(_con molta importanza_) Io? Primo: non è vero! — Secondo: fosse vero,

non lo direi. — Terzo: fosse vero e glielo dicessi, sarebbe una ragione

di più. Del resto io ho parlato a Nicola molto chiaro, molto franco

e non ho rimorsi. Gli ho detto del ridicolo, di sua madre, del suo

avvenire.

SANTANERA

Non vuol capir niente?

LUIGI

Per capire, capisce, ma non vuol intendere. Gli ho detto del Duca, non

ci crede.

SANTANERA

E del Mattìa?

LUIGI

Non ci crede. (_Santanera lo guarda con stupore_) Glielo ha detto la

Dori che non è vero.

SANTANERA

Allora lascia che prenda moglie. Ha la fede necessaria.

SCENA IX.

DORINA E DETTI.

DORINA

(_con tono languido_) Non ho pranzato, sapete?

LUIGI

Male.

SANTANERA

Malissimo.

DORINA

Avevo tante cose... (_con un brivido_) Un freddo di là. Non vedo l'ora

di essere a posto. (_vede ancora i bauli, ecc._) Come? Ancora tutto

qui? (_chiamando_) Giuseppina!

NICCOLINO

(_alzandosi ed avanzandosi colla faccia stravolta, la voce grossa e un

po' titubante_) Sono stato io...

DORINA

(_vivamente_) Voi? — Ma per qual ragione?

NICCOLINO

Non voglio... ve ne supplico: aspettate a partire.

DORINA

Oh, sentite, caro amico, finora ho portato pazienza, ma adesso passate

la misura. Ho deciso di partire, partirò, e non so per quale ragione

voi veniate a fare il padrone in casa mia. Non ve ne ho dato nessun

diritto. Avete mandato via i facchini? Andateli a richiamare.

LUIGI

(_per calmarla_) Avete ragione.

NICCOLINO

(_che ha preso il paltò e il cappello_) Quello che volevo dirvi...

meglio così... perchè non avete cuore. No!... andate a Napoli, dove

volete, con chi volete!

LUIGI

Nicola, basta.

NICCOLINO

Sì, capisco tutta questa vostra ostinazione, questa vostra fretta

(lo ha detto anche la Giuseppina), questa vostra smania di partire!

— Mi avete aperto gli occhi e in tempo. Siete tutta civetteria, tutta

falsità: il vostro cuore, i vostri nervi, i vostri languori, — sì — e

mi avete guarito, perchè sono stufo, stufo di essere ridicolo per voi,

— ed ora, non mi vedrete mai più! (_va via furioso_).

DORINA

(_con voce languida e lamentevole_) Nenè...

LUIGI

Lasciatelo andare.

SANTANERA

Si fa troppo pericoloso.

DORINA

(_con affettata inquietudine_) Ho paura, cosa farà?

LUIGI

Una passeggiata e poi a pranzare.

DORINA

Non lo vedrò più, davvero?

LUIGI

Se partite subito, no.

SANTANERA

(_serio_) Si è troppo compromesso in faccia nostra.

LUIGI

Sapete che cosa vi minaccia?... Di sposarvi!

DORINA

(_sempre flebile e coll'aria di sentirsi poco bene_) Lo ha detto anche

a me; ma per scherzare.

LUIGI

No, no, con me diceva sul serio!

SANTANERA

Marchesa Carmen!

DORINA

(_sempre amabile, ma con intenzione_) No; in tal caso... Marchesa Dori.

(_ha un altro brivido di freddo_) Mi ha fatto male ad inquietarmi. (_si

avvia lentamente verso il canapè_) Ho freddo.

SANTANERA

(_le va a prendere la pelliccia, ecc., e l'aiuta a vestirla, poi

la Dori si butta sul canapè — Luigi e Santanera la coprono con uno

scialle_) Riposate un poco.

LUIGI

A partire avete tempo fino alle undici.

DORINA

(_con uno sguardo riconoscente_) Sì...

SANTANERA

Intanto noi andremo a pranzo. Poi ci vedremo alla stazione.

DORINA

Buon Luigi... (_si preme la fronte colle mani_).

LUIGI

(_che aiutato da Santanera l'ha accomodata sul canapè, dà un vaso con

dei fiori a Santanera indicandogli di portarlo lontano_) L'odore dei

fiori potrebbe farle male. (_abbassando il lume della lucerna_) Così?

DORINA

Grazie.

LUIGI

Se non vi sentite bene, partite domani.

DORINA

Oh, come si fa?

LUIGI

Proprio no?

SANTANERA

Inflessibile?

DORINA

Come si fa?...

(_Santanera e Luigi le baciano la mano e vanno via in punta di piedi_).

SCENA X.

DORINA sola, poi GIUSEPPINA, poi NICCOLINO.

DORINA

(_quando sono usciti sorride cogli occhietti vivi: si accerta che sono

proprio andati via, poi si alza di colpo dal canapè_) Auf! Finalmente!

GIUSEPPINA

Si parte dunque?

DORINA

Chi sa?

GIUSEPPINA

Si parte soli?

DORINA

(_la guarda ridendo con malizia_).

GIUSEPPINA

Viene il signor tenente Mattìa?

DORINA

Che! Niente seccatori!

GIUSEPPINA

E il signor marchese?

DORINA

Vattene che egli ritorna. (_con malizia_) Ma non ti sei accorta che è

appunto perchè egli possa ritornare, che ho voluto essere sola? (_con

un gesto graziosissimo la spinge verso la porta_) Ah, Nenè! Chi avrebbe

detto che tu saresti stato il mio trionfo, tu che non hai saputo, che

non hai voluto saperne di me allora, e adesso...

NICCOLINO

(_entra difilato come uno che ha preso una grande risoluzione_) Dori...

DORINA

Vi aspettavo!

NICCOLINO

Volete sposarmi?

DORINA

Sentite: voi mi avete fatto una proposta, alla quale devo rispondere

molto seriamente. Mi trovate anche in un momento di sincerità, ed è

bene. Io dunque voglio parlarvi sinceramente, perchè, credetelo, io vi

sono ancora amica. — Se voi siete stato brutale, almeno siete stato

sincero e colle mie illusioni e colle mie speranze... voi eravate

nel vero, ed io nel falso. — Ho sofferto, ho molto sofferto; ma poi

ho pensato che il mondo, il quale non aveva fatto niente per me, non

meritava nè le mie lacrime, nè i miei rimorsi, — e mi sono messa a

combatterlo, colle mie arti, colla mia furberia; ed ho vinto anche

voi, senza volerlo, senza saperlo. Ma ora che mi vedete come sono,

come quando vi ero indifferente, — ora che ho perduto l'incanto,

tornate ragionevole, e andiamo ognuno per la nostra strada. Siamo stati

infelici tutte le volte che ci siamo incontrati. Non è la Carmen, non

è nemmeno la Dori, è proprio Dorina che vi parla.

NICCOLINO

Ma non capite che così... vi amo anche di più? Ma lasciatemi almeno il

tempo di cercare, di tentare, di persuadervi, di convincervi...

DORINA

(_con grazia_) E di commuovermi?

NICCOLINO

Sì; se avete un po' di cuore.

DORINA

Dunque, se mi ostinassi a partire stasera... non ne avrei proprio? (_si

guardano. Dorina sorride con grazia, con malizia civettuola_).

GIUSEPPINA

(_entra dalla comune_).

DORINA

(_si volta a Giuseppina_) Che c'è?

GIUSEPPINA

C'è signora, che del portiere io non mi fido: non capisce niente.

Secondo il solito... (_fa capire che è ubriaco_) Andrà certo perduta

della gran roba.

DORINA

(_a Niccolino_) Vedete, le vostre prodezze!

NICCOLINO

(_vivamente_) Dunque, Dori?

GIUSEPPINA

Direi anch'io di aspettare. (_alludendo al portiere_) Con quell'uomo?

Si figuri!

DORINA

(_incertissima_) Ma... se... bisognerebbe almeno telegrafare al Duca.

NICCOLINO

Sì, sì, telegrafate subito! Dori, Dorina mia!

DORINA

Ah, Dorina? — _Mia_? Troppo presto!

NICCOLINO

Non perdiamo tempo, dunque... Telegrafate!

DORINA

(_sempre incerta_) Non ho nemmeno l'occorrente...

NICCOLINO

(_le dà la carta_) Ecco la carta.

DORINA

(_c. s._) Badate che... anche se mi fermo, non vuol dire; anzi, mi

fermo per persuadervi che sarebbe uno sproposito per tutti e due.

NICCOLINO

Fate presto, scrivete. Discuteremo poi.

DORINA

Capirete... ci sarebbero molte condizioni.

NICCOLINO

Le accetto tutte!

DORINA

Io sono sicura del mio impresario: e se voi invece, un bel giorno, mi

protestate?

NICCOLINO

Vi darò tutte le garanzie!

DORINA

(_guardando Giuseppina_) E che cosa si telegrafa?

GIUSEPPINA

Trattenuta — leggera indisposizione. — Verrò domani.

NICCOLINO

No! trattenuta improvvisamente... scriverò domani. (_Dandole il lapis

della sua catenella_).

DORINA

(_nel prenderlo gli stringe colla catena il dito o la mano_).

NICCOLINO

Ahi!

DORINA

E al caso, stringerò anche più forte: ognuno deve avere la catena che

si merita!

GIUSEPPINA

(_tra sè_) Ho capito: vado a disfare le valigie (_va via_).

DORINA

(_scrivendo_) ... indisposizione...

NICCOLINO

(_dettando_) Scriverò...

DORINA

(_scrivendo_) Verrò domani. C'è sempre tempo di mandarne un altro.

NICCOLINO

(_prendendo il dispaccio_) Lo porto io e... mi lasciate tornare?...

Sì?... Mi lasciate tornare?

DORINA

Tornerete... domattina.

NICCOLINO

(_con un atto supplichevole_) Vi prego, vi supplico, Dori... Vedete

bene...

DORINA

No, no; domattina.

NICCOLINO

(_con grande passione e calore_) Dori, Dorina...

DORINA

No, mio caro. Dori non l'avete voluta; Dorina nemmeno: al caso...

bisognerà aspettare quando sarò marchesa!

FINE.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo

senza annotazione minimi errori tipografici.

End of Project Gutenberg's La trilogia di Dorina, by Gerolamo Rovetta

La trilogia di Dorina: Commedia in 3 atti · 第 4 / 4 段