NOTE:

[1] La Perre de Roo. Le guide illustré de l'éleveur.

[2] Il De Foucault alleva appunto circa 700 capi di razza Langshan ogni

anno.

[3] E. BALDAMUS: _die Federviehzucht_.

[4] La mancata fertilità, così il Darwin, mostra che gli effetti

nocivi della consanguineità sono indipendenti dall'accumulamento delle

tendenze morbose comuni ai due progenitori, benchè questo accumulamento

sia senza dubbio spesso assai nocivo.

[5] Prütz. Illustrirtes Mustertaubenbuch.

[6] La Perre de Roo, nostro venerato maestro in avicoltura, condanna la

manìa dei fabbricanti di razze:

«Conosco degli allevatori che sono invasi dalla manìa di erigersi a

riformatori di tutte le razze d'animali domestici conosciuti mediante

l'incrociamento.»

«Che gli amatori ricchi si divertino a creare delle nuove razze di

colombi o tentino di fissarle, ciò che mi sombra più difficile, senza

incoraggiarli in questa impresa, in cui gli insuccessi formano la

regola ed i successi formano l'eccezione, io non posso fare altro che

approvare questo genere di piacere e d'innocente distrazione. Ma non

saprei egualmente approvare la manìa d'incrociare le nostre diverse

razze di polli; poichè il pollaio è, per molto persone, una fonte

di guadagni, che esige d'essere diretta con intelligenza da pratici

provetti e non da maniaci.»

[7] In quale modo i caratteri di ogni qualità si trasmettono di

generazione in generazione non è ancora decifrato, senonchè il Darwin

tenta di spiegare i fenomeni dell'eredità dei caratteri colla sua

ipotesi della pangenesi e Häckel colla sua teoria della perigenesi.

Uscirei dai limiti di questo lavoro se volessi accennare alle due

sullodate ipotesi, perciò l'allevatore che volesse interessarsene non

ha che ricorrere all'opera del Darwin: _Variazione degli animali e

delle piante allo stato domestico_ e anche alla _Teoria dell'evoluzione

di G. Canestrini_.

[8] DARWIN — _Variazioni._

1. La sterilità delle specie distinte, allorchè s'incrociano per la

prima volta, come quella dei loro prodotti ibridi, offre quasi tutti

i passaggi graduati dallo zero, dove l'ovulo non è mai fecondato,

fino alla sterilità completa. Alla conclusione, che alcune specie

sono feconde nell'incrociamento, noi possiamo sfuggire solamente

coll'ammettere che tutte le forme, che sono perfettamente feconde,

debbonsi considerare come varietà.

2. Il grado di sterilità in un primo incrociamento fra due specie, non

è sempre strettamente parallelo a quello dei loro prodotti ibridi:

si conoscono molti casi di specie che s'incrociano facilmente, ma

danno ibridi affatto sterili ed al contrario, delle specie che non

s'incrociano che con grande difficoltà, e producono nondimeno degli

ibridi molto fecondi. Seguendo l'idea che le specie sono state dotate

di una sterilità reciproca, specialmente destinata a mantenerle

distinte, questo fatto è inesplicabile.

3. Il grado di sterilità differisce spesso assai in due specie

reciprocamente incrociate; la prima potendo facilmente fecondare la

seconda, mentre che questa resterà incapace, malgrado dei tentativi

ripetuti, di fecondare la prima. Anche gli ibridi provenienti

dall'incrociamento reciproco fra due stesse specie possono talvolta

differire molto per la loro fertilità; fatti egualmente incomprensibili

nel supposto che la sterilità sia una dote speciale.

4. Il grado di sterilità dei primi incrociamenti e degli ibridi è

fino ad un certo punto legato all'attività generale o sistematica

delle forme che si cerca di unire, poichè specie appartenenti a generi

diversi non possono che raramente incrociarsi, e mai quelle di famiglie

differenti. Però questo parallelismo è lontano dall'essere completo;

poichè molte specie molto vicine non possono appaiarsi oppure con

grande difficoltà; mentre altre molto più differenti fra loro possono

essere molto facilmente incrociate.

5. Gli ibridi ed i meticci, ad eccezione della fecondità, presentano la

più grande analogia tra di loro sotto tutti gli altri rapporti, per la

loro somiglianza ai genitori, per la loro tendenza alla riversione, per

la loro variabilità ed in ciò che per ripetuti incrociamenti vengono

assorbiti dall'una o dall'altra delle forme genitrici.

[9] Fare la croce, termine tecnico adoperato dagli allevatori che

indica uno stadio di sviluppo delle anatre in generale e propriamente

quando le ali piegate sul dorso si toccano colle estremità.

[10] Il prof. Ghigi in un notevole articolo sul giornale degli

allevatori esclude recisamente la possibilità d'un siffatto incrocio a

tenore di quanto segue:

Per quanto io abbia scartabellato nelle più accreditate e diffuse

bibliografie ornitologiche, non sono riuscito a trovare alcuna

indicazione sicura di incrociamenti fra pollo e tacchino. Perciò è

riuscita tanto più sbalorditiva per me l'opinione riportata da Teodoro

Pascal in una «Teorica dell'allevamento degli animali da cortile»

che la razza di polli conosciuta per Collo nudo della Transilvania,

discenda da prodotti che avevano sangue di tacchino.

Tale ipotesi non regge alla più superficiale critica.

I caratteri del pollo di Transilvania denoterebbero che del tacchino

pochissimo vi sia rimasto: un avicultore direbbe per esempio che vi

sono 9/10 di pollo e 1/10 di tacchino.

Or bene è noto che nei fenomeni intimi della fecondazione, pronucleo

maschile e pronucleo femminile recano in ciascuno la metà del numero di

cromosomi normale alle cellule germinali di ciascun genitore ond'è che

il nucleo di segmentazione risulta composto di elementi paterni e di

elementi materni in eguale misura, ed il prodotto dovrà avere tanto del

padre quanto della madre.

Se l'ibrido è fecondo, come nel caso del fagiano dorato e del Lady

Amherst, incrociandolo con uno dei genitori si potrà aumentare il

numero degli elementi dell'una specie di fronte a quelli dell'altra.

Indicando con _n_ il numero dei cromosomi del fagiano Dorato e con

_m_ il numero di quelli del fagiano di Lady Amherst è evidente che il

numero dei cromosomi del nucleo di segmentazione appartenente all'uovo

fecondato che produrrà l'incrocio è di

(n + m)/2

Il nucleo di segmentazione dell'uovo dell'incrocio fecondato ancora dal

padre, sarà poi rappresentato dalla formula

(n + m)/2 + m

-------------- = (n + m)/4 + m/2

2

d'onde si vede come il numero degli elementi dell'una specie possa

crescere a spese del numero degli elementi dell'altra.

Ma nel caso del tacchino e del pollo saremmo certamente di fronte ad

ibridi infecondi, ond'è che la possibilità della eliminazione parziale

dei caratteri di una specie, come sopra abbiamo esposto, scompare.

Si obbietterà che non avendo mai veduto ibridi di tacchino e di

pollo, i quali debbono pur tuttavia ritenersi possibili essendo

perfino registrato un ibrido di pollo e di erace, la mia asserzione

di infecondità è discutibile. Esso però ha solido fondamento nelle

analogie.

Ma ciò che riuscirà forse più strano per il lettore è l'apprendere che

un ibrido di pollo e tacchino avrebbe certamente il collo vestito di

penne e non nudo. L'esperienza ha dimostrato che negli ibridismi tra

forme notevolmente diverse, sui caratteri paterni e materni predominano

i caratteri atavici vale a dire quelli degli antenati comuni alle due

specie, ond'è che nei gallinacei i primi caratteri a sparire sono le

appendici carnose, le quali sono di acquisto recente come ci vien

dimostrato anche dallo sviluppo. E siccome il collo del tacchino è

morfologicamente nudo, ma provvisto di penne brevissime con barbe

in gran parte atrofizzate, nell'ibrido queste penne combinandosi con

quelle eccessivamente allungate del pollo, ritorneranno normali; tali

cioè da ricoprire l'intero collo dell'animale.

Importanza e risultati degli incrociamenti in avicoltura · 第 7 / 8 题