--..... Per tutte queste buonissime ragioni, io non posso sposare il
signor Roberto Montefranco--conchiuse Lulù a sua madre.
--Sono delle ragioni assurde, fanciulla mia--rispose la madre,
scuotendo il capo.
--Insomma, vuoi che io te la dica chiara e netta? Roberto non mi piace
e non lo sposo!
--Almeno qui c'è franchezza; ma è sempre un capriccio, Lulù, un grande
capriccio. Roberto ti ama.
--Si consolerà.
--È corsa una parola.
--Si riprende. Non siamo più ai tempi dei matrimoni per forza.
--Che dirà il mondo?
--Madre, definiscimi il _mondo_.
--La gente?
--Chi è la gente? non la conosco; non ho obbligo di essere infelice
per la signora gente.
--Sei una fanciulla terribile! Ma io come l'accomodo con Roberto? che
gli debbo dire?
--Quello che vuoi. Sei mamma per questo.
--Già, per riparare i tuoi guasti. Ne verrà uno scandalo.
--Non credo; gli si dice con garbo, con buona maniera. Anzi ti
permetto di parlar male di me, di darmi della capricciosa, della
leggiera, della fanciullona; aggiungere che sarei stata una pessima
moglie, che sono poco seria, che non ho dignità, che mia sorella è...
--Tua sorella? Perdi la testa, Lulù?
--Bah! potrebbe darsi benissimo. Per adesso Roberto e Sofia sono
indifferenti, poi si conosceranno meglio, si potranno apprezzare... ed
allora... chi sa, chi sa! Tu avresti lode di buona madre per aver
maritata prima la maggiore...
--Infatti...
--A me non mancheranno mariti, ho appena diciotto anni. Poi voglio
divertirmi, voglio ballare ancora, voglio godermi questa mia gioconda
gioventù con la buona mammina, mammuccia...
--Sei un diavoletto--rispose la mamma commossa, abbracciando la
figliuola.
--Sicchè restiamo intesi? A Roberto si annunzia pulitamente la brutta
notizia, però gli si aggiunge che si resta amici, che lo vogliamo
veder sempre. Se quei due si debbono amare, si ameranno: è scritto.
--Ma credi, cattiva Lulù, che le cose si metteranno bene? Sai che mi
piacciono poco gli imbrogli.
--O impersuadibile madre! O madre peggiore di San Tommaso! Ma sì, ma
sì, te lo assicuro io, con la mia _provata esperienza_, che non
accadranno scandali. Roberto è un gentiluomo, infine, e non pretenderà
che, senza amarlo, io lo sposi.
--Quello che mi sembra impossibile è l'affare di Sofia...
--Nulla di più possibile che l'impossibile--rispose con gravita Lulù.
--Cara, con questi assiomi! Suvvia; lasciamo fare al tempo; forse
regolerà egli le nostre faccende. Ciò non toglie che tu sia una
pazzerella.
--Ed una capricciosetta...
--Una testa senza giudizio...
--Ed un cervellino bisbetico. Sono tutto quello che vuoi; fammi la
predica, me la merito. Andiamo: non hai nulla più da dire? Io attendo.
--Dammi un bacio e va a letto. Buona sera, bambina.
--Grazie mammina. Buona sera.
--Meglio così--diceva fra sè la buona madre.--Meglio così. Lulù è
ancora troppo giovane. Si vedono ogni giorno le tristi conseguenze dei
matrimoni senza gusto. Dio ci liberi! Meglio così.
--Auff!--diceva prendendo fiato Lulù.--Che diplomazia ho dovuto
spiegare, che arte per vincere la mamma! Sarei un ambasciatore
perfetto io! Che trionfo, che trionfo! Altro che il trionfo d'amore!
Questo è il trionfo di Lulù!
Si fermò davanti alla porta della sorella ed origliò. Si udiva ogni
tanto un sospiro represso: la povera Sofia aveva perduta la quiete.
--Dormi, Sofia, dormi--mormorò a bassa voce Lulù baciando la
serratura, quasi volesse baciare la fronte della sorella--quietati e
riposa. Ho lavorato per te questa sera.
E la generosa fanciulla si addormentò, contenta e felice per la
felicità delle persone che amava.
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Il tempo, il buon vecchio tempo, l'eterno e giudizioso galantuomo, ha
fatto il suo còmpito. Lulù chiede a sè stessa, se una signorina che
accompagna sua sorella sposa, deve portare un abito azzurro di seta, o
semplicemente un _foulard_ paglierino con piccoli merletti. Vuol
sapere da Roberto se vi saranno molti dolci da rosicchiare, e da Sofia
se le donerà quel bel fazzoletto ricamato che sembra un soffio, una
nuvoletta. Quei due che hanno conosciuto di quanto sia capace il cuore
della fanciulla, sorridono della sua gaia spensieratezza, e l'amano, e
la considerano come la loro Provvidenza.
--Perchè io l'ho sostenuto sempre--dice Roberto Montefranco ad un
amico, parlandogli del suo matrimonio--gli sposi debbono essere di
carattere opposto. Gli estremi si toccano. Così s'intenderanno, si
fonderanno, formeranno un tutto completo--mentre quelli di
inclinazioni eguali somigliano due parallele: camminano insieme ma non
s'incontrano mai. E poi, quando ci è l'amore.....! L'ho sempre detto!