III.

Qual è il gran merito di questo romanzo? Perchè ed in che questi

_Promessi Sposi_ rappresentano quell'atmosfera nuova che Augusto Comte

riconosceva in essi, e per quali titoli iniziano un'epoca letteraria?

Perchè tanti ingegni di prim'ordine non hanno dubitato di considerare

i _Promessi Sposi_ come una grande pietra miliaria nella storia dello

svolgimento del pensiero artistico e letterario non soltanto italiano

ma di tutti i paesi civili? Vi sono certi maestri di scuola ai quali

pare di aver detto tutto quando hanno detto: i _Promessi Sposi_ sono

un gran bel libro perchè sono un quadro storico, vivo e veridico delle

condizioni d'Italia e specialmente della Lombardia sotto l'ampolloso,

fiacco e depravato governo di Spagna. Ebbene, io protesto con tutta

l'anima contro questa maniera di giudizio: con giudizi di questo

genere (e se ne emettono tanti ogni giorno!) si sposta completamente

la questione, si turbano, si sconvolgono le categorie. Dei quadri

storici veridici e completi ve ne sono molti in tutte le letterature

che valgono i _Promessi Sposi_. Ha un bellissimo quadro storico, per

esempio, delle condizioni d'Italia alla morte di Lorenzo De' Medici,

il Guicciardini. Il libro della conquista normanna di Giacomo Thierry,

alcuni periodi di storia inglese del Macaulay, certe pagine sfolgoranti

di Tommaso Carlyle che vi mettono sotto occhio la rivoluzione francese,

sono bellissimi quadri storici, che, per tale rispetto? valgono

meglio di qualunque romanzo. Ma il romanzo dei _Promessi Sposi_, è

un'altra cosa. Quando siamo nel campo dell'arte, l'elemento tecnico,

l'elemento scientifico sarà, se volete, il fondamento di tutto

quest'organismo vivente e palpitante, ma la sua forza vera, quella

per cui si differenzia e costituisce una categoria a sè, consiste in

una somma speciale di valori estetici ai quali aderisce la ragione, ai

quali aderisce la fantasia ammirando gaudiosamente, ai quali aderisce

il cuore umano sorridendo piacevolmente. I _Promessi Sposi_ sono una

grande opera d'arte per tutto questo complesso di elementi, raccolti

in magistrale unità. Dato il prestigio magico che nessuna mente umana

saprà mai definire; data, insomma, l'abilità dell'artista e dello

scrittore, quello che era soltanto quadro storico si converte davanti a

noi in un quadro ideale che ci tocca, che ci commuove, che ci diverte,

che ci esalta; e questo quadro ideale non arriverete mai ad equipararlo

con la scienza. S'intende che anche la storia può essere benissimo

un'opera d'arte; ma la storia che qui concorre a formare il romanzo

non è essa che forma l'opera d'arte. Ed io non dubito di affermare, o

Signore, che il romanzo dei _Promessi Sposi_ potrebbe essere molto meno

storico ed anche più bello di quello che è; come potrebbe essere molto

meno bello ed essere anche più storico.

Certe confusioni sarebbe ora di bandirle per sempre. Anzi, dacchè

abbiamo toccato questo tasto, fermiamoci un momento. Se c'è qualche

cosa che si possa censurare nella macchina dei _Promessi Sposi_ è

appunto un certo squilibrio e un certo soverchiare dell'elemento

storico. Fu questo il portato dello spirito un po' meticoloso del

Manzoni, perchè il gran lombardo che ricordava tutti i placiti

dell'antichità, qualche volta si dimenticava di un detto sapientissimo:

cave a consequentiariis. Una volta che egli aveva preso in mano

un argomento, una volta che colla sua testa così sottile e così

tormentatrice di sè stessa arrivava a porre certe basi e certe

premesse, egli non si contentava di andare fino all'ultimissima

conseguenza, ma passava il segno. Sapete in fatto quello che gli

accadde? Un bel giorno dopo aver ruminato entro di sè tutte le ragioni

pro e contro sul come fondere insieme l'elemento storico e l'elemento

fantastico ed inventivo, sapete come concluse il Manzoni? Concluse

che si credette in obbligo di sacrificare il suo capolavoro e quasi si

pentì di averlo scritto! Dunque tutta quella esattezza storica nella

quale i pedanti hanno voluto trovare il maggior pregio dei _Promessi

Sposi_ non è nè l'unico nè il principale fondamento della nostra

ammirazione. Qui invece troviamo un legittimo appiglio alla nostra

critica.

Oh! no, Signore, il principio inesauribile della nostra ammirazione

è nelle qualità essenzialmente estetiche che Alessandro Manzoni ha

profuso nelle pagine del suo romanzo: lo troviamo in quel quadro ideale

al quale ho accennato più sopra. Qui egli è veramente grande, perchè

tocca le parti più nobili, più delicate, più spirituali dell'animo

nostro.

La vita Italiana nel Risorgimento (1831-1846), parte 2 Seconda serie - Lettere, scienze e arti · 第 12 / 30 题