SERA

Quando dai margini--verdi, le Driadi,

Fuggendo i roridi--guazzi del Vespero,

Solinghe traggono--verso gli spechi,

I campi han echi

Indefinibili;--la brezza mormora;

L'estremo bacio,--coi raggi vividi,

Sugli alti culmini--dardeggia il sole;

Rose e vïole

Pingon la glauca--vôlta dell'etere;

I grilli trillano--fra l'erbe tenui;

E dentro il calice--chiuso dei fiori,

Nido d'amori,

Trovano un talamo--pieno d'effluvii

Gli insetti; i placidi--sonni discendono;

Ed accarezzano--le fronti umane

Estasi arcane.

È allor ch'io medito--dei melanconici

Miei versi il flebile--metro!... Di lagrime

Un vel m'intorbida--l'occhio languente;

Allor, dolente

D'inconsapevoli--mali, di squallidi

Giorni d'angoscia--sento il presagio;

Ricordo i rantoli--dei moribondi,

Penso ai profondi

Misteri, ed évoco--mille fantasimi

Torvi, ed enumero--tutte le noje,

Tutte le ambascie,--tutti i sospiri,

Tutti i deliri,

Che angustian l'anima--di quei che vivono!

E sulle spiagge--dei vasti océani

Singhiozzo e vagolo,--fremo ed impreco

Al Fato bieco

Che in quest'assidua--vita, pulviscolo

Gramo, mi esagita;--che in questo circolo

Triste m'avvinghia--dell'esistenza;

Vana parvenza,

Cui non i secoli--la via segnarono,

E che precipita--(l'indivisibile

Tarlo recandosi--d'un _perchè_ ignoto)

Giù nel remoto!...

Il Vespro è l'íncubo--della mia splendida

Musa, che inebbriasi--di ardenti cantici

Allor che in candide--nebbiose bende

L'alba risplende;

Il Vespro è l'íncubo--della mia splendida

Musa, che veglia--serena ed ilare;

E a me gli esametri, nella notturna

Ora, dall'urna

Dorata, prodiga--mescendo; il Vespero

Ha, nella tremula--penombra, il dubbio

E, nella mistica--melanconia

Ha l'agonia!

Ed io, che, trepido,--di questa effimera

Mia vita medito--l'ora novissima,

Reco nell'intima--mente una vaga

Scienza presaga:

Credo che il debole--fil, che mi tessono

Le Parche, rompersi--dovrà al crepuscolo;

E che il mio spirito--dovrà partire

All'imbrunire;

Poichè, or che in fervidi--flotti il mio sangue

Nelle ancor giovani--membra si esagita,

Io, del crepuscolo--nella penombra,

Mi sento un'ombra!

Ottobre 1876.

Poesie e novelle in versi · 第 53 / 104 题