9 FEBBRAJO 187*.

Piegate per gli amanti, scongiurate il Signore

Che creò la sventura quando creò l'amore.

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Tutti abbiam nella vita

L'ora fatal che resta, come negro stilita

Sul nostro capo, immobile, finché anuiam sottoterra.

E. PRAGA.

Questo e il mio dì fatale!...

O genti buone,

Se i canti miei v'han dato un entusiasmo.

Se una scintilla dell'anima mia

V'arse un istante, siatemi cortesi

D'una lagrima.

Ho qui dentro un'angoscia

Che non ebbi giammai!... Oggi ho perduto

L'illusione del mio primo amore!

Un amore di fuoco, uno sfrenato

Abbandono dei sensi!... Oggi colei,

Che ieri ancor nei supremi deliri

Mi chiamava il suo angelo, m'ha detto

Che spento a un tratto si sentì nel coro

Ogni disio di me!

Questo è il meriggio!

Questo è il triste meriggio della mia

Povera vita!

Io sono solo e piango,

Ed amo ancora!

Oh!... N'ho provate tante

D'amarezze quaggiù!... Negli anni primi

Io senza guida rimasi qui in terra;

Poscia, orrende compagne, ebbi la fame,

E la miseria, e il freddo, e la crudele

Compassion dei felici, e l'ironia

Dei mille!...

E quelli fùr giorni di gioja

Al paragon di questo!... Allora i canti

Giocondamente mi nascean nel cranio.

Ed io, recando un ideai tesoro

Di pöesia, indifferente o lieto

Passavo in mezzo alle sventure mie!

Oh! Maledetta la tua testa bionda,

O crëatura, che hai forma di donna!

Tu, venuta per compier l'anatèma

Che un'altra mi scagliò, quand'io non volli

Da amor turbati i miei futili sogni

Di gloria!... Oh!... Mille volte maledetta

Quella tua bocca ch'io baciai fremendo!

Quelle tue carni che col labbro mio

Consacrai tutte!

O carni!... O polve!... O vermi

Olezzanti d'olezzi celestiali!

S'agita ancora questo sangue mio.

Tumultuando, s'io ripenso a voi!

Ma un più intenso desir m'arde le vene!

Ed è quel di vedervi entro una bara

Scender sotterra a tornar vermi e polve!

Maledetta la man che mi porgesti,

O donna, il dì che ti venni dinanzi!

Maledetto il tuo seno e maledette

Le tue spalle! Ed il piè, con cui movesti

Ai ritrovi d'amor che m'han bëato!

E la tua lingua e le beltà recondite

Del tuo corpo, in eterno maledette!

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Io nacqui buono, e là, dove potea

Giunger la mano mia, sempre una lagrima

Tersi; e, piangendo, il perdono implorai

Persin dai bimbi, se, cieco per l'ira,

Recai loro un'offesa; ed amo i fiori

E l'indulgenza; e un'immensa vergogna

Mi sale al viso s'io penso che alcuno,

Più debole di me, può dir: "_Tu, forte,

"Mi oltraggiasti!_"

Ma in questa ora fatale

Io medito un delitto; ed accarezzo

Nefande idee di sangue; e s'io potessi

Esser solo con _lei_, lontan da tutti,

Non veduto, nell'ombra, io la vorrei

Vigliaccamente uccidere!... Vorrei

Vederla agonizzar fra le mie braccia;

E guardarle negli occhi, annebbïati

Dalla morte; e coll'ugne, gocciolanti

Del sangue suo, vorrei scavarle io stesso

La fossa; e seppellirla; e fra le genti

Tornar ridendo; e pormi sulla faccia

Una maschera; e il dì, che la sua salma

Assassinata fosse discoverta,

Vorrei mescermi al volgo impietosito;

E simular le lagrime; e cantarne

Le laudi: e a tutti asseverar, piangendo,

Ch'io ne morrò d'angoscia!...

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Oh!... Scellerate

Aberrazioni!... Oh!... Mia povera mente!

Oh!... Accesa lava dei miei fervidi anni!

Deh'... Perdonate!... Io sono un pazzo!... Io piango

E son solo!...

E il profil di quella bionda

Testa di donna io l'ho dinanzi agli occhi

Come nei dì ch'io la copria di baci!

Or mansueto le favello:

"O amata

"Crëatura gentil, vorrei morire

"Pria di vederti piangere!... Darei

"Tutto il mio sangue per vederti lieta!

"Alla legge d'amor chino la testa!

"Qual colpa è in te se i baci miei, che un giorno

"Ti davano il delirio, or ti dan noja?

"Qual colpa e in te, che., lagrimando, forse

"T'aggrappasti, nell'ultime giornate,

"Ai ruderi sconnessi d'un affetto

"Che cadeva in rovina?!

"È eterna legge

"Che la fiamma d'amor non duri eterna!

"Ma eternamente io porterò nel cuore

"La tua dolce memoria! E benedetto

"Dirò il giorno, in cui tu, nulla chiedendo

"Fuor che carezze, a me, che non osavo

"Neppur sperarlo, spalancasti il cielo

"Di tue beltà!...

"Non ha gemme la terra

"Che paghino una sola ora d'amore!...

"Ed io fui ricco!... Ed or di mia dovizia

"Le briciole soltanto, le memorie,

"Conforteranno i miei venturi giorni!

"Ah!... S'io potessi (ineffabil miracolo!)

"Dimenticare le tue carni e il tuo

"Sembïante, e il tuo nome, e rammentarmi

"Dei nostri baci e delle nostre notti

"Come di baci e di notti trascorse

"In altra vita che non sia codesta!

"Come di eventi di tempi remoti!

"Deh!... Fa ch'io non ti vegga!... Solitario

"Mi chiuderò fra quattro mura, e lungi,

"Lungi di qui vo' seppellirmi, in fondo

"A qualche tetra valle, o in cima a un'alpe,

"Pur ch'io più non incontri nelle vie

"Il tuo flessibil corpo da libellula,

"Che nelle forme aggrazïate ha un fascino

"Voluttüoso che insulta e tormenta!

"Pur ch'io più non ti vegga!... o un vel di sangue

"M'offuscherà dell'intelletto il lume!

"Ed io dovrei bruttar la vita mia

"Inconsapevolmente (ahi mi perdona!)

"D'una macchia di sangue!"

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O genti buone,

Se i canti miei v'han dato un entusiasmo,

Se una scintilla dell'anima mia

V'arse un istante, siatemi cortesi

D'una lagrima!

Ho qui dentro un'angoscia

Che non ebbi giammai!... Oggi ho perduto

L'illusïone del mio primo amore!

Questo è il mio dì fatale!... E l'abbiam tutti,

Genti buone, quaggiù!... Questo è il meriggio!

Questo è il triste meriggio della mia

Povera vita!... E mi coce il sollione

Dei più torbidi affetti, ed ho nel cuore

Il fuoco e lo splendore smaglïante

Che nel meriggio abbacina ed uccide!

Io sono solo, e piango, ed amo ancora!

Milano, febbraio 187*.

Poesie e novelle in versi · 第 52 / 104 题