[1] Questa Lezione fu recitata dall’A. in una tornata Accademica nel
1840 circa, e poi stampata nel 1843.
[2] Queste cose furono da me in seguito più ampiamente sviluppate nel
discorso premesso al Glossario Etimologico Modenese.
[3] Alla lettera: _la Carlone a viso fiero_, ossia, compiendo la frase:
_la spada di Carlo dal viso fiero_.
[4] _All’impugnatura d’oro_, o com’altri vogliono, _d’oro puro_.
[5] Cioè: _le vostre arme_, alla siciliana per _anime_.
[6] Vedi _Journal des Savans. Octobre_ 1816, p. 88 ecc. _Grammaire
Romane_ ch. II, p. 26.
[7] Effettivamente nello stesso anno 1843 io pubblicava il testo
rammendato del Vidale, e nel titoletto iniziale aggiungeva di
pubblicarlo per la prima volta su una copia estratta da un Codice
Laurenziano. Questa malaugurata frase _per la prima volta_ eccitava
l’ira di M. F. Guessard, il quale aveva tre anni prima dato fuori
la Grammatichetta di Raimondo nella allora recente ed a me ignota
Collezione intitolata _Bibliothèque de l’École des Chartes_,
togliendola da un Ms. Parigino della Mazzarina. Questi mi accusava di
plagio, un Giornale Italiano aggravava le accuse, e così finalmente mi
vedeva costretto a dar fuori quella _Difesa_, che è uscita in Modena
in 4 Capitoli nei Tomi III e IV del Giornale intitolato _Opuscoli
Religiosi, Letterarii e Morali_.
[8] L’esatta traduzione di questi tratti del Vidale è da vedersi nella
succitata _Difesa_, di cui il volgarizzamento della nostra Grammatica
Limosina forma appunto il 4. Capitolo.
[9] Ed a questo tratto è luogo di dire come in lingua d’oil, _poote_,
non _poole_, era contrazione di _poosteiz_; per cui _hons de poote_ si
chiamavano gli uomini liberi, _sui juris_, cioè che avevano podestà
di sè medesimi. Ecco pertanto come la voce _Potta_, pel Magistrato
che era detto _Potestas_, non era poi così singolare a noi modenesi
quanto taluni han voluto far credere, ed ecco ancora come essa sarà
stata contrazione, non di _podestà_ ma di _podèsta_. Per accertarsi poi
come anche sotto i Cesari i Magistrati delle minori Città si dicessero
_Podestà_, si vedano Giuvenale al v. 100 della Satira X, Svetonio in
Claudio al cap. 23 e Plinio al cap. 8 del lib. IX.
[10] Si legge nella Preghiera alla Vergine. Rayn. T. 2 facc. 136.
E c’el non la ’n crees,
E don frut no manjes,
Ja no murira hom
Chi ames Nostre Don.
cioè — E s’egli (Adamo) non ne la credesse, e del frutto non mangiasse,
già non morrebbe uomo che amasse Nostro Signore. — Da questo _Don_
vocalizzato avemmo _Donno_, per riscontro a _Donna_ quando, vale
_Domina_, non _fœmina_. Così nell’antico poema su Boezio:
_Dona fo Boecis; corpo og bo e pro_,
— Signore, cioè Patrizio, fu Boezio, corpo ebbe buono e prò — Da questo
_donz_ uscì poi col solito aumento quel _dongione_ che, applicato a
torre, valse torre maestra, o _dominicale_, nella quale cioè si teneva
il _Donno_ od il Castellano.
[11] In Occitanico _am_ tutto solo fece l’officio di _ambo_: perciò,
_tug silh d’ams los regnatz_, significò tutti quelli d’ambi i regni.
[12] Perchè ciò sia chiaro a ciascuno, bisognerà ch’esso rimonti col
pensiero a que’ tempi poveri, ne’ quali l’uso non ancora rinovatosi
dei cortili o cavedii lasciava i manieri dei liberi privi di vuoti
nel mezzo e senza palchi sovrapposti. Una lunga e spaziosa camminata
li attraversava, e quattro porte aperte in essa a riscontro, due per
ogni lato, menavano appunto alle quattro parti in che si divideva tutta
l’abitazione; rassomigliando così senza molta differenza alla maggior
parte dei presenti nostri _Casini di campagna_. V. il Dialogo del Tasso
intitolato: _Il Padre di famiglia._
[13] Il discorso delle voci numerali mi fa sovvenire, e porre qui per
_fuor d’opera_, come Virgilio scrivesse nel X dell’Eneide _quam quisque
secat spem_, per _sequat_; dalla quale antica scrittura del verbo
vennero poi _sectores_ e _secta_ per _sequitores_ et _sequuta_; che
però, stante lo scambio avvertito, il _sequior_ latino sarà lo stesso
di quel _sector_ comparativo di cui non si conosce il positivo, il
quale forse potrebbe essere stato non dissimile dal _sezzo_ de’ Toscani
per _ultimo_, cioè per cosa al seguito e non mai principale.
[14] L’antico Romano aveva avuto _mu_ o _mi_ per _ego_: ora avvertendo,
come fu già indicato superiormente, che la desinenza casuale del
possessivo o genitivo era in us od is (_ejus, hujus, illius, istius,
ipsius, cujus_) ne consegue che il pronome primitivo di persona prima
poteva lasciarsi intendere così: N. _mu_ o _mi_: G. _mius_ o _mis_:
D. _mii_ (_mihi_): A. _me_. Siccome poi i pronomi possessivi di forma
aggiuntiva sogliono derivarsi appunto dal caso possessivo del relativo
pronome personale primitivo, così è che dal genitivo _mius_ o _mis_,
usciva _mius_ o _meus, mea, meum_, che tanto vale quanto _di me_ od
_a me_. Dicasi il simigliante di _Tu_ o _Ti_, che avrà fatto: N. _Tu_
o _Ti_: G. _Tuus_ o _Tius_ o _Tis_: D. _Tii_ (_Tibi_): A. _Te_, e di
_Su_ o _Si_ che si sarà svolto in N. _Su_ o _Si_: G. _Suus_ o _Sius_
o _Sis_: Dat. _Sii_ (_Sibi_): A. _Se_. Dai casi genitivi de’ quali
avevamo poi _Tius_, o _Tuus, tua, tuum_ (di Te o a Te) e _Sius_ o
_Suus, sua, suum_, (_di sè_ o _a sè_). Una prova poi che i possessivi
personali escono dai genitivi dei loro pronomi primitivi, l’abbiamo dal
rustico _cuius, cuia, cuium_, conservatoci da Virgilio nelle Ecloghe, e
che esce evidentemente dal genitivo _cujus_, di _qui, quae, quod_.
[15] Quest’uso trova però le sue ragioni nelle voci _lui_ o _lei_, che
regolarmente avrebbero dovuto designare soltanto i regimi indiretti di
_egli_ e di _ella_, sebbene poi in fatto, massime ne’ dialetti nostri,
servissero e servano per tutti i casi, movendo allora per aferesi
non dalla forma comune _eille_ od _ille_ ma dalla composta _eillus_
(od _eille-is_) _eilla_ (_eille-ea_) _eillud_ (od _eille-id_). _Lui_
e _lei_ si trovano anche in altri romanzi dopo i verbi come forme
speciali del caso attributivo, e quindi non bisognose di segnacaso,
giacchè il dativo comune a tutti i generi _illi_ od _illii_ sembra
che nel volgare, per distinzione e per ricordo del genitivo _illius_
si pronunciasse più chiusamente _illui_ nel maschile, rimanendo
_illei_, (da _ille-ei_) pel femminile. Leggiamo infatti in lingua d’oc:
(Adelaide di Porcairague.)
_Vas Narbona portats lai_
_Ma chanson ab la fenida_
_Lei cui jois e jovens guida._
cioè — Verso Narbona portate là la mia Canzone, colla Licenza, a lei
cui gioia e giovinezza guida.
(PONZIO DI CAPODOGLIO:)
_Mas liey non cal si m peri, per qu’ieu no m duolh._
cioè — Ma a lei non cale se mi perde, per che io non me ne dolgo.
(IL MONACO DI FOSSANO:)
_Cais que non tanh selui chan mi trobars_
_Cui ten estreg vera religios._
cioè — quasichè non convenga _a colui_ canto nè trovare cui tiene
istretto vera religione.
Così presso i nostri ducentisti, e specialmente presso Guittone
d’Arezzo, fu della forma _vo-i_, dall’antico _vois_ (_vobis_) che valse
senz’altro _a voi_; e di _no-i_ che anche in Dante non provenne da
_nos_, ma da _nois_ (_nobis_.)
Per grazia fa _noi_ grazia che disvele
A lui la bocca tua....
Non è l’affezion mia tanto profonda
Che basti a render _voi_ grazia per grazia.
[16] Come _lui_, che può anche considerarsi metatesi di _illius_, e
che doveva rappresentare soltanto i regimi d’_egli_, passò, secondo
si disse, nei nostri dialetti a far insieme gli uffici di soggetto,
così fu di _loro_, che uscito dall’_illorum_ latino reso comune a
tutti i generi, valse prima _d’elli_ e _d’elle_, poi _ad elli_ e _ad
elle_, e finalmente _eglino_ ed _elleno_ senza bisogno di segnacasi:
talchè sembrò mutarsi in una forma di pronome possessivo proprio della
persona terza determinata, ma non presente, completando le relazioni di
possesso significate da _mio, tuo_ e _suo_. Questa proprietà fe’ sì che
Dante, il quale avea creato _immiarsi_ e _intuarsi_, potè creare anche
_inluiarsi_.
[17] La legge del rovesciamento era spontanea nelle lingue ad
antefissi succedenti a lingue a suffissi. Io ho discorso su ciò
altrove ampiamente: basterò quindi l’accennare che il latino _inter-im_
diventa il volgare _mentre_, l’_inter-dum_ od _inter-dom_, _domentre_;
che l’_ipse-met_ prendendo forma superlativa in _ipsumus-met_, si fa
_metipsumus_, o _medesimo_, cioè _istessissimo_: che l’_unus-quisque_
diventa _quisquunus_ o _ciascuno_; _parum-per_ o _paucum-per_, _per
poco_: _postidea, dappoi_; e che l’_ul-tra_ e _ci-tra_ passa nel
dialetto patrio a _tra-là_ e _tra-chè_.
[18] V. il Vol. I delle mie _Lez. Accad_. a facc. 221, 222.
[19] Non ommetto però di avvertire come la voce an-co venga originata
per altri da ἄν e da _hoc_ quasi che, riferendosi a quantità, misura
ecc. valga quanto _ad hoc_, e riferendosi a tempo quanto _ad huc.
Unquanco_ sarebbe _adhuc unquam_, ed ancora, _ad hanc horam_.
[20] Ed ecco, in questa frase italiana l’altrui, chiaramente l’articolo
venire dal pronome di cui conserva il valore stesso.
[21] Ciò accade similmente presso noi, in ispezialtà quando l’atto
comandativo viene preceduto da una negazione, la quale minorando
la rattezza del comando, o lo oscura, o lascia incerta l’intenzion
personale della proposizione. Diciamo perciò, _ama la gloria, temi la
vergogna_, e: _non amare la gloria, non temer la vergogna_.
[22] Partì da Gionville per l’Egitto dopo la Pasqua del 1248. Partì
da Acri per la Francia dopo la Pasqua del 1255, e così stette assente
sette anni. I _sei interi_ si riferiscono dunque, non alla assenza, ma
alla _compagnia_ col Re. Entrò esso al soldo del Re solo in Cipri.
[23] Dirà altrove che la sua compagnia col Re è durata 22 anni: e così
dal 1248 al 1270, anno in che il Re santo morì.
[24] Fu posto tra i Santi, e non tra i Martiri, da Papa Bonifacio VIII
nel 1297.
[25] Questi nacque nel 1244, e morì di sedici anni nel 1260.
[26] Al tempo del buon Re la Scozia, affatto indipendente
dall’Inghilterra, era sottoposta alla discendenza de’ suoi antichi
Re, e gli Scozzesi si aveano per più rozzi di quello non fossero gli
Anglo-Normanni.
[27] Gli antichi Cristiani chiamavanlo il _Malo_ o l’_Avversario_;
_Maufez_, o il _Facimale_, gli antichi Francesi; i moderni
_Diantre_ per non dire _Diable_: noi per lo stesso motivo _Diacine_;
_Avversiere_.
[28] _La bocca dello stomaco_ per tutto lo _stomaco_, sicchè _fredda
forcella_ è quanto _stomaco debole_.
[29] I lebbrosi si dicevano _miselli_, o miserabili, per antonomasia, e
_misellarie_ i lazzaretti, o spedali spartati che li accoglievano.
[30] Il nostro Guitto d’Arezzo fece sua questa parità nelle Rime, II, 7.
[31] _Ladre_ in antico francese risponde anche a _mesel_ o _mezeau_,
cioè a _mizello_; e però nel nostro volgare _cosa ladra_, o _ladronaja_
può valere cosa bruttissima e ributtante.
[32] Questo Maestro Roberto, che morì intorno il 1270, fondò in Parigi
il Collegio che dal suo nome venne detto _di Sorbona_.
[33] _Parlar consiglio_ od _a consiglio_, vale in credenza, ed a modo
di chi consiglia segretamente.
[34] Qui _prode uomo_, non vale soltanto uomo prode o valente di sua
persona, ma uomo religioso, prudente e valente di suo intendimento,
insomma _probo-uomo; probus vir_. V. du Cange alla voce _Probi
homines_.
[35] «Non probatur largitas, si quod alteri largitur, alteri
extorqueat, si injuste quaerat, et juste dispensandum putet.» S.
Ambrogio, l. I. de Offic. cap. 30.
[36] Stoffa fatta di pelo di cammello, e che più grossolana dicevasi
_cammellotto_.
[37] Al Re Santo successe il figliuolo Filippo l’ardito, a questi
Filippo il Bello, a cui Luigi il Caparbio. In quanto a Re Tebaldo di
Navarra, esso era genero, non figliuolo di San Luigi, avendone sposato
la figliuola Isabella.
[38] Cioè: della linea di confine.
[39] Il 25 Aprile 1215.
[40] Accenna alle processioni istituite in tal giorno da S. Gregorio
Magno per occasione della fiera pestilenza, che desolò Roma, le quali
sono anche volgarmente dette _Cruces nigrae_, quoniam in signum mœroris
ex tanta hominum strage, et in signum pœnitentiæ, homines nigris
vestibus induebantur, et Cruces et altaria nigris pannis velabantur.
[41] Il primo giorno di Decembre del 1226, non avendo anche compito 12
anni, e ciò per la morte avvenuta in quell’anno di suo padre Luigi VIII
figlio di Filippo l’Augusto.
[42] La non men famosa che bella Bianca di Castiglia.
[43] Questi è quel Conte Tebaldo di Sciampagna che, al dire di taluno,
in Bianca di Castiglia riverì la Regina ed amò la Dama, sicchè potè
lasciarne scritto un cronista:
Malates paroles en dist on
Comme d’Isot et de Tristan.
[44] Questa pace fu fermata nel 1242. 1 possessori di _feudo
d’usbergo_, lo vestivano a 21 anni, cioè quando avevan raggiunta la
maggiore età; dunque il n. a. sarà nato intorno il 1222.
[45] La malattia del Re vien riferita all’anno 1243. I preparativi
della Crociata durarono poi per più anni.
[46] Il n. a. s’era sposato giovinetto nel 1340 ad Alice sorella
d’Errico Conte di Gran Prato, e ne avea avuto due figliuoli prima del
suo passaggio per la Guerra Santa.
[47] Si veda il Serventese di Guglielmo di Muro. Ray. Choix ec. T. V.
f. 803 ove tra l’altre cose si dice ai Crocesignati:
Però ciascuno guardi come v’andrà guarnito,
Perchè Dio non vuole che coll’altrui guernimento,
Di che altri a torto sia stato spossessato,
Là passi null’uomo senza farne innanti soddisfazione.
Perch’io non credo che a tal uomo prometta
Dio suo regno nè che suo amor gli doni,
Sebbene là vada con arco e con saette
Perchè il soldo che prende supera il suo guiderdone.
Non credo già da Dio bene accolto,
Quel ricco che passi con li altrui doni,
Nè quegli che a torto ha li suoi spogliati,
O fa rubare per quell’occasione.
Perchè Dio sa tutto che porta nella sua bisaccia,
E se con torti va, travagliasi in vano,
Chè Dio vuol cuor fino con volontà netta
E che l’uomo passi per Lui, non per doni.
[48] Beatrice figlia di Stefano Conte di Borgogna e di Auxonne.
[49] L’Ordine Cisterciense.
[50] _Gioiello_ è piccolo e caro dono.
[51] Al rostro, od a prua.
[52] Nell’Aprile del 1249.
[53] Odone Vescovo di Tusculo.
[54] Se _Funda_ si trova usato per _Borsa_ dai neolatini, donde la
_fonda_ de’ nostri antichi per _crumena_ (ora ristretta a denotare
la custodia delle pistole), è certo altresì che presso i Saracini
_Alfondiga_ valse ciò che presso noi il _Mercato_, o la _Borsa dei
Mercanti_. Di qui il nostro _Fondaco_, il franzese _fondics_, così
spiegato nell’Itinerario Turcico — Les Fondics sont Magazins ou se
serrent les marchandises qui sont apportées des Indes et de Perse par
la voie d’Alep..... les Marchands y logent aussi — Il _fondachiere_ od
il _fondacaio_ de’ nostri trecentisti risponde dunque al _fundicarius_
od al _fundegarius_ delle Carte anteriori Siciliane o Marsigliesi.
[55] _Liverare_ per _abbandonare_, usato nel Volgarizzamento delle
Decadi di Livio ed altrove.
[56] Guido di Puglia Patriarca di Gerusalemme.
[57] Giovanni di Brienne Re di Gerusalemme prese Damiata nel Novembre
del 1219.
[58] Il Signore di du Cange scrive a questo luogo — Le mot de _Bordel_,
pour designer un lieu infame, _lupanar_, vient de ce qu’ordinairement
les garces et autres gens de cette farine habitoient les petites
maisons, qu’en vieux langage François on nommoit _bordels_, du
diminutif de _Borde_, qui signifie _maison_; et probablement a
esté emprunté du _Bord_ des Saxons-Anglois, ou ce mot a la même
signification. —
[59] Così per _Cerusici_ ha Ser Zucchero Bencivenni nel suo
Volgarizzamento di Rasis.
[60] Si legge nell’Itinerario Gerosolimitano: — Haec Babilonia non est
illa quae fuit secus fluvium Chobar, sed dicitur Babylonia Ægypti, quae
parvo dividitur intervallo a Chayro. Itaque non duas faciunt civitates,
sed unam cujus pars altera dicitur Chayrum, altera Babilonia, et ipsa
tota, nomine composito, Chayrum — Babilonia appellatur. — Et creditur
quod olim fuerit nuncupata Memphis, deinde Babilonia, et tandem
Chayrum.
[61] Nel Decembre del 1849.
[62] Altri: Facradino, o Farcardino.
[63] Il 20 Gennaio 1250.
[64] Cioè: che si carica girando una manivella.
[65] _Ma che_ pur che, soltanto che: e qui: pur ch’egli dicesse il vero.
[66] Il testo ha _à grant erre_, cioè: a grande anda od a grand’andare.
Si poteva anche tradurre: a grande aìna, od agina.
[67] Il dì 8 Febbraio 1250.
[68] Cavallo cui sien mozzate le orecchie e la coda.
[69] Muta croce in _creffa_, siccome noi sogliam mutare Dio, Cristo,
Madonna ecc. in Bio, Crispo, Madosca ecc. per reverenza de’ sacri nomi.
[70] Allora.
[71] Il testo ha _Bahairiz_, o forse era da tradurre _Giannizzeri_. Il
Sire di Vi’lerval parlando di loro, li chiama _les Esclaves du Soudan_.
Di qui uscì la tremenda Milizia de’ Mamalucchi.
[72] Almirante od Ammiraglio, rende, secondo Guglielmo di Tiro, il
Saracinesco _Al-Emir_, che vuol dire: _Il Signore_.
[73] Armenia, donde _ermellino_ pel piccol sorcio d’Armenia.
[74] Tali verghe erano insegna di Magistratura eminente, e di Officio
Palatino anche presso gl’Imperatori d’Oriente.
[75] Il 5 Aprile 1250.
[76] I Turbanti.
[77] Federico II, che era stato coronato Re di Gerusalemme, e teneva
alquante piazze forti di quel Reame.
[78] _Ricco uomo_ è quanto Barone.
[79] _Pullani_ erano detti i nati da padre Siriano e da donna Franca, o
viceversa, quasi _pullati_, e non aventi puro sangue, ma misto.
[80] Ciò è a dire: ch’io farò passare alle mani loro tutto il mio
tesoro.
[81] 24 giugno 1250.
[82] Cioè a quella del 1251.
[83] I Cristiani di Terra Santa potevano temere principalmente dagli
Emiri d’Egitto, e dal Soldano di Damasco. Ora ciascuna di queste due
parti ne sollecitava l’alleanza per opprimere l’altra. Per tutto il
lungo tempo speso nel doppio negoziato, era quindi nell’interesse de’
Saracini di lasciare in pace il Re Luigi, ed i Baroni d’Oltremare. Da
ciò, meglio che dalle stremate forze de’ Cristiani d’Oriente, dipese
ch’esso Re potè compirvi le opere di difesa che qui in seguito si
descriveranno.
[84] Norvegia?
[85] Ciò accadde intorno al 1244.
[86] Si possono vedere le Poesie del Beato Iacopone da Todi, e
segnatamente le così dette _Satire_.
[87] Aprile 1255.
[88] Bianca figlia di Re Filippo l’Ardito e sorella di Re Filippo il
Bello, sposatasi a Rodolfo Duca d’Austria, e poi Re di Boemia figlio
primogenito dello Imperatore Alberto I. Il maritaggio accadde correndo
l’anno 1300.
L’Autore morì a quanto pare nel 1317 o nel 1318 avendo poco meno di
cent’anni, ed ultimò la Storia presente nei primi anni del Secolo XIV.
[89] Nel 1268.
[90] Il 25 Agosto 1270 a ora di nona.
[91] Fu santificato da Papa Bonifacio VIII nel 1297.
[92] Se quì è parola di Luigi _Utino_ (che tanto può valere
_Pervicace_, quanto _Altero_) questa voce _figliuolo_ dovrà intendersi
usata per discendente; giacchè esso era invece pronipote di San Luigi,
e fu detto Re di Navarra nel 1307, e Re di Francia dopo la morte del
padre suo Filippo il Bello, avvenuta l’anno 1314.