"No"--drizzando la persona incurvata Zabulone ed agitando le chiome

grigie come un profeta in atto di maladire, proruppe con molto

terribile voce,--"lui non puniranno i rimorsi: questi non varrebbero a

spaventarlo; egli se n'empirebbe le materasse, e vi dormirebbe sopra

più morvido. Dio lo punirà nella sorgente del suo peccato. Egli ambiva

lasciare nome e famiglia di fortune e di pompe superba, e il suo nome

morirà con lui; egli seppellirà i suoi figli che lo conoscono, ch'egli

non può ingannare, e lo disprezzano; il suo retaggio andrà disperso

come un nuvolo di polvere sospinta dal vento. La mano del Signore

toccherà le radici di questa pianta maligna, e prima di morire vedrà

cadersi tutte le sue foglie maladette dintorno. Egli ha radunato per

riempire una fossa... Erede di tutti i suoi, egli vi getterà dentro in

confuso moglie, figli, e tesori... e Satana infine ridendo vi getterà

lui stesso.--La vita, o Gualberto, è un lungo conto corrente; ma prima

di morire, la coscienza, computista senza errore, tira a tutti la

somma, e quanto più ella tarda, o fa improvvisi i conti, tanto

maggiormente giungono pieni di paura. La giustizia di Dio vive e

governa. A ogni uomo verrà retribuito secondo le sue opere, e questa

persuasione unita a molte altre cause varrà non poco a migliorare

questa nostra specie.--Però le cose procedono lente al bene, spesso si

arrestano, qualche volta deviano: le generazioni umane, come le

generazioni delle foglie, ora nascono, ora muoiono; il verno le

disperde, aprile le rinnuova, e tu guarda al tronco che non muore mai.

La opera dei secoli non può conseguirsi in giorni o in anni, ma la

sapienza governata dalla speranza visse nei tempi passati, nei presenti

sonnecchia mercè le nuove ipocrisie, e vivrà in quelli che non furono

peranche generati dal volere di Dio; e tu in ispirito puoi assistere al

giorno della creazione, in cui furono appesi al firmamento il sole e la

luna, come al giorno della distruzione, ove una gran voce scrollerà

l'universo dicendo:--Basta!--E cotesti luminari si spegneranno a modo

di lampade a cui manca l'alimento.--Zabulone ebreo ti dava questi

ammaestramenti perchè ti consolassero, e tu tienli avanti gli occhi

come le tavole della testimonianza, ricordandoti quello che Rabbi Santo

favellava a Don Pietro:

Por nascer en espino

La rosa, ya no siento

Que pierde; ni el buen vino

Por salir del sarmiento;

Ni vale el Azore menos

Por que en vil nido siga

Ni los exemplos buenos

Porque Judio los diga.¹

NOTA.

_Pag_. 156.--(1) Rabbi Santo chiamava se stesso Don Santo Judio de

Carrion, perchè nato a Carrion de los Condes nella Castiglia vecchia:

Señor noble rey alto

Oid este sermon

Que os dise Don Santo

Judio de Carrion

Nacque sul principio del secolo XIV. Nel 1360 essendo già vecchio,

diresse a Pietro il Crudele, re di Castiglia, un poemetto

intitolato:--_Consejos y documentos del Judio Rabbi Don Santo al rey

Don Pietro_. Dicesi si chiamasse veramente Don Mose, e fosse chirurgo

del re. Attribuiscono a lui il poema:--_La Dansa general de la

Muerte_, o _Dansa Macabra_.

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