VII.

_Signore e Signori_,

Impari sarebbe il paragone tra il Manzoni e il Berchet. Quegli non

fu meno patriotta e fu troppo più grande poeta di questo; questi

fu e si compiacque d'affermarsi sopra tutto un uomo pratico, cioè

politico, che, mettendo a servizio della patria il felicissimo ingegno

artistico, ottenne effetti immediati, stupendi, di santa commozione

e d'eccitazione. Ciò che il Manzoni sentì come massima filosofica

e cristiana, e verseggiò con arte somma che gli sgorgava dal sereno

pensiero, il Berchet lo sentì come verità pratica, attuabile; e ad

attuarlo spese tutto sè stesso. Ben potè il Manzoni, e fu bene che il

facesse, dedicare l'ode pel marzo 1821 a Teodoro Koerner, al poeta

tedesco morto per la sua Germania in battaglia, contro i Francesi,

«nome caro a tutti i popoli che combattono per difendere o per

riconquistare una patria.» Il Berchet, di cui il Manzoni sorresse e

lodò le prime prove, e in cui ebbe poi sempre piena fiducia, non poteva

che dire: — Armatevi e combattete! — Accettò dal maestro più forse,

nelle forme dell'arte, che non fu osservato: perfino l'immagine de'

fiumi che si confondono insieme, e i ricordi biblici, e il _sì_ che

parve di retorico artificio, voi li ritrovate dall'ode manzoniana nelle

_Fantasie_. Ma non poteva, così diverso com'era, non restare originale.

Son monete d'oro quelle del Manzoni; e appunto per ciò era difficile

spenderle tra il popolo minuto! bisognava che qualcuno le spicciolasse

in argento, e spargesse. Tale l'officio, politico più che poetico, del

Berchet; e nessuno dirà che sia, nella storia del nostro risorgimento,

piccola parte o merito lieve.

Una delle più belle pagine del Carducci racconta come il lunedì di

Pasqua del 1847, mentre tutta la campagna e il mare sfolgoreggiavano

intorno e dinanzi nella ridesta pianura, e tutto era fiori, in cielo

e in terra, del più bel giallo, del più largo rosso, del più amabile

incarnatino, sua madre disse a lui per la prima volta i versi del

Berchet:

Su! nell'irto increscioso Alemanno

Su, Lombardi, puntate la spada!

«Come son belli i fiori dei pèschi a primavera! E pure, dopo sentiti

codesti versi, non vidi più nulla; o, meglio, vidi tutto nero: avevo

una voglia feroce di ammazzare tedeschi.»

Due nomi sacrosanti su tutti ha l'uomo; la madre e la patria. Nessuno

a voi chiede, o Signore, di non seguire la moda anche nelle letture;

anzi spetta a voi, o gentili, cogliere via via tutti i fiori che l'arte

produca; e tanto più, quando sono così fiammeggianti di colore che gli

stranieri ce l'invidiano, e siam noi italiani che, anzi che subirla,

facciamo noi per un momento la moda a Parigi. Ma ogni tanto vogliate,

voi madri al figlio, e voi sorelle al fratello minore, vogliate

leggere qualcuna delle poesie del nostro risorgimento. L'Italia ha gran

bisogno, pur troppo, di tornare a scaldarsi il cuore là a quell'ardente

vampata di patriottismo: e voi fate che nella mente e nell'animo

dell'uomo, come accadde al Carducci, si congiungano poi insieme per una

forte e nobile lettura i santi ricordi della nazione e della famiglia.

La vita Italiana nel Risorgimento (1831-1846), parte 2 Seconda serie - Lettere, scienze e arti · 第 28 / 30 题