trovano là; io verrò più tardi, (_con serietà ad Isabella_) appena sarò
libero. Ho la noia di un pranzo ufficiale.
ISABELLA
Tanto presto non potrei venire nemmeno io, perchè noi pure, oggi,
abbiamo a pranzo il cavalier Cimozza. Non l'ha mai sentito? Canta
sempre in Russia! è grande amico dello Czar!
LUIGI
Allora restiamo intesi così, e lei lo dice a nome nostro anche alla
signorina.
ISABELLA
La signorina? (_si fa seria e sospira_) sarà difficile!
LUIGI
Cerchi lei di persuaderla. Le dica che il marchese Nicola è arrivato
da Parigi...
ISABELLA
(_interrompendolo vivamente_) Il marchese Nicola? Niccolino? — Allora
è lei il Niccolino della signorina?
NICCOLINO
Io?
ISABELLA
Il promesso sposo, volevo dire?
NICCOLINO
(_con impeto_) Promesso sposo?
ISABELLA
Insomma, quello che la voleva sposare: Edoardo, mi ha detto tutto. —
Edoardo, quello che veniva alla sua villa a dare lezione di pianoforte
alla sua sorellina!
NICCOLINO
(_seccato_) Che sorellina? Io non ho nè sorelline nè fratellini!
ISABELLA
Ah, come sarà felice quel caro angelo quando ritorna a casa! Non
ha fatto altro che pensare a lei, ed aspettarlo colle lagrime e coi
sospiri! Perchè non ha risposto alle sue lettere?
LUIGI
(_guardando Niccolino, significativamente_) Ti aveva scritto?
NICCOLINO
Io non ho mai ricevuto lettere...
ISABELLA
Tre; almeno tre le ho impostate io! — Bravo; è un uomo di cuore e di
onore: così mi piace. Io poi le posso assicurare che la signorina ha
sempre tenuto una condotta modello: può domandarlo anche al signor
Domenico, il nostro portinaio. È vero che in casa nostra, col maestro
Costantini, non si scherza!
LUIGI
Hai capito, Niccolino?
NICCOLINO
(_seccato e inquieto_) Ma io non so niente! È una combinazione: è stato
lui; mi ha detto che la signorina Dori... (_Luigi gli fa un segno:
Niccolino s'interrompe_):
ISABELLA
Non faccia misteri con me; il cuore lo conosco e lo compatisco. Io e il
maestro abbiamo fatto un'immensità di sacrifici, prima di tutto perchè
le vogliamo un bene dell'altro mondo e poi, un talento, una voce!...
come la mia, prima che facessi la bronchite: toccavo il sì, appena
aprivo bocca! (_scampanellata_) Eccola, tanto quanto appena nominata! —
Che giubilo per quell'anima benedetta!... Si nascondino, si nascondino
in fondo che le facciamo un'improvvisata (_Isabella cerca la chiave,
poi esce_).
LUIGI
(_piano e rapidamente a Niccolino_) Non mi hai detto la verità? L'hai
riveduta ancora, dopo che tua madre l'ha licenziata?
NICCOLINO
No, te lo assicuro!
LUIGI
Allora sta attento, Niccolino: io credevo una cosa... molto diversa!
Altro che andare a cena: se ti agguantano, non te ne liberi più!
NICCOLINO
(_vivamente_) Sei stato tu a seccarmi!
LUIGI
L'avevo vista in giro colla signora Isabella; era molto carina e dopo
tre mesi di pensione dai Costantini la credevo... educatissima.
NICCOLINO
Andiamo via!
LUIGI
Non conviene, così, su' due piedi.
ISABELLA
(_di dentro_) Venga, venga a vedere signorina; e aspetti ad infuriarsi!
SCENA IV.
DORINA e DETTI.
DORINA
(_turbata, irritatissima, senza vedere nè Luigi nè Niccolino_) Il
maestro e... e anche lei sapeva tutto!... perchè mi ha lasciata andare?
ISABELLA
La nostra delicatezza, capirà, non si voleva influire! Ma su allegri:
il sogno delle maschere, signorina!
DORINA
Lei sapeva tutto!
ISABELLA
(_interrompendola_) Improvvisata 37, amore 49, arrivo inaspettato 15;
(_voltandola verso Niccolino_) Guardi che bel terno!
DORINA
Oh! (_gli corre incontro con uno slancio, poi si ferma timida,
arrossendo_) Signor marchese... (_gli dà la mano_) Come sono contenta!
ISABELLA
È confusa, palpitante. (_prende la mano di Luigi e la preme sul cuore_)
Senta come anche a me certe cose... — Come batte! — Sente? — tum, tum,
tum!
LUIGI
Sento!
DORINA
Grazie!... in questo momento... dopo che... (_ha un brivido di
ribrezzo_) Grazie!... Grazie!...
ISABELLA
È appena arrivato, fresco fresco; è arrivato l'altra sera.
LUIGI
(_per venire in aiuto di Niccolino_) Ha viaggiato molto, e si è
divertito moltissimo. Ha passato sei mesi a Parigi, tre mesi a Londra,
poi Montecarlo. Vede come s'è cambiato? Non è più il nostro Niccolino
di una volta; adesso è diventato un viveur di primo ordine; socio del
Jokey-Club.
DORINA
(_senza badare a Luigi, ancora tutta animata e confusa_) E le mie
lettere?... Quando le ha ricevute?
NICCOLINO
Non ho mai ricevuto niente.
ISABELLA
Tre quattro le ho impostate io!
DORINA
(_colpita_) Ma allora, come ha fatto a sapere che io ero a Milano?
NICCOLINO
Me lo ha detto Luigi... ieri, a colazione.
DORINA
(_sempre più colpita, e con un'altra espressione_) È stato molto buono,
Don Luigi!
LUIGI
(_tra sè_) Ancora più carina. — Troppo carina!
NICCOLINO
Già: Luigi mi ha detto che lei era qui, in pensione, a studiare il
canto per andare sul teatro e... siccome mi fermo un paio di giorni,
si voleva combinare... si voleva passare la serata insieme.
DORINA
(_rimane scossa vivamente dal tono e dalle parole di Niccolino_) Ma...
ISABELLA
Al Dal Verme!
DORINA
(_pallida, guarda fissamente Niccolino per studiarlo, per capirlo
bene_).
NICCOLINO
(_a Dorina, come per accomiatarsi_) Allora dunque... possiamo sperare?
DORINA
(_ha un impeto d'angoscia: poi frenandosi_) Vorrei mi fosse
compiacente, signor Marchese: due parole sole.
LUIGI
(_fa un cenno significativo a Niccolino come per dirgli: «attento, sei
preso»_).
NICCOLINO
(_ha capito - forte, a Luigi_) Allora con te... per quell'appuntamento
coll'avvocato?
ISABELLA
Ne approfitto tanto quanto per andare a fare un pochetto di _toilette_!
DORINA
(_teme che Niccolino vada via_).
LUIGI
(_carezzevole_) Sì... lo lascio qui; (_tra sè_) ma tornerò per portarlo
via! (_forte_) Già che sono a due passi, vado a fissare il palco per
stasera, poi (_a Niccolino_) torno a prenderti per andare insieme
dall'avvocato (_guarda il suo orologio e fa un moto come per dire che
è tardi_) il tempo vola; sicuro! (_sospira_) Anch'io ho la conferenza
di un mio collega sulla politica estera.
ISABELLA
(_a Luigi_) Allora se torna a prendere il suo amico non lo saluto
nemmeno!
LUIGI
Benissimo. (_la saluta colla mano, sorridendo; Isabella va via_) (_tra
sè_) Genere nazionale, ma simpatico! (_a Niccolino_) Dunque vado e
torno. (_avvicinandosi a Dorina, che si è seduta sul canapè la guarda
e fa capire che gli piace: fra sè_) Carina assai!... Tornerò (_a
Niccolino_) Giudizio, bimbo mio (_via_).
SCENA V.
DORINA e NICCOLINO.
DORINA
(_è sempre più confusa e turbata, quantunque voglia serbare un contegno
gentile e signorilmente disinvolto. Niccolino tace qualche momento, si
batte col bastoncino sulle scarpette, la guarda, poi ha un'alzata di
spalle come per dire: «Oh infine, giacchè sono solo bisogna aprire il
fuoco,» e si allunga sul sofà verso Dorina, esclamando_):
NICCOLINO
Cara signorina Dori, come la rivedo volentieri! Come mi sono divertito
in tutto questo tempo! — Si sta molto bene, sa, fuori d'Italia!
(_prende dalla tasca l'astuccio delle sigarette_) Fuma una sigaretta,
signorina?
DORINA
(_alzandosi_) No!
NICCOLINO
(_restando seduto_) Ma non le fa male?
DORINA
(_con un tremito nella voce_) Oh no, marchesino, faccia pure. (_vuol
sorridere e mostrarsi disinvolta, ma colle mani stringe nervosamente
il fazzoletto_).
NICCOLINO
(_sorridendo sempre batte colla mano sul canapè per indicare dove
Dorina deve sedersi_) Qui... qui... venga qui a sedere.
DORINA
Sapesse... quanti dispiaceri ho avuto. — Quante disgrazie! Una sopra
tutte. (_forzandosi per vincersi, con effusione_) E l'Adelina? Come si
sarà fatta grande! — E la signora Marchesa?
NICCOLINO
Bene, bene: tutti bene!
DORINA
(_con passione, timidamente_) Perchè... (_cambiando_) Sembra quasi che
io l'abbia offesa. — Non ho fatto nulla che potesse farmi perdere la
loro stima.
NICCOLINO
(_leggermente_) Oh, signorina, non ne ho mai dubitato; come non dubito
de' suoi trionfi; sarà presto? E dove?
DORINA
È molto incerto ancora... (_con un brivido, pensando al Businello_)
se canterò! (_calmandosi, con voce bassa, balbettando_) Sa?... sono
rimasta sola... la mia povera mamma...
NICCOLINO
No, non ho saputo niente!... Me ne dispiace moltissimo! (_distratto,
guarda ancora verso la finestra — ha freddo_) Coraggio!... non parliamo
adesso di malinconie. (_avvicinandosi con galanteria e mettendo un
braccio sul divano in modo di toccare anche Dorina_) Dunque?... che
cosa mi voleva dire?
DORINA
Voleva spiegarle... come sono venuta in casa del maestro Costantini!
NICCOLINO
Per studiare il canto? — Brava: bisogna slanciarsi all'estero! — Lasci
fare a me. Quando sarà il momento le farò io la _claque_! Ha fatto
benissimo.
DORINA
Sì?... Davvero?... (_ancora con un brivido, pensando al Businello:
poi fermandosi e tornando timida come prima e commossa_) Allora...
le dirò... come l'ho avuta (_con amarezza_) questa buona idea! Subito
dopo licenziata, il maestro Costantini è venuto al nostro albergo per
sentirmi la voce. Ebbi (_con amarezza ironica_) un grande successo;
tale che poi il maestro correva apposta a Lugano per darmi lezione e
quando... (_si ferma con un singhiozzo_) Allora mi ha subito scritto:
«Venga a Milano, che ha un tesoro in gola!» Invece non avevo altro che
qualche migliaio di lire alla Cassa di Risparmio! — Prima di accettare,
mi sono presentata come istitutrice in un'altra casa; — ma ero troppo
giovane!... In verità non mi volevano perchè la Marchesa mi aveva
scacciata.
NICCOLINO
(_sempre leggermente_) E allora si è decisa per il teatro!
DORINA
(_animandosi_) Allora sono corsa a Milano dove ero attratta da una
speranza... — speranza? da una sicurezza che avevo nel cuore! Del
mondo non avevo veduto che la mia casa, e la casa di sua madre: io
ancora credevo a tutto e... Ecco, questo volevo dirle. Ma ora non so...
(_tornando timidissima_) lei mi ha agghiacciata. È un altro... con me.
NICCOLINO
(_con importanza, sospirando e arricciandosi i baffetti_) Pur
troppo, signorina Dori: la bella poesia se ne va con gli anni e
coll'esperienza.
DORINA
(_maravigliata_) Cogli anni?
NICCOLINO
Adesso si vive tanto in fretta! — Basta un giorno per invecchiare.
DORINA
(_vivamente_) Sì... basta un'ora, una parola; (_con passione_) ma basta
anche una parola per rivivere!
NICCOLINO
(_si alza, tra sè_) Ahi ahi! Credesse ancora di farsi sposare? (_guarda
verso la finestra: forte_) Eh, le parole!... le parole che fanno
rivivere... (_tira su il colletto del paltò_).
DORINA
(_guardandolo_) Ma io non capisco più... — È proprio lei?... lei?
NICCOLINO
(_con un sospiro_) Che vuole! non si può rimanere Niccolino tutta la
vita! (_ride sinceramente_) Si ricorda quanto chiasso si faceva? Mah!
(_cantarellando sull'aria di Madama Angot_) Beati i dì dell'innocenza!
(_guarda ancora, poi va alla finestra_) Sfido io! era aperta! (_nel
chiuderla si fa male ad un dito e lo succhia arrabbiato_) Che razza di
finestre!
DORINA
(_rimasta ferma, in piedi, a guardarlo_) Se si è cambiato lei, scusi,
io sono sempre la stessa.
NICCOLINO
Certo, signorina, perchè no?
DORINA
(_con uno slancio di passione_) Perchè lei non mi stima più: lo vedo,
lo sento, non mi... (_vorrebbe dire: «ama» ma non lo dice_) non mi
stima più! — Che cosa le hanno detto sul conto mio?
NICCOLINO
Niente; proprio niente. È la condizione medesima delle cose. Capirà:
quando un uomo acquista la responsabilità delle proprie azioni... pur
troppo, deve ragionare.
DORINA
Ma non ha capito ancora? Non vede come aspetto una sua parola buona?
E per parlarle così, come parlo io a lei, devo essere in uno stato
di esaltazione e di disperazione! No, non è più il caso di riguardi.
(_con voce alta, chiara, vibrata_) Sa che cosa mi ha detto poco fa un
farabutto, un certo Businello, che avevo veduto due volte? Sa che cosa
ha avuto il coraggio di propormi, come condizione indispensabile alla
mia scrittura? Di diventare... la sua amante!
NICCOLINO
Oh, è forte!
DORINA
Tanto forte, che sotto quel colpo, sono rimasta come pazza dalla
collera e dal ribrezzo. (_con forza: risoluta_) Io non voglio vendermi
e voglio continuare a vivere: come si fa?
NICCOLINO
(_impacciato, dopo aver guardato verso l'uscio col desiderio di
andarsene_) Prima di tutto, parliamo francamente, perchè, in certo
modo, mi accusa di...
DORINA
(_interrompendolo_) Non l'accuso, anzi tutto il torto è mio. Ma non
posso più fare l'istitutrice, non voglio essere l'amante del signor
Businello, e domando a lei che mi voleva dare il suo nome, le domando:
come si fa?
NICCOLINO
(_nel camminare inciampa nello strofinaccio d'Isabella: lo solleva
colla punta del bastoncino e lo butta lontano_) Le dirò... dare
consigli è un affar serio. Aiutarla, volentieri, fin dove posso
arrivare... ben volentieri: ma... (_distrattamente_) Ma perchè invece
non abbandona i sogni chimerici, scusi, sa, se parlo schietto, e torna
a casa sua?... Da sua... (_sta per dire: «da sua madre»_).
DORINA
(_con un grido di dolore_) A casa mia?... ma non ho più la mamma!...
È morta la mamma.
NICCOLINO
Oh scusi!
DORINA
Gliel'ho detto, e se n'è dimenticato! La mamma, la mamma, oh se ci
fosse ancora la mamma, la mia povera mamma! (_scoppia in lagrime e si
butta e piangere singhiozzando sul canapè_).
NICCOLINO
(_un po' commosso si avvicina a Dorina coll'aria compunta_) Scusi,
signorina... Sono dolentissimo; sono rimasto così colpito, così
confuso...
DORINA
(_continua a piangere_).
NICCOLINO
(_fra sè_) Ancora al vecchio repertorio! — E Luigi (_guardando verso
la porta_), canaglia! (_forte_) Via, si calmi! (_seccato_) La prego,
non pianga più, le ho domandato scusa!
DORINA
(_subito, asciugandosi gli occhi in fretta, umile e supplichevole_)
Ecco... non piango più; sì, sì, sono tutti sogni, tutte chimere.
Lavorerò; ma bisogna poter andar via da questa casa... (_con un grido_)
Mi salvi lei!... mi salvi, le giuro che non le peserò nella vita! Ho
ribrezzo a star qui sola; ho paura! Mi conduca via, dove vuole, che
non mi veda più nessuno... lavorerò.
NICCOLINO
Ci pensi bene. Che cosa direbbe la gente?
DORINA
La gente? non me ne importa!
NICCOLINO
Non importa a lei ma importa a me. Questa sì che per la mia coscienza
sarebbe una grave responsabilità.
DORINA
(_sempre fissandolo e risoluta_) E allora? Che cosa devo fare?
NICCOLINO
Certo che... non è facile.
DORINA
Non è facile: no: per questo le domando un consiglio.
NICCOLINO
Ma... pensandoci bene, capisco anch'io che, troppo impressionato dalle
sue parole, ho esagerato, senza dubbio. — Colle sue belle attitudini,
colla sua bella voce, col suo talento, superate le prime difficoltà,
verrà la gloria... e il resto!
DORINA
(_lo fissa, pallida, stupita_).
NICCOLINO
Bisognerebbe vedere piuttosto d'indurre questo signor... — come si
chiama? questo signor Businelli, a più miti propositi!
DORINA
(_tremante, con voce sorda_) Lei ha il coraggio di propormi?... —
Lei?... Ma che cosa è diventato?!
NICCOLINO
(_con impeto_) Signorina Dori! (_calmandosi e con fredda gentilezza_)
Scusi, sono stato frainteso, glielo assicuro. Lei si trova in uno
stato d'animo che non le permette di giudicare delle parole e nemmeno
delle intenzioni dei suoi amici. Ma ritornerò prestissimo: desidero
rivederla più calma, e allora giustificarmi pienamente. (_le offre la
mano — Dorina non la stringe_) Vedrà: lei per la prima dovrà rendermi
giustizia. Intanto, e si ricordi, non dobbiamo essere in collera!
(_saluta e va via lentamente_).
DORINA
(_sola_) Vile!... vile!... E per un anno l'ho tenuto nel cuore, l'ho
aspettato colla febbre, gli ho data tutta l'anima mia: (_con un grido,
ma senza più piangere perchè in questo momento il suo stato di dolore
e di esaltazione non le permette le lagrime_) Dio, Dio mio! Come avevi
ragione, mamma!
SCENA VI.
ISABELLA, DORINA, poi voce di dentro come nella scena prima.
ISABELLA
Cosa succede?
DORINA
(_sempre c. s._) Voglio andar via!... voglio finirla! Non voglio più
saperne di teatro, di nessuno!
ISABELLA
Come? non si è messa d'accordo col signor Niccolino? (_vivamente_) E
la cambiale Ripamonti?
DORINA
Pagherò tutto col mio lavoro, col mio sangue; non ho bisogno di nessuno!
ISABELLA
Buono!... Buoni principii; ma ci vuol tempo e la cambiale è in
scadenza; come si fa?
DORINA
Oh in fine! Ci pensi lei, ci pensi il maestro; sono loro che ne devono
a me!
ISABELLA
C'è stata proprio una gran burrasca, perchè ha perduta, si direbbe, la
tramontana. Ma questo non è il momento di discutere del mio e del tuo:
il maestro è amico di tutti i primi legali di Milano, e dato il caso,
metteremo le nostre ragioni in mano della giustizia. L'importante, per
adesso, è questo! sulla cambiale c'è la sua firma, che cosa ha pensato
di fare?
DORINA
Penso che sono tradita da tutti; che sono ingannata da tutti!
ISABELLA
Benissimo! E perchè non succeda altrettanto a noi mi farà la grazia di
restare in casa nostra finchè i conti non saranno regolati.
VOCE
(_c. s._) Costantini!
ISABELLA
Vengo, signor Domenico!
VOCE
(_c. s._) Lettere!
(_Isabella cala il cestino con una corda, ecc._)
DORINA
Qui?! Restar qui?! Non sono più libera; non mi appartengo più... Sono
schiava di questa gente, anima e corpo, corpo e anima!
ISABELLA
(_dandole la lettera trovata nel cestino_) Finisca di dire il rosario
e si consoli.
DORINA
Lui? (_prende la lettera con un, impeto di gioia_) Lui? mi scrive
ancora?
ISABELLA
Ma sicuro: collera da innamorati, _furoris brevis_!
DORINA
(_strappa la busta: c'è dentro un biglietto da visita e un biglietto
da cinquecento lire_).
ISABELLA
(_allegra_) Ohè, signorina! Cominciamo bene!
DORINA
(_rimane meravigliata_).
ISABELLA
Legga se vuol sapere!
DORINA
(_leggendo_) « — Lei, signorina Dori, mi ha fatto l'onore di chiamarmi
suo amico...» (_vinta dal dolore lascia cadere la lettera_).
ISABELLA
(_la prende e continua a leggere_) «... In tale qualità mi fo lecito
inviarle la piccola somma di cui la disdetta di Montecarlo mi permette
sul momento di poter disporre.» — Come sono sempre delicati i veri
gentiluomini!
DORINA
(_fuori di sè — cercando per la stanza_).
ISABELLA
(_assai premurosa_) Comandi, signorina! Che cosa desidera?
DORINA
Da scrivere. Voglio rispondere subito!
ISABELLA
(_le dà il calamaio, ecc._) Tanto quanto, tutto l'occorrente!
DORINA
(_si mette a scrivere in fretta. Intanto Isabella spiega il biglietto
di banca e lo ammira. Dorina quando ha finito di scrivere cerca il
biglietto per rimandarlo; a Isabella_) Dia qui!
ISABELLA
Che cosa vuol farne?
DORINA
Restituirlo sul momento: dia qui!
ISABELLA
Scusi, ma in queste faccende delicate io non mi posso arbitrare,
senza prima aver sentito il capo della famiglia. (_verso l'uscio della
cucina, chiamando_) Maestro!
DORINA
Quel denaro!... quel denaro!... Non sa: è un insulto al mio onore!
ISABELLA
Faccia un po' il piacere! I denari non hanno mai insultato nessuno!
(_chiamando c. s._) Maestro!... Tartaruga!
SCENA VII.
MAESTRO e DETTE, poi LUIGI.
MAESTRO
(_colla solita voce rauca_) Avevo... appena messe sul fornello a
friggere...
ISABELLA
La signorina...
DORINA
(_interrompendo_) Il maestro non c'entra, come non c'entra lei! quel
denaro... (_alla parola denaro il maestro fa un movimento espressivo_)
non è suo!
ISABELLA
Eh, quanto strepito! rimettiamo la questione al giudizio di _Salamone_!
La signorina vuol tornare al suo paese e piantar la scuola.
MAESTRO
La... scuola?...
ISABELLA
E non pagare i propri debiti. Ho diritto o non ho diritto di tenere
questa somma in garanzia?
MAESTRO
Pienissimo diritto...
DORINA
In nome di Dio... datemi quel denaro!... Quel denaro lo voglio... quel
denaro!
LUIGI
(_sulla porta, cercando cogli occhi Niccolino, si ferma e, non
vedendolo, fa un gesto di maraviglia: fa un passo verso i coniugi
Costantini, poi si trattiene. Dorina non lo vede. Essa stringe
convulsamente la lettera: la sua timidezza è scomparsa, si avvicina
all'Isabella minacciosa, cogli occhi scintillanti. Il Maestro prova
quasi un senso di timore_).
DORINA
Lo voglio, capite? Lo voglio! — Prendete me, fate di me tutto quello
che volete, ma quel denaro no! — È suo! è suo!
MAESTRO
(_vedendo Luigi, salutando e balbettando quasi macchinalmente_) È un
onore per la mia famiglia...
DORINA
(_vedendo Luigi fa per spiegargli ciò che è accaduto; poi prende sul
tavolo la lettera di Niccolino e la dà a Don Luigi; fa per parlare
ma non può; si sforza, balbetta, e prorompe in uno scoppio di pianto
cadendo sopra una seggiola_).
LUIGI
(_avvicinandosi e prendendo la lettera_) Signorina, si calmi, (_a
Isabella e al Maestro_) Cos'è accaduto?
ISABELLA
Legga e vedrà: io non trovo che ci sia niente da disperarsi!
MAESTRO
(_fiuta in aria, poi fa capire dalla faccia e dai gesti che deve
bruciare qualche cosa in cucina e scappa via_) Brucia!
LUIGI
(_dopo aver letto, fra sè_) Taccagno come la zia. (_forte_) È ancora
un ragazzo! I ragazzi sono crudeli e... (_ammirando i capelli ed il
collo di Dorina che piange col capo chino_) sicuro non apprezzano...
non capiscono... (_la bellezza di Dorina lo mette in orgasmo; con
passione_) Si confidi con me che non sono più un ragazzo! (_mostrandole
la punta di un baffo_) Vede?... Vede? ce n'è di bianchi!
ISABELLA
(_va alla tavola e mentre parla distende la tovaglia, ecc._) Cosa sia
successo, non saprei. L'ho trovata in convulsioni; e anch'io ho la
pelle d'oca! Capirà; si deve far onore alla propria firma; e il maestro
in quanto a onore è un... fenomeno! — Sempre in alto la bandiera dei
Costantini!
DORINA
(_voltandosi con impeto a Luigi, mentre Isabella continua ad
apparecchiare la tavola_) C'era lei... sì!... era presente lei, quando
voleva offrirmi il suo nome, la sua mano! E adesso per difendermi,
per salvarmi mi butta in faccia 500 lire! Questo è tutto il suo amore!
_Sempre_, mi aveva detto, _sempre si ricordi_!...
ISABELLA
(_c. s._) Oh! per questo la signorina ha ragione; il suo amico è un
infido!
LUIGI
(_ha sempre guardato con crescente orgasmo la Dorina e fa capire
che gli piace sempre di più — levandole una forcellina dai capelli_)
Guardi, non le faccia male!... (_fra sè_) bellissimi capelli: come ha
fatto a resistere, bravo Niccolino!
ISABELLA
(_ha cercato i piatti e le posate e non trovandole va a prenderle in
cucina_).
LUIGI
(_uscita Isabella si avvicina più vivamente a Dorina: cerca di
prenderle le mani dicendole con orgasmo e con passione_) Quel cretino
di Nicola, non merita i suoi sospiri e le sue lacrime!
DORINA
(_con impeto: come scattando_) Il suo denaro! Glielo voglio rimandare
ad ogni costo!
LUIGI
Sì, benissimo!
DORINA
Ma questa gente me lo ha rubato!
LUIGI
Non importa, si calmi, (_prendendole una mano e accarezzandola_)
provvederemo.
DORINA
Me lo faccia restituire!... Glielo rimandi lei... mi aiuti ad uscire
da questa casa... non mi resta che vendermi o buttarmi dalla finestra!
LUIGI
Non dica simili enormità; non voglio (_le prende con violenza le mani e
quasi l'abbraccia_) Vedrà che io... si calmi... non voglio più vederla
piangere! (_asciugandole gli occhi col fazzoletto_) Questi occhi sono
troppo belli! Vedremo di fare qualche cosa... (_con slancio: vinto
dalla bellezza di Dorina che così commossa, fremente, gli piace anche
di più_) farò tutto per lei!
DORINA
(_sempre c. s._) Sì... sono disposta a tutto... ma la sua elemosina
(_alludendo a Niccolino_) no!... mi rivolta l'anima, no, mai!
LUIGI
Brava! Vediamo dunque, vediamo: che cosa si può fare?
DORINA
Non so... Non ho più nessuno al mondo!
LUIGI
Sola?... povera bimba mia!... Anch'io, sicuro, sono solo. Avessi una
moglie, una sorella, lei verrebbe con noi. Invece, anch'io... sono
solo. (_sospirando e accarezzando Dorina_) Mah, guai al solo!
DORINA
(_con impeto, tornando col pensiero a Niccolino_) Gli ho detto che mi
è morta la madre e non se n'è ricordato!
LUIGI
(_con falso orrore_) Oh, (_con finto entusiasmo e dolore per la memoria
di Teresa_) quella buona signora Teresa! Quella santa donna! — A
Niccolino, sa, non ci pensi più; non lo merita. Si crede un grand'uomo
perchè è stato un po' a Londra, a Parigi! È soltanto ridicolo. Non ci
pensi più. Gli rimanderemo il suo danaro, subito!
DORINA
(_con espansione, premendosi al cuore la mano di Luigi_) Subito!
LUIGI