X.

E alzò gli occhi.

Miracolo!--Dinanzi a mastro Spaghi

Una forma di donna,--ai raggi fiochi e vaghi

Della lampada, spicca,--sul buio della stanza.

È una fanciulla pallida--e bella. Ella s'avanza,

Tenendo sulle labbra--l'indice, a passi lievi.

Le sue pupille intorno--schizzano lampi brevi

E inquïeti, e, scorgendo--colà soltanto il boia,

Si volgono all'usciuolo--scintillanti di gioia.

Ella s'appressa al tavolo--e, tremando, vi getta

Una manata d'oro.

--Poi si ferma ed aspetta.

* * * * *

"Chi sei?" chiede il carnefice,

--Ella cade ai ginocchi

Di mastro Spaghi e dice--piangendo e alzando gli occhi:

--"Tutto quest'oro è tuo;--questo è quanto possiedo...

Guarda!"

L'altro rispose--balbettando: "Lo vedo!"

Ma sulla giovinetta--il suo sguardo cadea,

E la sua mano secca--a un altr'oro correa!

All'oro dei capelli,--che le scendean qual velo

Sulla fronte; e che gli occhi,--d'un azzurro di cielo,

Coprivan quasi.

"Dimmi,--dimmi dunque il tuo nome?"

Soggiunse mastro Spaghi,--ravviando le chiome

Alla bella fanciulla.--"Dimmi dunque, chi sei?"

* * * * *

--"Son orfana. Bambina--padre e madre perdei.

"Eppure per molt'anni--sono stata felice!

"Son bella; ho il sangue ardente;--faccio la meretrice.

"Gli uomini li sopporto--se son vecchi o cattivi;

"Cerco i baci di quelli--che son belli e giulivi.

"Non ho fatto mai male--a nessuno! Giammai

"(Pria per nulla, per poco--poscia) il piacer negai.

"Eppur tutti, cercando--i miei vezzi procaci,

"M'insultano! Gli insulti--scordo coi nuovi baci!

"Amo le feste, i campi,--l'aria aperta ed i fiori,

"E il vin che rende immemori--e che infonde gli ardori!

"Le donne m'abborriscono!--Io rubo lor gli amanti!...

"E dovunque si balli,--e dovunque si canti,

"Il mio piede non manca,--non manca la mia gola!"

* * * * *

Mastro Spaghi esclamò:--"Povera figliuola!

* * * * *

--"Un dì venne a trovarmi--un bruno giovinetto,

"Bello; parlava sempre--con dolcezza ed affetto...

"Nicasio insomma! Tu--sai bene di chi parlo!

"Del condannato....

"Ah!... Diamine!--Ch'egli abbia nome Carlo

"O Nicasio," interruppe--mastro Spaghi, "giammai.

"A color ch'ho appiccato--il nome domandai!

"Che mi preme del nome--che porta un condannato!"

* * * * *

--"Anch'io feci lo stesso--con color che ho baciato!.....

"Ma a Nicasio l'ho chiesto!--Mai non seppi spiegarmi:

Il perchè glielo chiesi!--Ei diceva d'amarmi...

Mi piaceva. Era bello!

--Ma poi ne fui noiata....

"Era povero!...

Eppure--egli non m'ha insultata

"Quando gliel dissi!

Pianse;--mi baciò il volto e il seno,

"Quasi per ridestarvi--l'amore, e disse: _Almeno_

"_Non odiarmi!_..."

Venia--ogni giorno, recando

"Cibi e fiaschi di vino.

--Io ridevo trincando;

"Ed ei parea tornare--dalla morte alla vita

"Vedendomi gioconda.

--Un dì esclamai: "_Squisita_

"_Dev'essere una lepre--col vin di Mercatello!_"

Poesie e novelle in versi · 第 87 / 104 题