IL SECOLO DI PERICLE

(AL MAESTRO GIOVANNI RINALDI)

Sotto la ferrea--clava spartana

Isterilivasi,--schiava gemente,

La nata libera--volontà umana.

Delfo, silente,

Sull'aureo tripode--parea dormire,

Poichè le belliche--tube eran mute,

Nè più all'Oracolo--chiedevan l'ire

Senno e virtude.

Nojata e gelida--la Pitonessa

Sonar nel tempio--non intendea

Che d'una vecchia--la voce fessa

Cui, sorda, Igea

Degli anni all'ónere--curva lasciava,

O qualche timida--prece d'amore

Che su virginee--labbra mandava

L'ansia del cuore.--

Tebe era mutola;--tacea Corinto;

Messene, esangue,--nelle sue mura

Chiudeva un popolo--per sempre vinto

Dalla sciagura.

Brandían gli Ellenii--zappe e bipenni!

Di illustri ceneri--piene eran l'urne,

E le Olimpiadi--venian solenni

E taciturne

A baciar l'ampie--fronti dei saggi...

Ma, in fondo ai bigî--tempi, un fulgore

Brillava... ed erano--gli accesi raggi

Di Atene in fiore.

Poesie e novelle in versi · 第 19 / 104 题