studio sulla _lamina in bronzo lavorata a sbalzo proveniente da
Rovereto_, Venezia, _Nuovo Archivio Veneto_, XIV, parte Iª, pag. 6-7.
Cfr. HOERNES, op. cit., tav. XXXV).
=Sanct-Marein= (Carniola, 1883; ved. _Rev. arch._, 1883, II, tav.
XXIII, 6; cfr. MUCH, _Atlas der Centralcomm._, tav. LIV, n. 127, fig.
6).
=Caporetto= (Istria, 1886; ved. _Verhandl. berliner Gesellschaft für
Anthropolog._, XIX, pag. 548).
=Kuffarn= (Stiria, 1891; ved. _Mittheilungen_ di Vienna, vol. XXI, pag.
68; _Anthropologie_, 1893, pag. 182; cfr. KARNER, HOERNES, SZOMBATHY,
_Über eine Bronzesitula bei Kuffarn in Niederösterreich_. Estratto
dalle _Mittheilungen_ citate).
=APPENDICE VI.=
=La distribuzione dei periodi di civiltà nelle necropoli atestine.=
(Ved. =tav. 20-25=).
Il Ghirardini nel lavoro citato a pag. 66, nota 1 (_Notizie Scavi_,
1888) prende occasione dall'illustrazione della collezione Baratela di
Este, da lui descritta, per riprendere in esame tutto il lavoro del
Prosdocimi sull'argomento, e, aggiungendovi i fatti nuovi, venire a
conclusioni più chiare ed esaurienti.
Riunendo il II e III periodo del Prosdocimi in un solo grande periodo,
il secondo propriamente detto _veneto_ o _atestino_, il Ghirardini
distingue tutta la civiltà atestina in tre grandi periodi principali:
1. l'_italico_; 2. il _veneto_; 3. il _gallico_ (opera citata, pag.
378-380).
L'_italico_ è contrassegnato dalla civiltà di Villanova e dalle
necropoli bolognesi dei fondi Benacci e De Luca; non v'è scrittura, non
v'è metallotecnica sviluppata — la ceramica stessa è di forme alquanto
rudimentali.
Il periodo _veneto_, il più importante, corrisponderebbe alla civiltà
italica, quale si presenta alla Certosa di Bologna; vi appare la
scrittura su stele, placchette, bastoni, oggetti, una scrittura dubbia,
euganea, che si riconosce appartenente all'epigrafia greco-italica
(ved. tav. 1-VI); si aggiunge un'altra novità, quella delle lamine
figurate, che si rannodano con l'arte greca orientale. È particolarità
del II periodo il tipo del vaso cinerario; all'urna di Villanova è
sostituita la situla riprodotta in terracotta e con graziosa curvatura
del vaso.
Nella ceramica si ha l'imitazione dei fittili dal bronzo, con
decorazioni fatte per mezzo dell'imbullettatura, o applicazione sui
fittili di borchie di bronzo (ved. =tav. 25=), ad imitazione dei
bottoni a sbalzo dei vasi enei, e per mezzo della coloritura a zone
rosse e nere alternate (ved. MONTELIUS, _La civilisation primitive en
Italie_. Atlante, tav. 58).
Questo periodo presenta anche progressi nella metallurgia, perchè la
suppellettile ornamentale è accresciuta per mezzo delle fibule e delle
armille, e inoltre si vedono cinturoni e situle figurate.