--Fra tutti i pari suoi
Mastro Spaghi emergeva--nell'arte del capestro.
La gran pratica è vero--l'avea reso il più destro
In tal ramo di scienza;--ma il suo merito c'era.
Fabbricava lacciuoli--in siffatta maniera
Che gli altri d'imitarlo--avean tentato invano!
La seta più ribelle--di mastro Spaghi in mano
Si mutava in un filo--così forte e sottile,
Qual non l'avria mutato--la mano più gentile
D'una donna ai ricami--espertissima.
* * * * *
Quando
Saliva sopra il palco--era proprio ammirando!
Dall'alto della forca--con un braccio potente,
Al segnale prefisso,--ei ghermiva il paziente;
Gli chiudeva la strozza--col famoso lacciuolo;
Poi, lasciata la vittima,--ratto balzava al suolo
E, con ambe le mani--afferrati i ginocchi,
Dava uno strappo...
Il misero--schizzava in fuori gli occhi
Tremava in tutto il corpo;--contorceva la faccia;
Allungava la lingua;--dibatteva le braccia;...
Ma era affar d'un istante!...
--E il popolo plaudiva
A lui che così presto--d'una persona viva
Sapea fare un cadavere!
* * * * *
Il popol gli era grato,
Perchè soltanto il popolo--era allora appiccato.
I nobili morivano--di scure, e i popolani
Dicean: "Se mi facessero--appiccare domani
"Per man di mastro Spaghi--preferirei morire.
"Mastro Spaghi ama il popolo,--chè non lo fa soffrire!"