II.

--Fra tutti i pari suoi

Mastro Spaghi emergeva--nell'arte del capestro.

La gran pratica è vero--l'avea reso il più destro

In tal ramo di scienza;--ma il suo merito c'era.

Fabbricava lacciuoli--in siffatta maniera

Che gli altri d'imitarlo--avean tentato invano!

La seta più ribelle--di mastro Spaghi in mano

Si mutava in un filo--così forte e sottile,

Qual non l'avria mutato--la mano più gentile

D'una donna ai ricami--espertissima.

* * * * *

Quando

Saliva sopra il palco--era proprio ammirando!

Dall'alto della forca--con un braccio potente,

Al segnale prefisso,--ei ghermiva il paziente;

Gli chiudeva la strozza--col famoso lacciuolo;

Poi, lasciata la vittima,--ratto balzava al suolo

E, con ambe le mani--afferrati i ginocchi,

Dava uno strappo...

Il misero--schizzava in fuori gli occhi

Tremava in tutto il corpo;--contorceva la faccia;

Allungava la lingua;--dibatteva le braccia;...

Ma era affar d'un istante!...

--E il popolo plaudiva

A lui che così presto--d'una persona viva

Sapea fare un cadavere!

* * * * *

Il popol gli era grato,

Perchè soltanto il popolo--era allora appiccato.

I nobili morivano--di scure, e i popolani

Dicean: "Se mi facessero--appiccare domani

"Per man di mastro Spaghi--preferirei morire.

"Mastro Spaghi ama il popolo,--chè non lo fa soffrire!"

Poesie e novelle in versi · 第 79 / 104 题