Roberto Montefranco, per solito, non pensava molto: non ne aveva il
tempo. La giornata gli fuggiva fra la colazione, la passeggiata a
cavallo, le visite ed il pranzo; la sera scorreva dolcissima presso
Lulù, la sua fidanzata. Poi ci erano gli affari spiccioli da sbrigare,
qualche appuntamento con l'avvocato, qualche contratto da firmare,
qualche debituccio vecchio da soddisfare; aggiungete i preparativi
della casa e del viaggio nuziale. Appena appena se gli rimaneva una
mezz'ora per leggere e un quarto d'ora per isprecarlo alla porta del
caffè. Così non lo si vedeva mai assorto in riflessioni profonde, nè
si sapeva che egli si fosse mai occupato a risolvere qualche problema
sociale: perchè, del resto, Roberto non aveva nulla di tragico o di
_eroico_ nel carattere. Anzi godeva di una serenità di spirito
invidiatagli da molti.
Quel giorno--un giorno qualunque, di dopopranzo--si era disteso sulla
poltrona, una gamba a cavalcioni dell'altra, lo stuzzicadenti in
bocca, ed un volume delle edizioni Treves in mano, con la
determinazione netta di leggere. Il libro era interessante; ma, caso
nuovo e strano, il lettore era molto distratto; dirò di più, era
nervoso ed inquieto. Non voltava mai il foglio perchè dopo un paio di
versi, le lettere uscivano di posto, saltavano, si confondevano,
scomparivano. Roberto, senza sua voglia, partiva per le incognite
regioni del pensiero.
.... Papà è soddisfatto, le zie mi mandano la loro santa benedizione,
le cuginette sono in collera, gli amici del caffè si congratulano
ironicamente, gli amici serii mi stringono la mano--dunque fo bene ad
ammogliarmi. Non si può negare che Lulù sia molto graziosa; quando mi
fissa con quegli occhietti pieni di malizia, quando scoppia a ridere
mostrando i dentini bianchi, mi vien la voglia di stringere fra le
mani quella testina leggiadra e di darle tanti e tanti di quei baci! È
anche un bel carattere, un carattere d'oro: sempre ilare, sempre di
buon umore pronta allo scherzo, piena di spirito, punto schizzinosa,
malinconica mai. Andremo d'accordo; io non posso soffrire le fronti
pensierose, massime nelle persone che amo: mi sembra che celino sempre
un segreto dolore, un dolore che non conosco e che non posso lenire, o
di cui forse sono la causa involontaria. Ad esempio, Sofia, la mia
futura cognata, ha la virtù di irritarmi con quel suo volto freddo ed
impassibile; quando lei compare, l'anima mi si chiude, muore il
sorriso sulle labbra e, rilucesse il più bel sole di primavera, mi
pare di essere in una oscura e grigia giornata di novembre. Non ho
nemmeno più il coraggio di scherzare con Lulù; quella Sofia disperde
la gioia. Ella forse si è accorta della cattiva impressione che mi fa,
perchè mi saluta senza guardarmi, non mi dà la mano, mi risponde con
brevissime frasi; di sicuro si è accorta della mia antipatia. Forse se
ne dispiace...
..... Lulù ride sempre. È molto giovane. Non mi rivolge mai una parola
sul serio, ed anche quando vuol farlo, non ci riesce e sembra che
voglia burlare. Dice di amarmi, poi si mette a ridere e parla di
altro. Mi vuol del bene, ma non è un amore disperato. In coscienza,
neppure io ci spasimo... meglio così. Per me, ho due teorie chiare,
stabilite nella mente: primo, bisogna che i due fidanzati siano dello
stesso carattere; secondo, non si deve mai cominciare con una forte
passione. Siamo nel caso con Lulù; saremo felicissimi. Andremo a fare
un viaggio per l'Italia, ma senza correre, senza affannarci, a piccole
giornate, godendo di tutti i comodi, trattenendoci dove più ci piace,
osservando anche le più piccole cose. Ci vorranno almeno tre mesi...
no, non bastano... mettiamo anche quattro: ho anche piacere di
sottrarre me e Lulù, per un certo tempo, alla triste compagnia di
Sofia. Ma, domando io, è naturale che alla sua età quella fanciulla
debba essere così seria? Avrà ventitrè anni... non è brutta, credo.
Anzi ha occhi bellissimi ed un portamento da regina.--Se non fosse
così severa, potrebbe piacere. Prevedo che rimarrà zitella: forse
questo è il suo cruccio, forse un amore... qualche tradimento... sarei
tanto curioso di sapere la causa della sua tristezza... ne chiederò a
Lulù quando ci ritroveremo un po' soli...
..... A Lulù piacciono i dolci, me lo dichiarò la seconda sera che
andai in casa sua. Bisogna vedere come li rosicchia; i confetti si
liquefanno, scompaiono dietro quelle labbruccie rosse, e dopo un
momento essa prende una falsa aria di compunzione, per dire che non ve
ne sono più. È carina, carina, carina! Mi ha confidato a bassa voce
che, quando romba il tuono ha paura e va a nascondere la testa sotto i
cuscini; che ha sempre sognato di avere un abito di velluto nero,
lunghissimo, col merletto bianco alle maniche ed al collo; mi ha
assicurato che sarà gelosa, gelosa come una spagnuola e che comprerà
un piccolo pugnale dal manico di acciaio, intarsiato di oro per
compiere le sue vendette. È adorabile quando mi ripete queste
cosuccie, con quella sua aria fanciullesca e convinta. Anche la Sofia
è costretta a sorridere delle follie di Lulù... se fossi intimo con
Sofia la consiglierei a sorridere qualche volta; ciò le rischiara il
viso..... Quella Sofia! quella Sofia! Chi arriverà mai a conoscere il
suo animo?.....
Il libro cadde dalle ginocchia a terra, il nostro giovanotto si
riscosse al rumore, si guardò attorno meravigliato, quasi si toccò per
riconoscersi. Era proprio lui, Roberto Montefranco, colto in flagrante
delitto di meditazione!