PARTE SECONDA.

I. Della nascita e coronazione del buon Re, e quando portò

arme primamente 27

II. Qui conta come seguitò la guerra dei Baroni di Francia

e come ’l Re la menò a suo prode e ne seguì pace 32

III. Ove per inframmessa si tocca del Conte Errico di

Sciampagna e di Artaldo di Nogente il ricco borghese 36

IV. Della gran Corte che ’l Re bandì a Salmuro, poi della

fellonia del Conte della Marca, e come questi ne fu

punito 39

V. Perchè e come il buon Re si crociò, e come con esso

presi io anche la Croce 42

VI. Come prendemmo il mare a Marsilia, e come si navicò

sino a Cipri 47

VII. Di ciò che avvenne nel nostro soggiorno in Cipri 49

VIII. Dove si parla per inframmessa dei Soldani d’Oltremare 52

IX. Come ci ismovemmo di Cipri e venimmo in vista di Damiata

in Egitto 55

X. Come si ferì alla terra contro lo sforzo de’ Saracini, e

perchè questi fuggironsi e ci lasciarono Damiata 58

XI. Dell’obblio in che fu lasciata la grazia fattaci da Dio

nel donarci Damiata 62

XII. Di ciò che avvenne sino a che stemmo a campo presso

Damiata 66

XIII. Come movemmo da Damiata per a Babilonia secondo

l’avviso malarioso del Conte d’Artese 70

XIV. Qui tocca il conto dello fiume meraviglioso d’Egitto

che l’uomo dice Nilo 73

XV. Come ci arrestammo davanti il fiume di Rosetta, e

di ciò che ’l Re vi dispose, e lo nuovo Almirante

vi contrappose 75

XVI. Come la Petriera e gl’ingegni de’ Saracini, gittando

il fuoco greco, abbruciassono due fiate i nostri

Gatti incastellati 79

XVII. Qui conta del passaggio a guado del fiume di Rosetta 84

XVIII. Della battaglia che ne seguì oltre ’l fiume, ove fue

morto il Conte d’Artese 85

XIX. Anche della battaglia e delle grandi cavallerie che

vi fece Monsignore lo Re 90

XX. Come io, a buona compagnia, difendessi un ponticello

perchè ’l Re non ne venisse accerchiato dai Saracini 94

XXI. Qui per inframmessa si conta de’ Beduini e di loro

condizioni 100

XXII. Di ciò che avvenne dopo che ci fummo riparati agli

alloggiamenti 102

XXIII. Come i Saracini fecero un nuovo Capitano, e come

questi li dispose ad assaltare i nostri alloggiamenti 105

XXIV. Qui si conta lo assalto dato a tutte le nostre

battaglie 108

XXV. Nel quale s’inframmette discorso delle varie genti

d’arme del Soldano, e de’ suoi Cavalieri della Halcqua 114

XXVI. Come a Babilonia venne uno nuovo Soldano, e come

entrò nell’oste nostra una fiera pistolenza 118

XXVII. Come per lo gran disagio della pistolenza il Re pose

di torsi dalla via di Babilonia, e di alcune mie

speciali incidenze 121

XXVIII. Qui conta del vano parlamento per pace fare tra ’l

Re e ’l Soldano, e della nostra ritratta verso Damiata 121

XXIX. Ove si mette per conto la fazione e maniera come

fu preso il buon santo Re 127

XXX. Come io fussi preso e condotto in fine di vita, e poi

guarito per un beveraggio datomi da un buon Saracino 130

XXXI. Di quello avvenne dopo la mia guarigione, e come fui

menato là dove erano le genti del Re 135

XXXII. Come fu menato il Trattato per la diliveranza del Re

e nostra 138

XXXIII. Come appresso il Trattato si approdò alla nuova

Albergheria del Soldano, e come gli Almiranti si

giuraro contra di lui 143

XXXIV. Come i Cavalieri della Halcqua uccisono il Soldano

di Babilonia 146

XXXV. Del male che ci avvenne dopo che ’l Soldano fue ucciso,

e delle nuove convenenze giurate cogli Almiranti 148

XXXVI. Come fummo fatti scendere a valle sino a Damiata,

e come questa fue resa ai Saracini 153

XXXVII. Come dopo lunga disputazione fummo finalmente

diliverati di prigionia 155

XXXVIII. Qui conta come fu lealmente pagato il tanto del

riscatto pattuito, e come femmo vela per Acri di Soria 158

XXXIX. Ove si fa incidenza per contare alquanti fatti che ci

avvennero in Egitto e ch’erano stati intralasciati 161

XXXX. Di ciò che avvenne in Damiata alla buona Dama Madonna

la Reina 164

XXXXI. Qui dice il conto come ’l Re sofferse disagio in nave,

e come io ebbi in Acri molte tribolazioni 166

XXXXII. Come ’l Re tenne consiglio del ritornare in Francia,

o del rimanere in Terra Santa, e come s’attenne

al rimanere 168

XXXXIII. Come ’l Re tenne a suo spendio me e la mia bandiera

sino al tempo di Pasqua a venire 174

XXXXIV. Di tre Imbasciate che vennero al Re in Acri 177

XXXXV. Nel quale si ritrae ciò che Frate Ivo il Bretone

raccontò del Veglio della Montagna 181

XXXXVI. Come ’l buon Re ponesse condizioni di tregua ed

alleanza cogli Almiranti contro il Soldano di Damasco,

e come gli Almiranti sapessero non menarle

a conchiusione 184

XXXXVII. Dove si fa incidenza per porre in conto ciò che i

nostri Messaggeri ritrassono dei Tartarini e del loro

Gran Re 187

XXXXVIII. Di alcuni Cavalieri stranii che vennero al Re a

Cesarea, e di ciò ch’e’ feciono e di ciò ch’e’

raccontarono 195

XXXXIX. Delle nuove convenenze ch’io feci col Re appresso

la Pasqua venuta, e delle Giustizie che vidi

fare a Cesarea 198

L. Delle tregue ed alleanze cogli Almiranti d’Egitto

contro il Soldano di Damasco, le quali tuttavia

non approdaro a compimento, e di ciò che avvenne

sotto Giaffa 201

LI. Ove si conta per inframmessa del buon Conte di

Giaffa Messer Gualtieri di Brienne, delle sue cavallerie,

e della sua pietosa morte 205

LII. Come si fu pace tra ’l Soldano di Damasco e gli

Almiranti d’Egitto, e come noi non avemmo più con

nissun di loro nè triegua, nè pace 210

LIII. Come i Turchi di Damasco vennero davanti Acri,

e poi, partitisine, assalirono Saetta e la misero

a distruzione 212

LIV. Come ’l buon Re s’astenesse dello andare a Gerusalemme

a maniera di pellegrino 215

LV. Delle munizioni e difese che ’l Re fece a Giaffa ed

a Saetta, e di ciò che avvenne nel frattempo 218

LVI. Come assalimmo la città di Belinas, e del pericolo nel

quale fui capitanando la prima battaglia del Re 221

LVII. Del pellegrinaggio a Nostra Donna di Tortosa, e come

avvenne che la Reina s’agginocchiasse davanti

i miei camelotti 226

LVIII. Come ’l buon Re, saputa la morte di Madama sua Madre,

accogliesse il pensiero di ritornare in Francia 229

LIX. Come col Re femmo vela per ritornare in Francia, e

delle malenanze che c’incolsero presso Cipri 232

LX. Di ciò che vedemmo nell’Isola di Lampadusa, e di un

bello miracolo di Nostra Donna di Valverde 240

LXI. Come finalmente scendemmo a porto di Yeres in terra

di Provenza, e di ciò che ivi avvenne 242

LXII. Nel quale si ritrae come io mi scompagnassi dal buon

Re, e come ponessi opera al maritaggio del Re di

Navarra 246

LXIII. Come ’l buon Re si reggesse dopo ’l suo ritorno di

Terra Santa, e come fusse troppo grande amadore

di pace 247

LXIV. Come amasse lo onore di Dio e de’ Santi, e di altre

sue sante costume 251

LXV. De’ buoni Stabilimenti ch’e’ fece, e del prò ritrattone

dal Reame 254

LXVI. Come fusse largo ed allegro elemosiniere 259

LXVII. Come ’l Santo Re riprendesse la Croce maluriosamente,

e come fusse condotto in fin di vita appresso Tunisi 261

LXVIII. De’ santi ed ultimi ammaestramenti ch’esso diede

al figliuolo 263

LXIX. Della santa morte del Santo Re, e come fu poscia

annoverato tra’ Confessori della Fede 267

LXX. Un’ultima parola sul caro e Santo mio Re 271

La sesta crociata ovvero l'istoria della santa vita e delle grandi cavallerie di re Luigi IX di Francia · 第 95 / 97 题