(Ved. =tav. 20-25=)
Un nuovo e ricco contributo per la conoscenza della primitiva civiltà
italica diedero le tombe degli antichi Euganei, scoperte fra gli anni
1876 e 1880, nel dintorno della antica città di Ateste, la moderna
Este, dove, cogli antichi oggetti in gran copia raccolti da quelle
tombe, s'è formata una collezione di antichità preromane ricca ed
importante.
Le tombe e la copiosa suppellettile funebre in quella collezione
deposte mostrano l'agro estense, in antico occupato da popolazione
numerosa ed industre, che in questi suoi monumenti funerarî lasciò
traccie del graduale suo sviluppo di civiltà, segnando la successione
di età diverse nello svolgimento delle facoltà d'uno stesso popolo.
Partendo dagli strati più profondi e più antichi, si può seguire questa
successione; essa incomincia da una età euganea primitiva, passa ad una
più sviluppata, e mostra quindi un'età euganea con influenze greche ed
etrusche, per finire in un'età, in cui la civiltà euganea si unisce e
poi si confonde con la civiltà romana.
PRIMO PERIODO. — Dell'età euganea primitiva sono caratteristiche
le tombe _a semplice fossa_ o buca, sormontate da masse informi di
trachite, a modo di cippi; dentro la buca è l'ossuario, e intorno a
questo residui di rogo. L'ossuario è di argilla grossolana e di rozza
fattura, con sopra graffiti degli ornati geometrici, le cui incisioni,
o solcature sono riempite di color bianco; di forma l'ossuario
atestino eguale a quella dell'ossuario di Villanova, del predio
Benacci ed Arnoaldi-Veli, e dei bronzi della Certosa. Gli ornati sono
a triangoletti, a circoletti, a linee ricorrenti, a meandri con croci
gammate.
Coll'ossuario s'accompagnano stoviglie, rozze anch'esse d'impasto e di
lavorazione, di color naturale, raramente tinte di nero con grafite.
Fra gli oggetti fittili di questo più antico strato uno ve n'ha in
forma d'augello, vuoto nell'interno, sostenuto da quattro rotelle,
ed esternamente segnato di ornati geometrici con croci gammate, che
vuol essere ricordato come esempio dei primissimi tentativi di figura
animale[22]. Dentro e dintorno all'ossuario sono pendagli da collana e
fibule di bronzo coll'arco segnato di linee ornamentali.
[Illustrazione: =Suppellettile di due tombe atestine.=
=(Vasi, fibule, braccialetti, collane, lamine lavorate,
oggetti varî).=
=Tavola 20.=
Ved. GHIRARDINI, _La situla italica primitiva studiata
specialmente in Este_, in _Monumenti antichi_, VII, tav. 1.]
SECONDO PERIODO. — Un maggior progresso mostrano le tombe della seconda
età, detta _a cassetta_ (ved. =Atl.= cit., =tav. VIII=, 2), perchè
la buca o cavo, di forma quadrangolare o poligonale, è internamente
rivestito di lastre di tufo calcare, con sovrapposti, come segni
esterni, dei grossi ciottoloni. Dentro posa l'ossuario, nella solita
forma di due tronchi di cono congiunti alle basi, di tipo analogo a
quello di Villanova, come nel primo periodo. Gli ossuari sono lavorati
al tornio con miglior fattura e più fino impasto dei precedenti.
S'accompagnano coll'ossuario stoviglie accessorie, e così quello come
queste hanno borchiette di bronzo infisse nell'argilla ancor fresca a
disegni di linee, di circoletti, di meandri, di spirali ricorrenti,
di croci gammate; i quali disegni, con le lucide capocchie delle
borchiette, dovevano spiccare con bell'effetto sul fondo scuro del
vaso (ved. =Atl.= cit., =tav. X=, 1). Questo modo d'ornamentazione,
creduto caratteristico solo di queste tombe, ha trovato oggi riscontro
in alcuni altri luoghi, come nella terramara di Casinalbo e nelle tombe
arcaiche Cornetane. S'aggiunga una miglior industria metallurgica:
abbondano le fibule, delle quali una nell'arco presenta tre figurette
di cavallini appaiati con due goffe imaginette di cavalieri: abbondano
gli aghi crinali, i fermagli, le spirali; s'incontrano perle di vetro,
ambra, osso, corallo, e piccoli tubetti di bronzo forati pel lungo e
rivestiti di foglia d'oro da infilarsi per collane: inoltre pezzetti
informi di bronzo come rappresentanti della moneta (_aes rude_).
Fra le armi, che però scarseggiano, s'incontrano esemplari di ascie
(_paalstabs_), coltelli di bronzo con manico di osso, punteruoli di
ferro, e lame ricurve, o rasoi. La suppellettile di questa seconda età
mostra lo sviluppo d'una industria locale, prettamente euganea.
TERZO PERIODO. — Un nuovo progresso, determinato però da influenze
straniere, per opera di contatti e di relazioni commerciali, si
presenta nella terza età, che ha analogia con tombe etrusche-felsinee;
nella quale età le tombe, che pur sono a cassetta, hanno costruzione
più regolare, lastre meglio squadrate e commesse con cemento,
sormontate non più da ciottoloni, ma da cippi piramidali a quattro
faccie, talvolta con scrittura; l'ossuario non è soltanto d'argilla,
ma talvolta di bronzo. In questa terza età si hanno anche altre forme
d'ossuario, come quella d'un gran vaso d'argilla, liscio e lavorato al
tornio, d'un'altezza che varia da 40 ad 80 cm. e d'una circonferenza
nella parte più espansa che va da 1 fino a 2 metri (ved. =Atl.= cit.,
=tav. IX=). Stanno questi vasi deposti, dentro buca, con intorno
residui di rogo, o contengono in sè l'ossuario od altre stoviglie
accessorie, quasi fossero _vasi-tombe_, come di fatto si chiamano.
[Illustrazione: =Antichità di Villa Benvenuti presso Este=
(Padova).
=(Terzo periodo euganeo — Sepoltura a incinerazione).=
(Ved. MONTELIUS, Op. cit., Atl. _B_, 54).
=Tavola 21.=
N. 1, 11, situla in bronzo di Villa Benvenuti, lavorata a
sbalzo con tre zone figurate. — 2, coppa in terra cotta.
— 3, fibula in bronzo con ciondoli spiraliformi. — 4-9,
altre fibule varie in bronzo. — 10, _collier_ di perle
di pasta vitrea di varî colori, e di pezzetti di corallo,
con sette paia di ciondoli triangolari in bronzo, derivati
verosimilmente dalla forma delle accette votive. — 12, disco
in bronzo a sbalzo, coperto di foglia dorata. — 13, bastone in
legno coperto di una lamina di bronzo ornata a sbalzo.]
Gli oggetti che in questi vasi-tombe si trovano, sono scarsi di numero
e di valore, e se ne inferisce, anche per la stessa maniera della
tomba, che siano queste le sepolture di gente povera. Le stoviglie che
trovansi nelle sepolture della terza età si distinguono dalle altre per
varietà ed eleganza di forme, per finezza di lavoro. L'ornamentazione
a borchiette è più rara, ma, dove s'incontra, mostra disegno meglio
sviluppato di quello dell'età antecedente. Molti dei cinerarî ed altri
vasi sono colorati con ocra e grafite a zone rosse e nere alternate
(ved. =Atl.= cit., =tav. X=, 2), o hanno ornati geometrici a color
bianco. Cominciansi a vedere in disegno e in plastica figure di animali
e figure umane; l'imagine d'un cavallo è graffita su un frammento di
vaso; un cavallino con cavaliere, di lavoro puerile, fu trovato nella
tomba d'un bambino; forse era un giocattolo. Tra i fittili abbondano le
fusaiole e i cilindretti. Insieme coi prodotti dell'industria ceramica
locale sono frammisti esemplari di vasi dipinti greci (_lekythoi,
kylices,_ specie di _cantharoi_), probabilmente provenienti dal
commercio con la vicina Adria: il che ci farebbe risalire a un periodo
che tocca il V secolo a. C.; questi vasi certamente contribuirono
a sviluppare l'industria locale, come sembra vedersi provato da
certi vasi d'imitazione greca, riconoscibili per l'inferiorità
dell'impasto, del lavoro e della colorazione, e che, collocati in uno
strato posteriore a quello dei vasi genuini, accennano ad un momento
intermedio, o ad un passaggio da questa terza ad una quarta età.
[Illustrazione: =Antichità del Fondo Baratela presso Este=
(Padova).
=(Dal tempio — Età gallica).=
(Ved. MONTELIUS, Op. cit., Atl. _B_, 61).
=Tavola 22.=
N. 1-5, 8-14, statuette in bronzo, la maggior parte con la
base da inserire e fissare sui piedestalli. — 1-3, uomini con
lancia e pàtera. — 2, guerriero con pugnale alla cintola. — 4,
id., galeato e armato. — 7, cavallo in bronzo. — 9-11, donne.
— 12, uomo galeato. — 13, Minerva galeata. — 14, donna, o
meglio sacerdotessa con pàtera e vasetto (_oinochoe_). — 15,
placchetta figurata in bronzo.]
Un grande progresso si mostra anche nella lavorazione della copiosa
suppellettile di bronzo. Oltre molti vasi con imitazione delle forme
dei fittili, si incontrano anche ciste e situle, o vasi di bronzo
destinati a contenere l'ossuario fittile. Sono fatti di lamina di
bronzo ripiegata e insieme unita per rivolgimento dei margini con
borchiette e chiodini. Intorno al corpo di queste situle vediamo
svolgersi l'arte figurativa, perchè sono ornate non solo con semplici
elementi geometrici, ma con vere rappresentazioni di figure animali ed
umane, con lo sviluppo d'un concetto; le figure sono lavorate a sbalzo,
o come dicesi, con stile empestico (ved. =tav. 21=).
[Illustrazione: =Antichità del Fondo Baratela presso Este=
(Padova).
=(Dal tempio — Età gallica).=
(Ved. MONTELIUS, Op. cit., Atl. _B_, 60).
=Tavola 23.=
N. 1, placchetta con donna. — 2, id. di rivestimento con
guerrieri. — 3, guerriero galeato con scudo. — 4-6, 12,
13, 15, altre placchette id. lavorate a sbalzo. — 7, mano
pesante di bronzo fuso. — 8, 10, placchette stampate. — 11,
17, stili iscritti. — 14, placchetta con iscrizioni scolpite
(sillabario) in alfabeto detto _nord-etrusco_, o euganeo.]
Fra le situle estensi va ricordata quella che dal possessore del fondo
dove fu rinvenuta dicesi situla Benvenuti (ved. =tav. 21=, 1 e 11),
ornata di tre zone di figure, con scene campestri e guerriere, e con
serie di animali alati, che rammentano quelli dell'arte orientale e
dei vasi corinzî. Un'altra situla ornata di zone animali è quella
detta Capodaglio, ove sono cervi, colombelle, lepri seguentisi o
affrontatisi, e che alle loro estremità, becco, coda, zampe, hanno per
appendice dei cirri o ghirigori; in un lato di questa rappresentazione
è aggiunta una figura umana vestita.
In questi primi saggi di disegno le figure animali già mostrano qualche
vivezza e naturalezza di forme e di movimento, rivelando intelligenza
della natura e sviluppo di disegno, mentre la riproduzione della
figura umana è ancora rudimentale. Un medesimo modo d'ornamentazione
s'incontra su piastre o placche di cinturoni, ora quadrangolari ora
ovali; sopra cinturoni, o panziere di lamina di bronzo, con disegni
d'augelli e fiorami a zone concentriche, così pure su guaine di bronzo
di coltelli, delle quali una porta nel mezzo una figura di guerriero.
Il progredire dell'arte nelle sue prime applicazioni all'industria
appare manifesto anche negli altri oggetti d'ornamento, nelle armille
terminate a testa di serpe, nelle grandi fibule con catenelle da cui
pendono piccoli strumenti da toletta, nelle collane di tubetti di
bronzo dorato, di chicchi d'ambra, di corallo e di pasta di vetro (ved.
per alcuni oggetti =Atl.= cit., =tav. XI=).
[Illustrazione: =La situla lavorata a sbalzo di Watsch, nella
Carniola, e frammenti d'altre situle.=
=Tavola 24.=
La figura centrale e quella superiore indicano la situla
di Watsch; dei due frammenti a destra il superiore è da St.
Marein (Carniola), l'inferiore e gli altri due a sinistra da
Matrei (Tirolo). (Dallo HOERNES, _Urgeschichte der bildenden
Kunst in Europa_, tav. XXXV).]
Oltre che ad Este troviamo resti del Terzo Periodo a Caverzano, presso
Belluno, ove esiste una vasta necropoli euganea con traccie della
civiltà etrusca ed orientale[23].
Ma non tutto è paesano in questa età. — L'influenza straniera si
dimostra coi vasi di tipo greco, e coi bronzi, i quali hanno analogie
con bronzi etruschi del suolo bolognese, in tombe posteriori alle
umbre. Notevole è che di tali bronzi, quali le ciste e le situle, si
trovano esemplari nei paesi alpini e anche oltre le Alpi, in Val di
Cembra, a Matrei, ad Hallstadt, a Moritzing presso Bolzano; a Watsch
e a Sanct-Marein, nella Carniola; a Kuffarn, nella Stiria (ved. =tav.
24=); e si riguardano come monumenti della più antica arte italica,
prodotti che dai centri industriali italici — e Felsina era tra questi
— si spandevano nelle regioni settentrionali, seguendo forse quella
via per cui dalle contrade nordiche era stata importata l'ambra in
Italia[24].
QUARTO PERIODO. — Nelle tombe ascritte alla quarta età si vedono
traccie d'occupazione celtica (ved. =tav. 22= e specialmente =23=),
armi di ferro, quali si trovano anche nell'agro felsineo, dove la
dominazione etrusca fu dall'invasione celtica distrutta. Nelle tombe
euganee si vedono poi, e sempre crescenti, le vestigia dell'occupazione
romana. Coi Romani gli Euganei furono in contatto fino dall'anno 224
av. C., e a loro furono sottomessi quando nell'anno 184 av. C. si ebbe
la dedizione dei Veneti a Roma. Nelle tombe euganee-romane s'incontrano
monete d'Augusto, d'un tempo che sta fra l'anno 708 e il 742 di R.
(45-11 av. C.); cosicchè si può concludere che il Quarto Periodo si
estenda dal IV al I secolo av. Cristo.
Sepolcri con rito di cremazione, con vasi, frammenti di situle,
con fibule, perle d'ambra e di vetro, od altri arredi od ornamenti
affini alla suppellettile delle tombe euganee, si vengono scoprendo
a Caverzano presso Belluno, dove dalle reliquie d'una vasta necropoli
si rivela una civiltà analoga a quella delle tombe euganee del Terzo
Periodo, con indizî d'attinenza con la civiltà etrusca e d'influenza
dell'arte orientale[25]. Si confronti con la suppellettile di due tombe
atestine illustrate nella tavola =n. 20=, pag. 58-59.
=APPENDICE IV.=
=Diffusione delle situle italiche di bronzo e di terracotta in Italia.=
Dopo che il ch. Prosdocimi riconobbe quattro periodi archeologici
in Este, in sèguito agli scavi fortunati in quella provincia (ved.
_Notizie degli Scavi_, 1882), e il ch. Ghirardini ritrattò con studio
più profondo ed esauriente l'argomento, riconoscendo nelle antichità
di Este tre periodi principali: l'italico, il veneto e il gallico (ved.
_Notizie degli Scavi_, 1888), lo stesso prof. Ghirardini trattò a parte
l'argomento della _situla italica primitiva, studiata specialmente in
Este_ (ved. _Monumenti antichi pubblicati per cura della R. Accademia
dei Lincei_, vol. II, 1894, col. 161 e segg., Iª parte; vol. VII,
col. 1 e segg., IIª parte), trattando nella Iª parte _Dell'origine
e propagazione della situla in Italia_, e nella IIª parte _Della sua
ornamentazione geometrica negli esemplari in bronzo, e negli esemplari
di terracotta_, aggiungendovi molte _ricerche sull'ornamentazione a
borchie_ (o imbullettatura) _di bronzo dei vasi fittili_ (ved. =tav.
25=).
[Illustrazione: =Motivi ornamentali di vasi fittili atestini,
ottenuti con le borchie di bronzo confitte nella loro terra
ancor molle.=
=Tavola 25.=
Ved. GHIRARDINI, _La situla italica primitiva studiata
specialmente in Este_ in _Monumenti antichi_, vol. VII, tav.
2ª. Ved. testo a pag. 58 e 66. Cfr. pel medesimo uso nel
Territorio Falisco: BARNABEI in _Monumenti Antichi_ vol. IV
(1894), col. 229 e segg.]
Incomincia il Ghirardini a dividere le situle dell'Italia
Settentrionale in quattro gruppi: