fatto tremare i suoi nemici, cominciava ad allontanarsi, e l’opera sua,
in gran parte di carattere personale, si andava sgretolando sotto le
esigenze del tempo, nell’infiacchirsi della sua parte e nel risorgere
delle tendenze democratiche. Molta parte dell’aristocrazia rinunziava
alla sua intransigenza, per meglio resistere con graduali concessioni
al nuovo impeto della parte popolare e, con la conciliazione, tener
lontana ancora l’ora della sua fine. Mutava la sua orientazione
politica, e l’appello di Verre dovea perdersi come una voce
inascoltata: Verre stesso diveniva quel che di peggio può avere, in
certi momenti, un partito reazionario: un troppo zelante partigiano,
un incomodo amico. Alcuni anni innanzi, l’interesse di classe avrebbe
potuto suggerire il salvataggio di Verre; e l’oligarchia romana si
sarebbe condotta verso di lui, come, non di rado nella storia, come,
anche oggi, la classe dominante si conduce rispetto ad uomini, che
assai più di Verre hanno offesa la legge e la morale, ma che si credono
ancora utili; tanto più utili anzi, quanto più sono impulsivi ed
inaccessibili ad ogni scrupolo.
Lo spirito di conservazione della classe esigeva, in quel momento,
piuttosto il sacrifizio che il salvataggio di Verre. E così fu fatto.
La _lex Aurellia iudiciaria_, tenuta in sospeso mentre Verre sembrava
rinunciasse a difendersi, e promulgata, quando parve che risorgessero
il suo ardire e le sue speranze[1060]; fu l’indizio di questo momento
politico, e, per Verre, il pronostico della sua condanna.
Egli, nella pendenza del giudizio, rimase ancora incerto, cercando,
forse, ancora un’estrema via di scampo.
Mandò un messaggio a Messana, chiedendo che fosse dichiarato Heio degno
d’ignominia per la parte presa contro di lui[1061].
Intanto restava ancora a Roma. Dopo che il primo stadio della causa fu
chiuso, fu visto in casa di L. Sisenna stare a contemplare con occhi
appassionati alcuni arredi di argento, oggetto egli stesso di curiosità
per tutti gli altri[1062].
[La fine.]
Ma a misura che il secondo periodo della causa stava per avvicinarsi,
vide la necessità di lasciar Roma, e partì in volontario esilio.
Le speranze erano venute meno in lui; e, presente o assente, la sua
vita pubblica era chiusa per sempre. Fu, in qualche parte, disdegno che
l’indusse a partire, senz’attendere la sentenza? Era sopratutto il suo
interesse che gli dettava di far così.
Troncando col suo volontario esilio quel giudizio di carattere penale,
tra lui ed i Siciliani non vi sarebbe stato più luogo che ad una causa
civile, in cui molto più difficile riesciva il provare i profitti
che gli si attribuivano, e in cui, oltre a tutte le armi che le
sottigliezze giuridiche potevano mettergli in mano, gli doveano giovare
anche, specialmente in quanto all’acquisto delle opere d’arte, que’
documenti, di cui si tentava impugnare l’efficacia nel giudizio di
concussione.
Con questo anche si può spiegare che la condanna di Verre fu ridotta a
tre milioni, soltanto, di sesterzî[1063].
Se ne andò, così, Verre in esilio con le sue ricchezze, con le statue,
che avea saputo mettere in salvo[1064], co’ suoi vasi corinzî; ed in
quegli ozî invecchiò, non rimpiangendo forse il prestigio del comando e
l’agitata vita pubblica e le speranze di maggiori onori.
A quelle sue collezioni artistiche teneva tanto, che il non essersene
voluto separare, gli avrebbe, secondo la tradizione, procurata la morte
da parte di M. Antonio, il _corinthiarius_, che desiderava appunto i
suoi vasi corinzî[1065], e non trovò miglior mezzo, per averli, che
comprendere il proprietario nelle liste di proscrizione triumvirali.
E, se non è inventato per ispirito di parte, e ripetuto per comodità di
rettorica[1066], seppe morire virilmente.
Prima di morire avea anche saputo, e non senza intima soddisfazione, la
morte del suo accusatore[1067], il quale avea resa più vergognosa e più
amara la sua fuga scrivendo quelle orazioni che non avea potuto tutte
pronunziare.
Tutte cose da inserire negl’inventarî della provvidenza divina!
Ma Lattanzio dice[1068] che gli dèi del tempo erano inetti a
vendicarsi, perfino delle ruberie e de’ sacrilegî; ed il suo dio,
evidentemente, non guardava ancora a questi suoi regni d’occidente!
ERRATA CORRIGE
Pag. 37, lin. 4, confidare affidare
» 43, » 3, primi prima
» 53, » 15, procedere procedimento
» 54, » 25, mezza mezzo
» 55, » 30, era eran
» 56, » 4, contamniati contaminati
» 57 e _passim_: Agrigento Agrigentum
» 58 e _passim_: Siracusa, Siracusae Syracusae
» 64 e _passim_: Lilibeo, Lilybeum Lilybaeum
» 80, lin. 11, lece fece
» 91, » 9, spegate spiegate
» 96, » 4, nell’uffizio dell’uffizio
» 103, » 8, l’anno appresso due anni appresso
(73 a. C.) (72 a. C.)
» 104, » 4, avuta avuto
» 108 e _passim_: Messina Messana
» 109 e _passim_: Agyrrium Agyrium
» 165, lin. 19, presa preso
INDICE
I.
LVXVRIA INCVBVIT VICTVMQUE VLCISCITVR ORBEM
Le conquiste oltremarine di Roma Pag. 3
La nuova vita romana » 6
La rivoluzione economica » 9
I cavalieri » 11
Il nuovo costume » 13
Disparità delle fortune » 14
La vita politica » 16
La corruzione elettorale e la dilapidazione delle
provincie » 17
II.
PRAEDIA POPULI ROMANI
La formazione delle provincie » 21
Il diritto di guerra » 22
Le conseguenze della conquista » 24
La _lex provinciae_ » 25
Sistema d’imposizione » 27
Le provincie e i magistrati » 29
Il governatore della provincia e i suoi dipendenti » 31
I pubblicani » 33
I _negotiatores_ » 36
La _praefectura_ e la _legatio libera_ » 37
III.
PATRONA SOCIORUM
Roma e gli stranieri » ivi
L’origine delle _leges de repetundis_. La
_lex Calpurnia_ » 41
La _lex Junia_ » 43
La _lex Acilia_ » 44
Le _leges Serviliae_ » 50
La _lex Cornelia de repetundis_ » 52
La pena » 53
Le vicende del potere giurisdizionale e de’ giudizî » 55
IV.
INSULA CERERIS
La conquista e l’ordinamento della Sicilia » 57
Le città di Sicilia » 60
La condizione delle città » 62
Città federate ed indipendenti » ivi
Città decumane » 63
Città censorie » 64
Altri tributi » 65
Ordinamento locale » 66
Sistemi d’elezione » 67
Le _leges Rupiliae_ » 68
La _lex Hieronica_ » 70
I poteri del governatore » 74
Le condizioni economiche della Sicilia » 76
V.
HOMO AMENS AC PERDITUS?
Le Verrine » 79
C. Verre e la sua famiglia » 82
La questura di Verre » 84
La legazione e la proquestura di Verre » 87
Il viaggio » 88
L’avventura di Lampsaco » 89
Il brigantino di Mileto » 90
Verre tutore » 91
Verre e Dolabella in giudizio » 92
La pretura di Verre » 94
L’eredità di P. Annio » 96
L’eredità di P. Trebonio » ivi
L’eredità di Sulpicio Olympo » 97
Verre e la _lex Voconia_ » ivi
Verre e la _lex Cornelia de proscriptis_ » 99
Verre e il diritto successorio de’ patroni » 100
La giustizia di Verre » 101
Chelidone » 102
La manutenzione de’ pubblici edifici » 103
La _sortitio iuniana_ » 106
VI.
QUASI IN PRAEDAM
Verre e i suoi accoliti in Sicilia » 107
L’eredità di Apollodoro Laphirone » 108
L’eredità di Sosippo e Philocrate » 109
I metodi giudiziari di Verre » ivi
L’eredità di Eraclio Siracusano » 110
L’eredità di Epicrate » 112
La condanna di Sopatro di Halycia » 113
Il caso di Stenio da Thermae » 114
L’ingerenza nelle elezioni de’ magistrati locali » 116
I sacerdozî » 117
I censori » ivi
Le statue » 118
Le esportazioni abusive » 119
L’amministrazione frumentaria. — Verre e la _lex
Hieronica_ » 120
Le angherie degli agricoltori » 122
Le città e il riscatto delle decime » 124
Le compere di frumento » 127
La caccia alle opere d’arte » 129
I sacrilegî » 133
Le cospirazioni degli schiavi » 136
La flotta e i pirati » 137
Il supplizio de’ navarchi » 139
I ricatti e le uccisioni » 140
Lo stato della Sicilia sotto Verre » ivi
Le gazzarre del pretore e della coorte » 141
L’addensarsi della tempesta e gli scongiuri » 142
VII.
AD ARAM LEGUM
Il carattere dell’accusa e l’ambiente » 144
Cicerone » 146
I primi maneggi di Verre » 149
La proposizione dell’accusa. Cicerone e Q. Cecilio » 150
La _Divinatio_ » 152
L’inquisizione di Cicerone » 155
Il ritorno di Cicerone » 161
La candidatura di Cicerone e i preliminari della causa » 162
I giudici della causa » 164
Le elezioni » 168
Alla vigilia del giudizio » 169
La causa » 170
Ortensio e Cicerone » 172
Gli ultimi maneggi di Verre » 175
Il sistema d’accusa di Cicerone. — L’orazione » 176
L’oggetto dell’imputazione » 180
Il danno e il risarcimento » 182
L’esame delle prove e de’ testimoni » 183
Il contegno di Ortensio e di Verre » 192
Gl’incidenti del giudizio » ivi
Il primo stadio del giudizio » 194
La difesa di Verre? » ivi
La natura delle accuse » 195
La questura e la proquestura » ivi
La pretura » 196
Il valore delle prove » ivi
L’ordinamento della Sicilia e il _ius edicendi_ » 199
Il controllo de’ giudizî » 200
La giurisdizione » 201
La creazione de’ magistrati locali » 205
Le statue » ivi
Il conferimento de’ sacerdozî » 206
Le esportazioni » 208
Verre e la _lex Hieronica_ » ivi
Gli elementi di fatto dell’accusa » 214
Le decime di Leontini » 215
Il _frumentum imperatum_ e l’_aestimatum_ » 216
La ruina dell’agricoltura siciliana » 219
Le opere d’arte » 222
Verre e i suoi acoliti » 224
Le prevaricazioni » 225
Le benemerenze di Verre » ivi
La sicurezza in Sicilia » 227
I pirati ed i provvedimenti per la flotta » 228
L’opera di Verre » 231
La causa dal punto di vista politico » 232
La fine » 234
NOTE:
[1] HEROD. V, 49-50, ed. Stein.
[2] _Fragm. hist. graec._, ed. Didot, II, 131, 88.
[3] Rhein. Mus., 1886. E. MEYER. _Die Ueberlieferung über die
lykurgische Verfassung_, 585 seg.
[4] POLYB. _Hist._, I, 1, 5, ed. Büttner-Wobst.
[5] VI, 57.
[6] MOMMSEN _Röm. Gesch._ Berlin, 1888, I^8, 781.
[7] JUV. _Sat._, II, 6, 295, ed. Weidner.
[8] OVID. _A. A._, III, 113-4, ed. Riese.
[9] BOUCHÉ-LECLERCQ. _Manuel des institutions romaines._ Paris, 1886,
pp. 60, 62, 82.
[10] M. TERENTI VARRONIS. _Saturarum Menippearum reliquiae._ Leipz.,
1865, ed. Riese, p. 215.
[11] MOMMSEN-BLACAS. _Hist. de la monnaie romaine._ Paris, 1870, II, 28.
[12] LENORMANT ET DE WITTE. _Élite des monuments ceramogr._ Intr., pp.
XLII, XLIII, XLV.
BELOT. _De la révolution économique et monétaire qui eut lieu à Rome du
III siècle._ Paris, 1886, pag. 113.
[13] BELOT. _La révolut. économ._, p. 115.
[14] BELOT E. _Histoire des chévaliers Romains_. Paris, 1873, II, p. 4
e seg.
[15] BELOT E. Loc. cit., p. 146.
[16] DELOUME A. _Les manieurs d’argent à Rome_. Paris, 1891, p. 29.
[17] Rhein. Mus. 1886. E. MEYER, l. c., p. 586.
[18] _Satur._ ed. Lachmann, p. 118, v. 1067.
[19] SAALFELD u. GUNTHER. _Der Hellenismus in Latium._ Wolfenbüttel,
1888, pp. 2, 38 etc.
[20] HORAT. _Carm._ II, 16, ed. Keller-Holder.
[21] VARRON. _Sat. Menipp._, ed. Riese, Τάφη Μενίππου, p. 225.
[22] PLIN. _N. H._, XXXVI, 2, 4-6, ed. Ianus.
[23] VARRON. _Sat. Menipp._, p. 103, II, 2.
[24] MARQUARDT J. _Das Privatleben der Römer._ Leipzig, 1886, pag. 221
e seg.
[25] JORDAN H. _Topographie der Stadt Rom in Alterthum._ Berlin, 1878,
I Bd. I Th. p. 297.
[26] FRIEDLÄNDER. _Darstellungen aus der Sittengeschichte Roms._
Leipzig, 1881, I, p. 3.
[27] _Sat. Menip._, p. 141, VII, 6.
[28] Ed. Lachmann, p. 90, v. 834.
[29] PLIN. _N. H._, XXXIII, 134.
[30] IHNE W. _Röm. Gesch._ Leipzig, 1870, II, p. 395.
[31] _Comic. Roman. fragm._, ed. O. Ribbeck. Lipsiae, 1878, p. 358, v.
644.
[32] _Maximum aes alienum amplissimorum virorum_ CIC. _ad fam._ 1, 6;
7, 3. — DRUMANN. _Gesch. Rom’s._ Königsberg, 1844, III, 186.
[33] DUREAU DE LA MALLE. _Économ. polit. des Romains._ Paris, 1840, II,
219 e seg.; 234 e seg.
[34] _Sat. Menip._, p. 217, XVII, 16.
[35] Loc. cit. p. 110, XXIV, 6, 17.
[36] Loc. cit. p. 211, V, 3.
[37] Loc. cit. p. 216, VI, 13.
[38] NEUMANN. _Geschichte Roms während des Verfalles der Republik._
Breslau, 1881, I Bd. 26-7.
[39] BELOCH J. _Die Bevölkerung der Griechisch-Römischen Welt._
Leipzig, 1886, I, p. 393.
[40] NEUMANN. Op. cit. I, 87.
[41] _Fragm. Comic. Roman._, ed. Ribbeck, pag. 27.
[42] _Satir. Menip._, pp. 100 e 216.
[43] LABATUT EDM. _La corruption électorale chez les Romains._
Paris, 1876, p. 89 e seg.; GENTILE I. _Le elezioni e il broglio nella
Repubblica romana._ Milano, 1879, p. 249 e seg.
[44] WILLEMS. _Les élections municipales à Pompei._ Paris, 1887, p. 26
e segg.
[45] _Das Kapital._ Hamburg, 1890, I^4, pp. 95-6.
[46] LABATUT. Op. cit. pp. 107, 111, 181 etc.
[47] _Sat._, ed. Lachmann, p. 111, v. 1020 _b._
[48] LIV. XXI, 63, 4; Cic. _A. S. in Verr._, V, 18, 45; L. 3, D. 50, 5
_de vacat. et excusat. munerum._ MOMMSEN. _St. R._ I^3, 497; III, 898 e
seg.
[49] C. SUET. TRANQ. _Div. Iul. 54_, ed. Roth.
[50] _Orat. Rom. fragm._, ed. H. Meyer. Turici, 1842, p. 281; AUL.
GELL. 15, 12, ed. Hertz.
[51] VALER. MAX. IV, 3, 11, ed. Haase.
[52] C. CRISP. SALLUST. _Bell. Iug._ 35, 10 ed. Dietsch.
[53] NITZSCH. _Gesch. der Röm. Republik._ Leipzig, 1884, I, p. 188; II,
p. 20.
[54] CIC. _Pro Font._ 19, ed. Klotz.
ARNOLD W. T. _The roman system of provincial administration to the
accession of Costantin the Great._ London, 1879, p. 8.
[55] ARISTOT. _Polit_, I, 2, 20, ed. Susemihl.
[56] CIC. _in Verr. A. S._, II, 3, 7.
[57] GAL. II, 7.
[58] _Lex. agr. a. 643 C. I. L._, I, 175, n. 200; BRUNS^5. _Fontes
iuris antiqui_, p. 72.
[59] LIV. XXXXV, 18, ed. Weissenborn.
[60] LIV. XXXXV, 18.
[61] LIV. XXX, 16.
[62] LIV. XXXXV, 18.
[63] ARNOLD. Op. cit. 180-7. — KUHN. _Die stadtische und bürgerliche
Verfassung des Römisches Reichs._ Leipzig, 1865, II, 1-80.
[64] LIV. XXXI, 31, 8, _... captam iisdem armis et liberatam urbem
reddidimus_; PLUT. _Marc._ 23, ed. Sintenis.
[65] BERGFELD. _Die Organisation der röm. Provinzen._ Neustrelitz,
1846, p. 16 e seg.; POLYB. 22, 7.
[66] ARNOLD. Op. cit. 201 e seg.; MARQUARDT. _Staatsverwaltung_, I^2,
269 e seg.; PERSON. _Essai sur l’administration des provinces romaines
sous la République._ Paris, 1878, pp. 89-113; KUHN. Op. cit. 1-41;
MARX. _Essai sur les pouvoirs du gouverneur de province._ Paris, 1880,
p. 20 e seg.; D’Hughes. Une province romaine sous la République. Paris,
1876, p. 15-50.
[67] CIC. _in Verr. A. S._, II, 66, 160; _De prov. cons._ 3, 6; STRAB.
IV, 1, 5: _C. I. G._, 2222, vv. 16-7.
[68] CIC. _in Verr. A. S._, III, 73; 77, 180; IV, 9, 20, 21; 34, 76;
_C. I. L._, I. _Plebisc. de Thermes_, 52-6; STRAB. VIII, 5, 5, ed.
Müller-Dubner; KUHN. Op. cit. 30-1.
[69] MARQUARDT. _StVerw._ I^2, 92.
[70] ARNOLD. Op. cit. p. 215.
[71] ARNOLD. Op. cit. p. 188; MARQUARDT. _StVerv._ II^2, 201-2.
[72] MARQUARDT. _StVerv._, II^2, 192-3; PLIN. _N. H._, XXI, 77; XXXIII,
51.
[73] CIC. _in Verr. A. S._, III, 70, 163; III, 6, 13; III, 73, 170; PRO
FLACC. 12, 14; LIV. XXI, 19; XXXII, 27; XXXVI, 4; XLIII, 8; PERSON. OP.
CIT. 161-9.
[74] LIV. XXIII, 21, 5; 32, 9; 41, 6; XXXVI, 2, 13; XLII, 31, 8.
[75] LIV. XL, 51, 8; VELL. _Pat._, II, 6, 3, ed. Haase.
[76] LIV. _epit._ 20.
[77] LIV. XXXII, 27; MOMMSEN. _Staatsrecht_, II^3, 198.
[78] LABOULAYE ED. _Essai sur les lois criminelles des Romains._ Paris,
1845, XXII-XXIII.
[79] RUDORFF. _De iurisdictione edictum. Edicti perpetui quae reliqua
sunt._ Lipsiae, 1869, p. 6-7; CIC. _in Verr. A. S._, I. 46; ad Att. 6,
1, 15; _ad fam._ III, 8, 4, 5; ASCON. in Cornel. p. 58, 15 Orelli, DIO.
CASS. 36, 40, (23) ed. Dindorf.
[80] HERMES. IV, 120 e seg.
[81] NEUMANN. _Gesch. Rom’s._ I, 62.
[82] Op. cit. pp. 62-70.
[83] L. 1, § 1, D. 39, 4 _de publicanis_, ed. Mommsen.
[84] DELOUME. _Les manieurs d’argent_, pp. 253-61.
[85] XXXV, 18.
[86] DIOD. SIC. V, 26, 3, 4, ed. Müller; CAES. _Bel. Gal._, III, 1, 2.
[87] _Ad. Quint. fratr._, I, 1, ed. Wesenberg.
[88] DELOUME. Op. cit. p. 403 e seg.; BOISSIER. _Cicéron et ses amis._
Paris, 1865, pp. 65-6.
[89] _Ad. Quint._ fr., I, 1, 13.
[90] CIC. _Pro Planc._, 13, 33.
[91] _Le Correspondant 1874._ A. NISARD. _Un gouverneur de province au
temps de Cicéron_, p. 752 e seg.
[92] _Ad. Quint. fr._, I, 1, 11.
[93] DELOUME. Op. cit. pp. 95, 176.
[94] CIC. _Pro. C. Rab. Post._, 2, 4.
[95] CIC. _in Verr. A. S._, II, 29.
[96] CIC. _ad Att._, VI, 1, 5, 6.
[97] CIC. _ad Att._, VI, 1, 6.
[98] CIC. _pro Flac._, 84, 86; _de leg. agr._, I, 3, 8; ARNOLD. Op.
cit., p. 75.
[99] _Fest. s. v. Reciperatio_, 274 Muller.
[100] DIONYS. VI, 95, ed. Jacoby.
[101] BETHMANN-HOLLWEG. _Der röm. Civilprocess._ Bonn, 1864, I, 53,
67-8.
[102] VOIGT. _Das jus naturale aequum et bonum und jus gentium der
Römer._ Leipzig, 1858, II, 218.
[103] Op. cit. II, 219-20.
[104] LIV. XLIII, 2.
[105] WILLEMS. _Le sénat de la république romaine._ Paris, 1888, II,
275-6.
[106] VOIGT. Op. cit. II, 193.
[107] ZUMPT A. W. _Das Criminalrecht der röm. Republik._ Berlin, 1868,
II, 1, p. 16.
[108] BELOT. _De la revolut. économ._ p. 26; BETHMANN-HOLLWEG. Op.
cit., I, 69.
[109] DIONYS. VI, 95.
[110] VOIGT. Op. cit., II, 196.
[111] LIV. XLIII, 8; ZUMPT C. T. _De legibus iudiciisque repetundarum
in Republica Romana._ Berlin, 1895, p. 9; ZUMPT A. W. Op. cit., II, 1,
p. 20.
[112] CIC. _Brut._ 27, 106; _De off._, II, 21, 75.
[113] REIN. _Das Criminalrecht der Römer._ Leipzig, 1844, p. 614.
[114] MOMMSEN. _Röm. St R._, II^3, 583.
[115] MOMMSEN. _St. R._, II^3, 223-4; LABOULAYE. _Essai sur les lois
criminelles des Romains._ Paris, 1845, p. 198.
[116] BRUNS^5. _Fontes iuris Romani antiqui_, ed. Mommsen. _Lex Acilia
repet. vs._ 23 e 74.
[117] _Annali dell’Istituto di corrispondenza archeologica_ (1849),
vol. 21, p. 9.
[118] _C. I. L._, I, p. 54.
[119] REIN. Op. cit., 615-6.
[120] ZUMPT C. T. _De legibus iudiciisque_ etc. p. 15; REIN. Op. cit.,
646 e seg.; ZUMPT _Der Criminalprocess der röm. Republik._ Leipzig,
1871, p. 468 e seg.
[121] VAL. MAX. (V, 8, 3) narra del caso di D. Iunio Silano, ma questi
non venne sottoposto all’ordinario procedimento della _quaestio_,
bensì, per volere concorde anche degli accusatori, deferito al giudicio
del padre, che di ciò avea fatta domanda, e riconosciuto da lui
colpevole, finì suicida (ZUMPT _C. R._, II, (1), 21). Lentulo è detto
da VAL. MAX. (VI, 9, 10) condannato secondo la lex Caecilia, ma deve
intendersi Calpurnia. _C. I. L._, p. 54; ZUMPT _Cr. Pr._, 468; _Cr.
R._, II, 1, 25; REIN. Op. cit. 646.
[122] _App. B. Civ._, I, 22, ed. Mendelsohn; CIC. _in Verr. A. S._,
1, 13; VELLEIUS. II, 6, 3; 13, 2; 32, 3; FLOR. III, 17, ed. Salmasii;
PLIN. _N. H._, XXXIII, 34; TACIT. _Ann._, XII, 60, ed. Nipperdey;
BELOT. _Hist. des chev._, II, 233 e seg.
[123] _C. I. L._, I, p. 54.
[124] CIC. _in Verr. A._ I, 17, 51, 52.
[125] KARLOWA. _Röm. Rechtsgesch._ Leipzig, 1885, I, 432 e seg.
[126] _Cr. R._, II, 1.
[127] _C. I. L._, I, p. 64.
[128] _Lex Ac. rep_. v. 2.
[129] _C. I. L._, I, p. 64.
[130] _Lex Acil. rep._, v. 59.
[131] _Lex Ac. rep._, v. 58.
[132] _Lex Ac. rep._., v. 57.
[133] ZUMPT _C. R._, II, (1), 159.
[134] ZUMPT _C. R._, II, (1), 160.
[135] _Lex Ac. rep._, v. 57.
[136] _Lex Ac. rep._, v. 62 e seg.
[137] ORELLI, 569.
[138] _Lex Ac. rep._, v. 12, 16.
[139] _C. I. L._, I, p. 65; MOMMSEN. _St. R._, II^3, p. 191, A. I.
[140] _Lex Ac. rep._, v. 13, 16, 17.
[141] Loc. cit., v. 18.
[142] _Lex Ac. rep._, 1, 20.
[143] _Lex Ac. rep._, v. 22-23. Si trovano di nuovo qui eccepiti tutti
quei funzionari, che innanzi erano stati eccepiti come incapaci di
entrare tra i quattrocento cinquanta, il che ha dato luogo a dissensi
d’interpretazioni e di supplementi, in cui non entro, trattandosi di
una discussione speciale che non riguarda questo lavoro. Cfr. ZUMPT _C.
R._, II, (1), 127 e seg.
[144] _Lex Ac. rep._, v. 25-6.
[145] Loc. cit. v. 30-1.
[146] Loc. cit. v. 30-3; VOIGT. Op. cit. IV, 385.
[147] _Lex Ac. rep_., v. 36-56.
[148] Loc. cit. v. 56.
[149] Loc. cit. v. 76-79.
[150] _C. I. L._, I, p. 56.
[151] ZUMPT _C. R._, II, (1), 187-8.
[152] IUL. OBSEQU. _prodig. lib._ c. 101 (41) ed. Jahn; CASSIOD.
_Chron. s. a._ 648, ed. Mommsen.
[153] TACIT. _Ann._, XII, 60; CIC. _de inv._, I, 49; _Brut._, 44, 164.
[154] LABOULAYE. Op. cit. 231 e seg.; ZUMPT _C. R._, II, (1), 192 e
seg.; GEIB. _Gesch. des röm. Criminalprocess._ Leipzig, 1842, p. 198.
[155] CIC. _Brut._, 62, 224.
[156] ZUMPT _C. R._, II, (1), 192.
[157] CIC. _Pro Rab. Post._, 4, 8.
[158] CIC. _in Verr. A. S._, I, 9, 26.
[159] CIC. _Pro Balb._, 24, 54.
[160] CIC. _Brut_, 22, 86; Val. Max. VIII, 1, 11.
[161] S. v. _res comperendinata_, p. 282, Müller.
[162] CIC. _in Verr._, I, 9.
[163] GEIB. Op. cit. p. 378.
[164] _C. R._, II, (1), 359, 371.
[165] CIC. _Pro C. Rab. Post._, 4, 8.
[166] CIC. _in Verr. A. S._, II, 31, 77.
[167] CIC. _in Verr. A. S._, IV, 5, 10. Dicet aliquis: Noli isto
modo agere cum Verre, noli eius facta ad antiquae religionis rationem
exquirere; concede ut impune emerit, modo ut bona ratione emerit, nihil
pro potestate nihil et invito, nihil per iniuriam.
[168] CIC. _in Verr. A. S._, I, 22; IV, 5.
[169] CIC. _in Verr. A. S._, II, 21.
[170] CIC. _in Verr. A. S._, II, 58, 142.
[171] CIC. _in Verr. A. S._, III, 72, 168.
[172] CIC. _in Verr. A. S._, IV, 4, 8.
[173] V, 3.
[174] _Ps. Asc._ p. 146, Orelli; REIN. Op. cit. 622.
[175] Op. cit. 622; CIC. _in Verr. A. S._, II, 31, 76.
[176] ZUMPT C. T. _De legibus et iudiciis_, etc. 41.
[177] _v._, 23.
[178] _Rhetoric. ad Herenn._, I, 11, 20, ed. C. L. Kayser.
[179] _Zeitschr. der Sav. Stift. für R. G._, IX (XXII), _R. A._, p.
403; _C. I. L._, XII, 6038.
[180] CIC. _Div. in Q. Caecil._, 5; A. S., I, 10.
[181] ZUMPT C. T. _De legib. iudic._, etc. p. 40.
[182] ZUMPT _C. R._, II, (1), 361.
[183] CIC. _Div. in Q. Caecil._, 5.
[184] CIC. ap. Ascon. in Cornel. p. 79, Orelli; ZUMPT _C. R._, II, (1),
259; ZUMPT C. T. _De legib._, p. 85.
[185] ORELLI BAITER. _Onomasticon Tullianum_, Turici, 1838, _Index
legum s. v. Aurellia iudiciaria_.
[186] APPIAN. _B. C._, I, 35.
[187] ZUMPT A. W. _Criminalprocess_, p. 469 e seg.; REIN. Op. cit. 646
e seg.
[188] CIC. _Div._, 21; _A._, I, 13.
[189] CIC. _in Verr._, _A._, I, 13.
[190] CIC. _Pro Sest._, 64, 35; _in Vat._, 12, 29; _in Pison_, 37, 90.
[191] ZUMPT _C. R._, II, (2), 294 e seg.; REIN. Op. cit. 623 e seg.;
ZUMPT C. T. _De legib._, p. 60; LABOULAYE. Op. cit. p. 300.
[192] LIV. _Epit._, 19; XXX, 44; POLYB. I, 61, 3.
[193] ZONAR. VIII, 9 ed. Dindorf; PAIS. Alcune osservazioni sulla
Storia e sull’amministrazione della Sicilia durante il dominio romano.
Palermo, 1888, p. 58, 60 e seg.
[194] LIV. XXV, 23-31.
[195] LIV. XXVI, 40.
[196] SIC. 2, 2.
[197] LIV. _ep._, 20; SOLIN. 5, 1, ed. Mommsen; MOMMSEN. _St. R._,
II^3, 1, 198.
[198] SOLIN. l. c.; KLEIN. _Die Verwaltungsbeamten der Provinzen des
Röm. Reichs bis auf. Diocletian._, Bonn, 1878, I, p. 11.
[199] MOMMSEN. _Röm. Gesch._, I^8, 545.
[200] KLEIN. Op. cit. p. 5.
[201] BERGFELD. Op. cit. p. 9.
[202] POLYB. VIII, 5; LIV. XXIV, 27 e seg., XXVII, 8, 16; KLEIN. Op.
cit. pp. 5, 14, 16-7.
[203] LIV. XXV, 40.
[204] LIV. XXVI, 40.
[205] LIV. XXVI, 21.
[206] PAIS. Op. cit. pp. 63-4.
[207] LIV. XVI, 40.
[208] VALER. MAX. VI, 9, 8; SCHOL. GRONOV. ed. Orelli 391; CIC. _in
Verr. A. S._, II, 13-16.
[209] BELOCH. _Die Bevölkerung der Griech. Röm. Welt_, Leipz. 1886,
p. 299; PAIS. Op. cit. pag. 7 sg.; Altrimenti KUHN. _Die städt. bürg.
Verfassung des Röm. Reichs._ Leipz. 1864-5, II, p. 61.
[210] XXIII, 4, Didot.
[211] LIV. XXVI, 40.
[212] Cic. in Verr. A. S., II, 53, 133; 55, 137.
[213] Cic. in Verr. A. S., III, 6, 13.
[214] Cic. in Verr., loc. cit.
[215] Cic. in Verr. A. S., V, 22, 56; 51, 133.
[216] PAIS. Op. cit. p. 26.
[217] XXVI, 40.
[218] PAIS. Loc. cit.
[219] PAIS. Op. cit. pp. 27-64.
[220] NITZSCH. _Die Gracchen._ Berlin, 1847, p. 56.
[221] CIC. _in Verr. A. S._, V, 20, 51.
[222] VOIGT. _Das jus nat. aequum et bonum und jus gentium der Römer_,
II, 397, n. 456.
[223] _A. S._, III, 70, 163; V, 21, 52.
[224] VOIGT. Op. cit. II, p. 398, 9, n. 459; RUDORFF. _Schriften d.
Röm. Feldmesser_, II, p. 315.
[225] PERNICE. _Parerga_ in _Zeitschrift für Savigny-Stiftung, Röm.
Abth._ V, p. 64.
[226] CIC. _in Verr. A. S._, III, 6, 13.
[227] DARESTE. _De forma et conditione Siciliae provinciae Romanae.
Lutetiae_, 1850, p. 33.
[228] CIC. _in Verr. A. S._, V, 21, 53.
[229] CIC. _Divin. in Q. Caecil._, 3, 8; Cic. _in Verr. A. S._, I, 50,
130; III, 7, 18; MOMMSEN. _St. R._, II^3, 336-7.
[230] VOIGT. Op. cit. l. c.
[231] CIC. _in Verr. A. S._, III, 46, 110 e seg.; 49, 117 e seg.
[232] CIC. _in Verr. A. S._, II, 53, 131; 56, 139.
[233] CIC. _in Verr. A. S._, II, 70, 169; III, 71, 167; DARESTE, op.
cit. 42.
[234] CIC. _in Verr. A. S._, II, 71, 171, 75, 185.
[235] CIC. _in Verr. A. S._, III, 71, 167, ed. Zumpt, p. 589.
[236] DARESTE. Op. cit. p. 43.
[237] CIC. _in Verr. A. S._, II, 49, 122; 67, 161; III, 45, 108; 73,
170; IV, 8, 17; 34, 76; V, 8, 21; 17, 44.
[238] Senatus Thermitanorum CIC. _in Verr. A. S._, II, 36, 88,
Agrigentinorum, II, 50, 123; Senatus Agyrinensis, III; 31, 73;
Amestratinus, III, 39, 88; Senatus Imacharensium; A. S., III, 42, 100;
in Senatu Entellino; _A. S._, III, 87, 200; Senatus Tyndaritanus; _A.
S._, IV, 39, 40; Catinae magistratus, senatus, curia; _A. S._, I, 45,
99, 100.
[239] Senatus Syracusanus, Senatum populumque Syracusanum, curia, _A.
S._, IV, 61 e seg.
[240] _A. S._, II, 5, 14.
[241] CIC. _in Verr._, I, 3, 7; A. S., II, 42, 103; 46, 114; 49, 120;
59, 146; 64, 155; III, 39, 89; 42, 100; 67, 161; IV, 62, 138; 64, 143
e seg.; V, 24, 61; 39, 103; KUHN. Op. cit. II, 58 e seg.; DARESTE. Op.
cit. p. 16.
[242] CIC. _in Verr. A. S._, IV; 23, 39, 85; C. I. G., 5491=KAIBEL.
_Inscript. gr. Siciliae_, 952.
[243] CIC. _in Ver A. S._, II, 56, 139; 53, 133; 55, 137.